Sanità, Amati: “Passa nel silenzio la più grande sciagura per salute e cassa. Rinvio nuovi Lea al 2025. Dovevano entrare in vigore nel 2017

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

«Ma perché nessuno urla lo sdegno? Dove sono tutti i partiti?  Sta passando nel silenzio la più grande sciagura per la salute degli italiani e per le casse pubbliche. Il Governo nazionale, anche su parere quasi unanime delle regioni, ha deciso il rinvio al 1° gennaio 2025 dei nuovi livelli essenziali d’assistenza – Lea, approvati nel 2017, ossia 7 anni fa, per sostituire quelli del 2001 ancora in vigore. 

Il rinvio è una sciagura perché a essere rinviate sono decine di nuove prestazioni sanitarie innovative a carico del servizio sanitario nazionale e iniziative di risparmio delle spese sulle vecchie prestazioni. 

Infatti. Perché entrino in vigore i nuovi LEA occorre un decreto di tariffazione, ma su questo c’è la protesta delle strutture convenzionate che non accettano la riduzione delle tariffe per le vecchie prestazioni, nonostante questa sia la conseguenza naturale di un ovvio processo di standardizzazione delle prestazioni e relativo abbattimento dei costi. 

E per questo balletto c’è il serio rischio che 406 nuove prestazioni, su un totale di 2.108, non sarà  possibile erogarle a carico del servizio sanitario nazionale, salvo che le regioni – a esclusione di quelle come la Puglia in piano di rientro od operativo – non pongano le prestazioni a carico del bilancio autonomo. 

E pensare che i Lea del 2017, non ancora in vigore, sono già vecchi e dovrebbero essere aggiornati. 

Eppure la Corte costituzionale aveva emesso un monito nei confronti del Governo nazionale per velocizzare il processo d’introduzione dei nuovi Lea, in occasione di un giudizio riguardante la Puglia proprio su una legge con cui abbiamo introdotto una grandissima innovazione: il sequenziamento dell’esoma. 

La storia della sanità italiana è ormai indirizzata verso il paradosso di Gesù che risorge e ci trova  tutti morti. E questo pensiero, nel periodo pasquale, è l’unico modo per commentare una situazione razionalmente insostenibile, capace di generare – assieme – minori cure e maggiori spese. Un capolavoro. Buon silenzio e sonno a tutti». (foto ansa)

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