“Ritorno in Puglia” di Marco Ferrante alla Laterza

 «Come mai nessuno sembrava interessato al fatto che fossero morte delle persone? Persone che erano state vive fino a un momento prima e che avevano dei desideri, affetti, speranze, amori, corpi, capelli, barba in crescita, idee, proprio come noi adesso.»

Bernardo Bleve ha un complesso rapporto con la sua terra – una Puglia rappresentata nella sua antica bellezza ma senza alcuna forma di retorica –, con la sua famiglia – la moglie Elena, i figli Gelasio, che lavora a Londra nel mondo dell’alta finanza, Francesca e il giovane Pietro – e con l’azienda agricola che ha ereditato e che ha trasformato in una prospera impresa industriale di bevande. Tutti legami nei quali si mescolano idealismo e vanità, ipocrisia e desiderio di operare per un riscatto. Alla fine degli anni novanta, quasi come sentisse il bisogno di riparare, attraverso il proprio impegno, a un’immensa disgrazia – l’affondamento di una motovedetta carica di profughi da parte di una nave da guerra italiana nelle acque di fronte a Brindisi –, Bernardo accoglie una famiglia di albanesi. Sospesi tra un passato lasciato al di là del mare e il futuro che si apre in Italia per i loro figli, gli albanesi portano con loro energie nuove

Marco Ferrante è nato a Martina Franca nel 1964. Giornalista e scrittore, con i romanzi Mai alle quattro e mezzo (Fazi 1998) e Gin tonic a occhi chiusi (Giunti 2016) ha partecipato a due edizioni del premio Strega. Ha scritto anche due libri di ritratti, Casa Agnelli (Mondadori 2007, 2008), Marchionne (Mondadori 2009, 2011, 2018). Ha lavorato nella carta stampata e in tv (Il Foglio, Il Riformista, Tg5, è stato vicedirettore di La7).  E’ direttore della rivista di cultura umanistica Civiltà delle macchine, fondata da Leonardo Sinisgalli nel 1953.

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