Intervista a Riccardo Guido

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare e di intervistare nella nostra scuola, nell’ambito del festival della Letteratura e delle Arti per la Legalità e la Nonviolenza organizzato dal Municipio 2 e dal centro Antonino Caponnetto , il giornalista Riccardo Guido che ci ha parlato del suo libro “Salvo e le mafie” sulla storia della criminalità organizzata e dei servitori dello Stato che hanno dato la vita per combatterla.

D. Per scrivere il libro si è ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto o la storia della vita della famiglia di Salvo è solo frutto della sua fantasia?

–   Sì, per scrivere il libro ho preso spunto dalla storia di una donna pugliese che aveva avuto tre figli da due diverse relazioni con uomini che poi erano diventati capi di due cosche mafiose rivali. La paura che in futuro i figli si potessero uccidere tra loro, avendo i padri nemici, la spinse a diventare collaboratrice di giustizia. Ho cambiato un po’ la storia ma ho scritto il libro partendo proprio da questo episodio di cronaca.

D. Come ha condotto le ricerche necessarie per documentarsi per scrivere il libro?

–  Sono riuscito a scrivere il libro grazie alle informazioni acquisite nel   corso dei 18 anni di lavoro con la Commissione Parlamentare Antimafia. Ho anche potuto assistere ad interrogatori di pentiti di mafia e tutto ciò mi è servito nella realizzazione del volume.

D. Ritiene che questo suo scritto possa essere di ispirazione per alcuni di noi, spingendoci ad impegnarci personalmente nella lotta contro le mafie diventando per esempio magistrati o rappresentanti delle forze dell’ordine?

– Certo, spero che il mio libro possa spingere voi ragazzi non tanto a diventare magistrati o poliziotti, quanto a cambiare la vostra mentalità facendo sì che possiate assumere comportamenti giusti e che impariate a compiere quei piccoli gesti quotidiani, dalla parte della legalità, di cui ho parlato nel mio libro.

D. Abbiamo letto, nella sua biografia, che lei sin da ragazzo si è impegnato nell’associazionismo e si è interessato di lotta alle mafie. Qual è stato l’evento, se c’è stato, che l’ha spinta a fare queste scelte?

– Da ragazzo in Sicilia, grazie al gruppo di volontariato di cui facevo parte, mi è capitato di venire in contatto con famiglie che avevano perso parenti per colpa della mafia, e questo mi ha particolarmente colpito.

Grazie a questo incontro abbiamo appreso molto, non solo su come si diffondano le mafie, ma soprattutto come combatterle e quali piccole azioni possiamo tutti noi intraprendere per rendere migliore il nostro paese.

TANCREDI AMOROSO – MICHELE ROMITO  classe 2 B I.C.  “De Amicis- Laterza- Monte San Michele “ BARI

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