“Impariamo a fare Pace”. Grazie, papa Francesco!

Il 18 e 19 aprile 2024, le classi Seconde della Scuola secondaria di I grado dell’Istituto Margherita di Bari hanno trascorso due giorni a Roma, culminati nella partecipazione all’udienza speciale con il Papa in Vaticano: tale incontro rientrava in un programma di educazione civica, denominato “Trasformiamo il futuro! Per la pace, con cura.”

La giornata del 19 aprile è cominciata prestissimo: alle 8.30 eravamo già in fila per poter accedere alla Sala “Paolo VI”. Un misto di stanchezza (per alcuni di noi era anche la prima uscita senza “mamma e papà”, pertanto l’adrenalina era alle stelle) e di curiosità ci animava: il Papa, una figura mistica, inarrivabile, si sarebbe mostrato di lì a breve davanti a noi. Quando lo si vede in TV, sembra un nonnino vestito di bianco indifeso. Ma quando lo si sente parlare, le sue parole ti colpiscono nel profondo, come le corde di un violino che vibrano se pizzicate o sfregate.

Eravamo circa 6000 ragazzi, in rappresentanza di 134 scuole da tutta l’Italia. Prima che arrivasse il papa, hanno preso la parola varie personalità fra le quali la Sindaca di Assisi che ha sottolineato il tema della fraternità. Durante l’attesa abbiamo intonato alcuni canti, guidati dalla cantautrice Erica Boschiero.

Il papa innanzitutto ha ringraziato per il cammino che abbiamo intrapreso, ricco di idee, iniziative e attività, e per la nostra collaborazione al “cantiere del futuro”. Ha ricordato che a settembre 2024, presso l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) verrà firmato il “Patto per il futuro”, una dichiarazione destinata fondamentalmente alle nuove generazioni: si tratta di un evento importante, perciò c’è bisogno del nostro contributo per non far rimanere tutto questo solo un sogno, ma per farlo diventare concreto e realizzarlo, grazie ad azioni di cambiamento.

 “La pace non è solo silenzio di armi ma è clima di benevolenza e amore… Voi siete chiamati a essere protagonisti e non spettatori del futuro… Il futuro non si costruisce da sé ma insieme… Bisogna sognare in grande e seminare giorno dopo giorno semi di pace”. Queste sono solo alcune delle parole che il Santo Padre ha rivolto a noi ragazzi. Nel suo intervento ha richiamato più volte l’attenzione ad un atteggiamento “inclusivo” verso il prossimo, a lavorare insieme per il bene di tutti. Gesù è l’esempio per antonomasia del prendersi cura ed è lui che dobbiamo seguire. 

Francesco ci ha fatto capire che dobbiamo essere sempre attivi ed attenti e non addormentati.

Ha posto l’accento anche su un corretto utilizzo dei social che non devono assorbire il nostro tempo a discapito anche della preghiera.

Queste parole hanno portato a riflettere sull’importanza che ciascuno di noi ha: il futuro, anche degli altri, non è qualcosa che non mi riguarda. Spesso ci nascondiamo dietro un facile “ma cosa posso fare io?”. In realtà possiamo cominciare dal nostro piccolo mondo, ad esempio dalla nostra classe, per lavorare affinché ci sia uno spirito più collaborativo che ci aiuti a camminare insieme.

Alla fine abbiamo salutato e ringraziato il papa con una canzone tratta dalla poesia di Gianni Rodari “Dopo lapioggia”: tutta la sala si è alzata mentre il santo padre veniva accompagnato fuori sulla sua sedia a rotelle.

Siamo tornati a casa con il cuore pieno di emozioni!

 

G. Binetti, M. Puggioni, N. Bellini, S. Mongelli, E. Catizone, S. Carone – 2^A, Scuola secondaria di I grado Istituto Margherita, Bari

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