Tratta, Emiliano: “Puglia capofila in lotta contro il traffico degli esseri umani”

«Per salvare le vittime di tratta la Regione Puglia investe oggi 1 milione e 900 mila euro, a cui si aggiungono i 2 milioni di euro già previsti per la prossima edizione di ”La Puglia non Tratta”. Il nostro impegno si affianca a quello delle unità di strada, cioè di soggetti che, strada per strada, campagna per campagna e vicolo per vicolo, vanno a cercare le persone che vivono in questa condizione, le identificano e le fanno entrare nei programmi di assistenza, orientamento e inserimento socio-lavorativo. L”attività è inserita nell”ufficio dell”Antimafia sociale della Regione Puglia e viene dall”esperienza dell”ufficio per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano presentando, in conferenza stampa, i risultati del progetto “La Puglia non Tratta”, nato per contrastare qualsiasi forma di sfruttamento umano e favorirne l”emersione.

«In tutti questi anni – ha aggiunto Emiliano – abbiamo imparato che la lotta non repressiva alla criminalità, nella quale la Puglia è capofila in Italia e nel mondo, offre uno spazio di opportunità e funziona perché, oltre a salvare le vite delle persone, consente di abbassare il numero dei reati. Lo abbiamo imparato per le strade della Puglia, dove abbiamo incontrato associazioni di volontariato, scuole, insegnanti, enti di formazione che ci aiutano, come noi aiutiamo loro. In questo versante dell”Antimafia sociale, in questi anni, abbiamo investito oltre 6 milioni. Ne abbiamo spesi più di 30 per il contrasto alle mafie strutturate. È il segno che in Puglia la criminalità organizzata non ha e non avrà mai cittadinanza».


La quinta edizione di “La Puglia non Tratta” ha visto un lavoro della Regione che si è svolto, attraverso una Rete di associazioni e cooperative, tra l”1 ottobre 2022 e il 29 febbraio 2024. I dati forniti (si riferiscono al periodo compreso tra l”1 ottobre 2022 e il 31 gennaio 2024) sono stati raccolti in diversi momenti. In particolare, questi i numeri dell”unità di strada presente nei luoghi del grave sfruttamento (sessuale, lavorativo, accattonaggio): 2.646 le donne contattate e 739 quelle incontrate per la gran parte provenienti da Romania, Nigeria, Bulgaria, Colombia e Sud America; 1.823 gli uomini contattati e 563 quelli incontrati per la gran parte provenienti da Nigeria, Marocco, Ghana, Niger e Mali; 143 i e le persone transessuali contattate, 28 quelle incontrate provenienti perlopiù da Italia e Brasile.

Per quanto riguarda il lavoro degli sportelli (drop in), collocati a Foggia, Borgo Mezzanone, Stornara, Manfredonia per quanto riguarda la provincia foggiana; Barletta, Trani, Bisceglie per la BAT; Bari, Corato, Ruvo di Puglia nel Barese; a Taranto in forma itinerante, e a Lecce, sono: 249 le donne incontrate, su 364 colloqui, per la gran parte provenienti da Nigeria, Albania, Costa d”Avorio, Ucraina; 320 gli uomini incontrati, su 399 colloqui, per la gran parte provenienti da Marocco, Albania, Gambia, Nigeria, Algeria, Senegal e Bangladesh; una la persona transessuale incontrata, su due colloqui effettuati con persone provenienti dal Brasile. Accolti in strutture protette: 35 donne per gran parte nigeriane, ivoriane, camerunensi e bulgare; 12 uomini provenienti dal Gambia, ma anche dal Burkina Faso, Afghanistan, Senegal, Guinea, Ghana e Italia; 7 nuclei monoparentali con minori a carico provenienti da Nigeria, Costa d”Avorio, Nuova Guinea e Marocco. Ci sono poi le prese in carico territoriale che riguardano le vittime di tratta che non necessitano di un luogo protetto. Sono 62 in tutto: 28 donne, 19 uomini, 14 nuclei monoparentali con minori a carico e una persona transessuale. Svolti anche alcuni tirocini: 27 in tutto le persone coinvolte (16 donne e 11 uomini), avviate al confezionamento, al settore immobiliare, a quello florovivaistico e tessile, alla trasformazione di prodotti alimentari, all”edilizia, al commercio, al settore turistico e alla ristorazione. Infine i dati indoor, che fanno riferimento ai luoghi chiusi in cui vengono fatte prostituire le persone vittime di tratta, in particolar modo appartamenti e centri massaggi.

Sono 3028 le donne individuate attraverso il web, 1936 quelle contattate, per gran parte provenienti da Sud America, Italia, Colombia, Europa dell”Est, Spagna, Cina, Russia, Germania, Panama, Giappone, Grecia, Hawaii, India, Svizzera, Svezia, Pakistan e Thailandia, tra i 26 e i 35 anni; 8 gli uomini, italiani e brasiliani tra i 18 e i 25 anni; 302 le persone transessuali individuate, 206 quelle contattate tra i 36 e i 45 anni, sudamericane, italiane, brasiliane, colombiane, argentine, peruviane, cubane e messicane. Sono stati 114 gli interventi effettuati con donne, 44 quelle accompagnate ai servizi sociosanitari del territorio, di età compresa tra 36 e 45 anni; 53 gli interventi effettuati con persone transessuali, 24 quelle accompagnate ai servizi sociosanitari del territorio di età compresa tra 36 e 45 anni.

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