L’esperienza di mobilità Erasmus+ in Francia: sistemi scolastici a confronto

Ho deciso di partecipare al bando Erasmus diffuso dal nostro liceo tra tutti gli studenti – mobilità di un mese presso una scuola partner in un paese europeo – perché sarebbe stata un’esperienza umana irripetibile e da non perdere. Data la priorità alle classi quarte e all’indirizzo linguistico, non mi aspettavo di rientrare nella selezione; invece, con grande stupore e grazie ad alcuni criteri di selezione, sono stata scelta per prendere parte alla mobilità di scambio con una scuola francese della regione Bretagna. Ho ospitato la mia corrispondente da fine gennaio a fine febbraio e il 9 marzo sono partita per la Francia insieme ad altri 10 ragazzi selezionati per partecipare a questa esperienza.

Ho frequentato per un mese, a partire dall’11 marzo, il “LYCÉE Saint-Sébastien” di Landerneau. Ho subito potuto notare come il sistema scolastico francese sia molto diverso rispetto a quello italiano. In particolare, si notano differenze in termini di denominazione e numerazione delle classi, nonché di durata di ciascun modulo didattico. Infatti, il termine “lycée” non corrisponde alla nostra concezione di liceo: per prima cosa, è frequentato dai 15 a 17 anni, e prevede una suddivisione tra Second, Première e Terminal; il lycée francese ha inoltre il compito di garantire semplicemente il livello d’istruzione superiore, e non un’adeguata preparazione per l’accesso alle facoltà universitarie, come avviene invece in Italia;

L’anno scolastico inizia a settembre e termina a giugno o luglio, con periodi di vacanza di 2 settimane ogni 6 settimane di lezione. Nei lycée privati, come quello che ho frequentato durante la mobilità, il metodo di insegnamento impostato prevede che siano gli studenti a spostarsi di classe in classe per svolgere le materie previste dal proprio piano di studi. Durante una normale giornata scolastica, le lezioni iniziano alle 08.00 e terminano in orari differenti in base alle materie scelte e alle lezioni da seguire, con una pausa dalle 11:45 alle 13:25. Ogni ora di lezione dura 50 minuti e la frequenza settimanale è dal lunedì al venerdì, mentre nella giornata del sabato solitamente gli studenti si dedicano ad attività sportive organizzate dalla scuola. La principale differenza che ho notato in termini di metodologia e impostazione di studio è stata la quantità di lavoro che lo studente svolge da solo, nettamente minore rispetto allo studio individuale di uno studente italiano. Relativamente alle materie di studio, quelle che si studiano obbligatoriamente sono francese, storia e geografia, lingue straniere, scienze, matematica, sport, educazione civica; dovranno poi essere scelte altre specialità da portare avanti nel corso dei 3 anni (es. arte, biologia ed ecologia, filosofia e letteratura…).          Inoltre, quasi tutte le scuole francesi sono dotate della mensa, cosicché durante la pausa anche gli studenti forestieri possano rimanere a scuola senza rientrare a casa.

Poiché i lycée non si trovano in ogni paese, agli studenti che vivono lontano viene data la possibilità di alloggiare a scuola dal lunedì al venerdì, in alcune residenze chiamate “internal”.

Pensare di dover frequentare le lezioni per un mese in una scuola completamente differente dalla mia e in una lingua straniera era un pensiero che all’inizio mi spaventava. Nonostante ciò, però, posso dire di essermi abituata facilmente al modo di vivere e di studiare, superando alcune difficoltà legate alla lingua. Poiché l’esperienza è ormai al termine, posso dire di essere davvero fiera e grata di averla vissuta a questa esperienza, specialmente perché credo sia stata fondamentale per la mia crescita personale oltre che per il mio percorso di studi. Ringrazio la scuola per la bellissima opportunità che mi ha dato, per avermi fatto conoscere persone speciali e per collocare sempre al primo posto la crescita di noi studenti.

 Francesca Intini – 3A classico, liceo “Majorana Laterza”, Putignano

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