“Trasformiamo il futuro!” Per la pace, con la cura. Incontro con la Comunità di Sant’Egidio

Il programma di educazione civica “Trasformiamo il futuro! per la pace con la cura”, promosso dalla Rete nazionale Scuole di Pace, è un progetto che prevede di trasformare il futuro attraverso l’impegno delle nuove generazioni. La nostra è una società di uomini con grandi poteri politici ma privi di umanità che fanno della vita altrui una partita a scacchi, cominciando guerre come se non ci fosse un domani.

Tutte le valutazioni, le idee e gli impegni che abbiamo preso per diventare la migliore versione di noi, come cittadini del futuro, sono stati finalizzati a un viaggio d’istruzione a Roma durante il quale, fra le altre cose, abbiamo incontrato la Comunità di Sant’Egidio in una delle sue sedi: abbiamo ascoltato la testimonianza di Giovanni, un giovane volontario della Comunità, che, dopo essere cresciuto in questo contesto, ha deciso di dedicare il suo tempo libero al volontariato.

La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968 ad opera di un giovane – Andrea Riccardi – che odiava le ingiustizie e che cercava di abbattere i muri che ci sono tra le varie classi sociali; prende il nome dal monastero decadente e abbandonato nel quale si insediarono i primi volontari. Da oltre cinquant’anni, dunque, Sant’Egidio si occupa di aiutare le persone in difficoltà a causa della povertà o della guerra. Concretamente la Comunità promuove la raccolta di Spese Solidali, la consegna dei Pacchi Solidali alle famiglie fragili, la distribuzione del Pranzo itinerante a coloro che vivono per la strada; ha inoltre istituito la “Scuola della Pace” che si occupa di istruire e intrattenere bambini e ragazzi provenienti da famiglie in difficili condizioni socio-economiche.

La Comunità è guidata da tre principi o parole-chiave: preghiera, poveri e pace. Giovanni ci ha anche indicato alcuni motti su cui si basa l’attività dei volontari: “Donando aiutiamo noi stessi”. “Vedere chi sta peggio aiuta a rendersi conto di quanto si è fortunati”.

Principalmente i volontari si impegnano a donare sorrisi e ad aiutare concretamente poveri e profughi attraverso la loro preghiera e la loro buona volontà. A tal proposito Giovanni ci ha raccontato una toccante storia: nel 2022 si è recato come volontario in un grande campo profughi in Grecia; qui ha conosciuto una bambina di quattro anni che con la sua famiglia era stata costretta a fuggire dalla Siria in guerra alla ricerca di un po’ di pace. Quella bambina dai lunghi capelli neri, appena ha visto Giovanni che si avvicinava con un pallone fra le mani, gli è corsa incontro e lo ha abbracciato senza che lui non avesse ancora fatto nulla!… Ciò fa capire come anche la sola presenza di una persona ben disposta può portare un pizzico di serenità e felicità ai più sfortunati e, quindi, come una persona qualunque possa cambiare la vita di altri.

La Comunità di Sant’Egidio nel corso degli anni si è spinta oltre ogni aspettativa ed è arrivata a dare il suo contributo per mettere fine nel 1994 a una drammatica guerra civile in Mozambico; adesso è impegnata in un’analoga azione nel Sud Sudan. Questa organizzazione promuove anche i corridoi umanitari che permettono alle persone nei paesi in guerra di fuggire in modo sicuro e legale.

Questo incontro, oltre a essere stato un’esperienza molto interessante ed educativa, ci ha anche reso più consapevoli della fortuna che abbiamo; personalmente ho imparato che il “carpe diem” del filosofo e poeta Orazio (I secolo a.C.) è validissimo: ho compreso come bisogna vivere al massimo ogni momento della vita quotidiana senza sprecarne neanche uno poiché non sappiamo cosa ci aspetta il domani.

 

Francesca Nasso e Francesca Ruggiero – 2^B, Scuola secondaria di I grado Istituto Margherita, Bari

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