Cassa Prestanza. Il dado è tratto. 2 puntata

È stata una deliberazione storica quella approvata all’unanimità l’11 aprile 2024 al Consiglio comunale di Bari dai 30 consiglieri presenti in Aula.

Sino a pochi giorni fa il Comune di Bari s’era trincerato dietro un mesto: “voglio ma non posso”, affermando che c’era la volontà (a parole) di soddisfare le legittime aspettative degli iscritti a Cassa Prestanza, ma non c’era la possibilità di raggiungere lo scopo a causa dei veti posti dalla normativa in materia di Finanza Pubblica e dalla Corte dei Conti.

Ora i ‘buoni propositi’ sono sanciti in quella delibera di Consiglio che rende responsabile l’amministrazione comunale barese su una posizione politica ben determinata, trasparente e consapevole: Il Consiglio ha espresso alla Cittadinanza e al suo Primo Cittadino una manifestazione di volontà e di solidarietà finalizzata ad assumere ogni utile, concreta ed efficace iniziativa idonea a soddisfare in pieno le obbligazioni contratte verso gli ex iscritti di Cassa Prestanza.

IL DADO È TRATTO. “Alea iacta est” (Non si torna indietro) direbbe il bravo amministratore pubblico che alle parole fa seguire i fatti se fosse emulo di Giulio Cesare, del quale i nostri amministratori non sempre si mostrano degni eredi.

Non sarà pertanto un soggetto terzo – quindi, non gli stessi iscritti, gli avvocati, i sindacati o i parlamentari – a rappresentare alle istituzioni statali le legittime istanze dei risparmiatori di Cassa Prestanza, ma interverrà direttamente il Comune di Bari attraverso il suo Primo cittadino che compirà degli atti concreti – quelli che si vedono – eleggendosi messaggero perseverante della volontà del Consiglio comunale dinanzi alle sedi competenti.

Sin qui ‘dieci e lode’ al Consiglio per l’aspetto formale della questione, ma un cauto ottimismo s’impone!

Quanto all’aspetto sostanziale, infatti, a che punto siamo? Come si sta muovendo ora il Sindaco? Ha già la delibera sulla sua scrivania e ha deciso cosa fare?

Che voto gli diamo per ogni giorno che la delibera del suo Consiglio resta “lettera morta”?

Il provvedimento consiliare, ricordiamolo, interessa 1.300 dipendenti ed ex dipendenti del Comune di Bari, centinaia dei quali in quiescenza da tempo, anagraficamente intorno ai 65/70 anni. Sono cittadini/risparmiatori che ormai sono in attesa da molto tempo di vedersi restituire i risparmi accumulati in una vita professionalmente spesa per il Comune.

Quante speranze avranno costoro di vedere riconosciute, in vita, le somme loro spettanti? Sarà compito dei loro figli o addirittura dei nipoti rivendicare i diritti dei padri e dei nonni?

Auguriamoci di no. Non dovrebbe accadere se il Sindaco e il suo staff non lasceranno impolverare quella delibera in uno dei tanti archivi comunali, magari demandandone l’attuazione alla prossima amministrazione che forse sarà commissariata e congelata per ulteriori due anni!

Cosa si aspettano ora gli ex iscritti alla Cassa Prestanza dal Sindaco Decaro? I fatti, nient’altro.

Il Sindaco di Bari (insieme a coloro che gli succederanno), nonché attuale Presidente Anci e Presidente ad interim di Cassa Prestanza, ora è chiamato a compiere non solo iniziative concrete e risolutive ma soprattutto azioni di responsabilità e coerenza rispetto alla volontà politica manifestata da tutti i rappresentanti del Consiglio comunale barese: ne ha il mandato pieno, ne è l’unico titolare. Non ci sono riserve.

I creditori di Cassa Prestanza chiedono al Sindaco di “farsi rilasciare la liberatoria dal Governo per un provvedimento legislativo che consenta al Comune di Bari di stanziare almeno le somme versate dagli iscritti, a favore di questi risparmiatori. Eventualmente il Comune di Bari – per non gravare troppo sulle casse comunali – potrebbe contrarre un mutuo agevolato con Cassa Depositi e Prestiti da ammortizzare in 20/30 anni”.

L’indifferenza e l’immobilità verso i cittadini/dipendenti/risparmiatori di Cassa Prestanza non sono più ammesse. Ogni indugio sarà considerato, d’ora in poi, un comportamento irresponsabile e impolitico.

Sindaco Decaro, non sono perciò tollerati tentennamenti, ritardi o “giri larghi”. Si può andare solo avanti. Il Rubicone è alle spalle, MUVT!

Francesco D’Ingeo, Carlo Zeuli

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