Incontro tra il Rettore Stefano Bronzini e Movimento Nonviolento, Osservatorio e USB per la questione delle dimissioni dalla Fondazione Med-Or

Mentre la politica nel capoluogo pugliese è scossa da un profondo terremoto, la società civile barese, il mondo dell’associazionismo e le istituzioni della formazione lanciano un segnale positivo che indica la strada da intraprendere per ricucire il tessuto sociale e civile.

Dopo le pressioni delle studentesse e degli studenti del Collettivo Cambiare Rotta e la campagna lanciata dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulla richiesta di dimissioni dei tredici Rettori dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Med-Or, una costola della multinazionale Leonardo SpA, una delle più grandi aziende belliche al mondo a partecipazione statale insieme ad un azionariato perlopiù nordamericano, nelle scorse settimane il prof. Stefano Bronzini, Rettore dell’Università degli Studi di Bari, aveva annunciato nel cortile dell’Ateneo agli studenti e alle studentesse che avrebbe rassegnato le sue dimissioni dalla medesma Fondazione. 

Con l’intento di confrontarsi sulla notizia, sulle ultime decisioni del Senato e di esprimere soddisfazione per le scelte intraprese, una delegazione composta da Gabriella Falcicchio, ricercatrice di Pedagogia e referente del Movimento Nonviolento, Michele Lucivero, insegnante e referente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ed Edoardo Renna, rappresentante sindacale USB Università, hanno chiesto e ottenuto un incontro con il Rettore.

Venerdì, 12 aprile, per circa un’ora. la delegazione è stata ricevuta presso il Rettorato dell’Ateneo e durante l’incontro il Rettore ha ribadito che la lettera di dimissioni è stata protocollata e inviata, nonostante non sia arrivata una risposta dalla Fondazione Med-Or. Tuttavia, il Rettore ha tenuto a chiarire che il suo coinvolgimento, come quello degli altri Rettori nella Fondazione deve essere considerato esclusivamente a titolo personale, l’Università di Bari era e resta estranea alla vicenda.

Il Rettore, nel sottolineare la differenza fra Governi e Popolo, si è molto soffermato sulla estrema complessità della vicenda del dual-use per la ricerca accademica, giacché molti progetti sono di estrema utilità per il sociale; ha anche ribadito che le università sono amministrazioni dello Stato e con lo Stato devono collaborare, mantenendo sempre un ruolo critico di controllo.

Sugli accordi con le università israeliane il prof. Bronzini riferisce che nel Senato, seppure in assenza di particolari manifestazioni di interesse nei confronti del bando MAECI, si è sviluppato un interessante dibattito sul ruolo della ricerca. Ha poi giustificato la sussistenza degli accordi in corso con Israele, dal momento che essi riguardano, in particolare, una collaborazione con un docente palestinese, che lavora in una università israeliana, e una collaborazione con un docente che si occupa di monitorare con droni discariche abusive, quindi di utilità pubblica.  

Il Rettore, infine, ha assicurato massima collaborazione sua e di UNIBA a future iniziative sulla pace da tenersi in Ateneo, coinvolgendo nell’organizzazione il Centro Universitario di Ricerca sulla Pace, al fine di documentare l’impegno concreto che l’Università porta avanti.

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