Collegium Musicum Bari, si inaugura la stagione con “Intorno al jazz, un’attrazione fatale”

Martedì 9 aprile, alle 20,30, nel Nuovo Teatro Abeliano di Bari, si inaugura la ventinovesima stagione concertistica del Collegium Musicum (sostenuta dal MiBACT, Regione Puglia e Comune di Bari): quest’anno è dedicata alla violinista Francesca Carabellese (scomparsa di recente), una delle colonne, da sempre, del sodalizio fondato e diretto da Rino Marrone.

Il primo appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Alliance Française di Bari, si intitola «Intorno al jazz, un’attrazione fatale», e vedrà la partecipazione, in veste di voce recitante, del giovane e brillante attore barese Giuseppe Scoditti. Il concerto, con il Collegium Musicum diretto da Rino Marrone, presenterà le musiche di tre compositori che hanno attraversato il ‘900 con uno stile personalissimo e accattivante, con brani che testimoniano diverse influenze legate al mondo del jazz. Tutti di rara esecuzione, a partire da una suite ispirata a pezzi del compositore britannico Benjamin Britten (1913-1976), arrangiata da Daryl Runswick («Britten’s Blues»), seguita dalle musiche del balletto jazz «La Revue de Cuisine» del compositore ceco Bohuslav Martinů (1890-1959), una prima nazionale con il nuovo testo di Christoph Garda nella traduzione italiana curata da curata da Domitille Urquijo, dell’Allliance Française; e infine i brani di Darius Milhaud (1892-1974) «Caramel Mou» (per orchestra jazz, su testo di Jean Cocteau) e le musiche dal balletto «La création du monde».
Info e prenotazioni: 340.499.38.26. Biglietti a 12 euro (intero), 9 euro (ridotto per over 65, studenti e disabili).

Tra le tante chicche della serata, la suite dal balletto jazz «La Revue de Cuisine» («La rivista di cucina») è un’opera di grande gusto musicale che Martinů ha composto quasi un secolo fa, nel 1927. Con grande fantasia, il compositore ceco si inventa una storia, ambientata in una cucina. Una vicenda fatta di tanti oggetti (ognuno dei quali è un personaggio) come monsieur Pentolone, madame Coperchio, madame Macinino, monsieur Scopa e monsieur Strofinaccio. Il matrimonio tra Pentolone e Coperchio è minacciato dalla capricciosa Macinino. Pentolone si lascia sedurre da quest’ultima, e tutto il suo essere ne è così turbato che egli respinge Coperchio, che rotola in un angolo. Senza Scopa, amante dell’ordine a tutti i costi, Strofinaccio profitterebbe di questo momento propizio per allontanare Coperchio dal retto sentiero della virtù, ma Scopa non lo permetterà: egli sfida Strofinaccio a duello.

Macinino, che adora la frenesia e il tourbillon, si entusiasma per il combattimento e alimenta la passione dei due contendenti. Accecato dal furore, Scopa urta contro Coperchio che rotola sul proscenio. L’infuocato duello, infine, si conclude: Scopa ha una gamba rotta, Strofinaccio ha un braccio penzolante. Macinino vorrebbe ancora tentare Pentolone, ma Pentolone si è ormai ripreso dalla sua infatuazione e cerca la sposa. Coperchio, però, non è più là. Pentolone è prostrato. Preoccupato, Scopa la cerca in ogni angolo, ma Coperchio resta introvabile. Quand’ecco che, pulendo, scopre Coperchio sepolta sotto l’impasto per le crêpes. Grande allegria. Scopa conduce Coperchio da Pentolone, che finalmente si ritrovano. Tutti sono contenti: Scopa ha ristabilito l’ordine, Pentolone ha ritrovato Coperchio, Coperchio ha ritrovato la pace. Macinino e Strofinaccio vanno via insieme.

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