Anche Antonio Di Pietro dice la sua sulla questione barese del pd

L’Antonio nazionale non le manda a dire e laconicamente dice la sua: “”Tangentopoli? si agiva per i soldi, oggi per la poltrona” – Antonio Di Pietro commenta le inchiesta che, da Bari a Torino fino a Catania, hanno scoperchiato la solita politica arraffona: “non c’è nemmeno un progetto politico o un’ideologia a monte. Ormai è più il sagrestano che si frega la questua che il vescovo che si vende la chiesa. Sul piano etico e morale, oggi come oggi ce l’ho più con l’elettore che con l’eletto: con il suo voto vende un diritto costituzionale per un piatto di lenticchie. Svende per 50 euro la cosa più importante che ha”. Da tempo è in corso una rivisitazione storica che dice che Mani pulite era solo una questione di illecito finanziamento ai partiti. Non è cosi, Tangentopoli era l’utilizzo della politica per fini personali, un sistema in cui con la scusa di dover finanziare il sistema politico, e quindi di dover fare politica, si prendevano soldi che, però, in realtà nella maggior parte dei casi finivano nelle tasche dei politici e non nelle casse del partito».

Oggi pare che le cose siano un po’ diverse . Ancora Di Pietro: “” Ora l’obiettivo è la cadrega , la poltrona. Non c’è nemmeno un progetto politico o un’ideologia a monte. Il finanziamento dei partiti c’è sempre, ma avviene attraverso forme che sono state legalizzate legittimando ciò che era una volta illegittimo. Diciamo che ormai è più il sagrestano che si frega la questua che il vescovo che si vende la Chiesa. Sul piano etico e morale, oggi come oggi io ce l’ho più con l’elettore che con l’eletto. Perché con il suo voto vende un diritto costituzionale per un piatto di lenticchie. E’ umiliante assistere ad una persona che, seppur povera, svende per 50 euro la cosa più importante che ha in un paese democratico. Una volta i politici pensavano ad arricchirsi personalmente, oggi il corrispettivo non è tanto la tangente, ma il conseguimento del voto verso sé stessi””.

La storia insegna e Di Pietro uno dei pochi purosangue dell’onestà politica ne è l’immagine purtroppo offuscata. Mani pulite fu davvero una svolta, conoscemmo le mani bucate e gli affari politico mafiosi, conoscemmo i compromessi al rialzo e le opere pubbliche super finanziate conoscemmo i governi farlocchi e la falsità dei politici … una vera guerra.

Di Pietro può permettersi di giudicare gli affari sporchi del PD ( ma anche di altri partiti) perché ha toccato con mano l’arroganza della politica affaristica lontanissima dai bisogni del popolo e lo dimostra la sua parabola politica: da essere una luce è diventato solo un sospiro perché il malaffare è ritornato ad impadronirsi della scena politica. Oggi appunto è diverso si pensa alla poltrona che al resto ma il risultato è sempre lo stesso. Chi paga?

La magistratura dice ancora Antonio Di Pietro è capace di stanare gli abusi perché si è adeguata – ha cambiato pelle nonostante anche da questo versante non è molto edificante il comportamento di taluni signori del diritto. “”Sapendo che c’è stato un abuso voluto, bisognerà sempre capire perché questo ci sia stato. Se prima qualche magistrato poteva anche accontentarsi di perseguire solo un semplice abuso, che poi nei processi poteva essere ritenuto un mero errore non condannabile, ora investigherà con maggiore attenzione. È inevitabile che troverà la corruzione».

 E per quanto riguardano le inchieste “orologeria” ebbene sapere, chiosa Antonio che :””In Italia c’è sempre un’elezione. Seguendo questa logica qualsiasi momento sarebbe sbagliato per un’inchiesta. Il problema di fondo è: male non fare, paura non avere””.

Franco Marella

 (articolo realizzato in parte con il contributo di Dagospia)

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