Al via “SanPArt”, il progetto di riqualificazione urbana e sociale del quartiere San Paolo attraverso la street art

È stato presentato questa mattina, in via Cifariello 12, “SanPArt”, il progetto di riqualificazione urbana e sociale del quartiere San Paolo di Bari, promosso da Doc Creativity in collaborazione con Studio Progettazione IDEA.

La proposta progettuale, vincitrice dell’avviso pubblico “Arte Urbana”, promosso dall’assessorato comunale alle Culture e al Turismo e finanziato con 200mila euro dal POC METRO (scheda POC_BA_I.3.1.m), prevede la realizzazione di undici murales e di laboratori creativi, con la partecipazione di artisti di fama internazionale e il coinvolgimento attivo dei residenti del San Paolo.

All’incontro con la stampa hanno partecipato l’assessora comunale alle Culture, il presidente del Municipio III, il direttore artistico Cesare Bettini, la project manager della divisione Cultura dello Studio Idea Eleonora Peluso e l’artista Vesod (https://www.instagram.com/vesod/), impegnato a realizzare un murale che rappresenta il rosone posteriore della Cattedrale di San Sabino protagonista di uno straordinario gioco di luci nel giorno del solstizio d’estate.

«SanPArt è un’occasione irripetibile per la rigenerazione urbana e sociale del quartiere San Paolo, che condurremo all’insegna della creatività artistica e sfruttando i potenti strumenti espressivi e di partecipazione che essa offre – ha dichiarato Cesare Bettini. – Entriamo nel quartiere San Paolo chiedendo permesso, nel totale rispetto delle sue peculiarità e degli indirizzi di sviluppo indicati dall’amministrazione, consapevoli che si tratta di una realtà per molti anni relegata a periferia ma che è pronta al rilancio. Il progetto, sociale prima che artistico, ha una spiccata vocazione internazionale che punta a far conoscere il quartiere nel mondo ma anche a rendere orgogliosi quanti lo vivono ogni giorno».

«SanPArt vede l’arte come punto di arrivo di un percorso identitario che nasce dai racconti delle persone che abitano le strade del quartiere San Paolo – ha commentato Eleonora Peluso -. Una delle peculiarità di SanPArt risiede nella struttura dei laboratori, che vedranno gli artisti collaborare a stretto contatto con la comunità, con l’obiettivo di promuovere la cultura e l’arte come fine a se stesse, senza alcun utilitarismo, riprendendo l’insegnamento sull’utilità dell’inutile di Nuccio Ordine. Sogno che dopo il nostro intervento un bambino, aprendo la finestra e affacciandosi su uno dei muri dipinti, possa godere di una porzione di bellezza. SanPArt nasce dalla strada, per fare di essa una storia».

«Il rosone della Cattedrale rappresenta un elemento architettonico di altissimo valore, scelto per il fascino che è capace di suscitare e perché è tra i simboli più noti della città di Bari e della regione Puglia – ha spiegato Vesod -. Siamo impegnati in un lavoro di grande responsabilità, animati dalla volontà di contribuire al rilancio di questo quartiere».

Il progetto in sintesi

os’è SanPArt

“SanPArt”, acronimo di SanPaoloArte, è il titolo del progetto promosso da Doc Creativity, in collaborazione con Studio Progettazione Idea, vincitore dell’avviso pubblico “Arte Urbana”, indetto dal Comune di Bari al fine di riqualificare il quartiere San Paolo. La proposta progettuale prevede la rivitalizzazione dello spazio urbano attraverso la realizzazione di 11 murales, commissionati ad artiste e artisti di fama internazionale. Alla fine del lavoro, il progetto si presenterà come un unico racconto, costituito da 11 punti narrativi.

         Le tematiche e le tappe del progetto

Sarà la toponomastica il punto di partenza di ogni singolo lavoro, su cui si innesteranno riflessioni, attività e laboratori. Partendo dai personaggi cui sono intitolate le strade, gli artisti e le artiste saranno chiamati a rappresentare la Puglia nei loro murales, seguendo macrotemi come la musica, la multiculturalità, il futuro, la tradizione, la cucina, la vegetazione.

Sarà realizzata anche una brochure illustrativa, che raccoglierà tutti i lavori artistici presenti nel quartiere. Al suo interno sarà inserito un QR CODE che permetterà di visualizzare e scaricare i contenuti, creando un avvincente itinerario turistico, in modo da rendere il San Paolo un vero e proprio Museo Urbano, capace di attirare un flusso notevole di visitatori anche dall’estero migliorando la qualità di vita dei residenti.

L’ultima tappa del progetto vedrà l’organizzazione di un evento finale di restituzione pubblica, con l’inaugurazione dei murales e la presentazione dei laboratori.

·         Il rapporto con la comunità locale e i laboratori

Uno degli aspetti fondamentali di questa iniziativa è il coinvolgimento attivo, sin dalle prime fasi del processo decisionale, della comunità locale nelle sue diverse articolazioni. Associazioni, istituti scolastici e singoli cittadini parteciperanno al progetto che ha nel concetto di “fare insieme” il suo motore principale. Sono due le fasi in cui è scandito il coinvolgimento degli abitanti del quartiere San Paolo. Nella fase teorica, attraverso incontri itineranti, saranno definiti i temi dei murales e le modalità di trasformazione dello spazio urbano. La fase operativa vedrà l’organizzazione di sei laboratori, che offriranno opportunità concrete di espressione creativa e di integrazione culturale. Tra questi, a titolo esemplificativo, rientrano il laboratorio di scrittura e rap e il laboratorio di cucina.

·         Gli artisti coinvolti

Undici gli artisti coinvolti, provenienti da sette Paesi diversi. Si tratta di Dimitri Taxis (Grecia); Eloise Gillow (Regno Unito); Vesod (Italia); Nian (Italia); Zoer (Francia); Sim Sa Font (Spagna); Cheone (Italia); Spider Tag (Spagna); Thiago Mazza (Brasile); Iota (Belgio); Alba Fabre Sacristán (Spagna). L’apertura al panorama artistico internazionale mira ad accrescere in tutto il mondo la fama del quartiere San Paolo, della città di Bari e della regione Puglia, potenziando i flussi turistici e agevolando lo scambio culturale.

·         Il primo artista al lavoro

Vesod nasce a Torino nel 1981 e vive e lavora a Venaria Reale (TO).

La sua attitudine artistica è stata favorita dal padre Dovilio Brero, pittore surrealista, la cui influenza si ripercuote su Vesod, che sviluppa quindi un particolare interesse per il mondo dei graffiti fin dall’inizio degli anni ‘90.

Grazie alle collaborazioni artistiche e ai contatti avviati negli anni dell’adolescenza, da dieci anni cerca un linguaggio pittorico personale in cui i graffiti hanno un ruolo centrale, senza trascurare la propria formazione culturale e accademica.

La matematica, materia in cui si è laureato, ha un impatto importante sulle sue opere, insieme all’arte rinascimentale e al futurismo. Ciò si riconosce nel tentativo di Vesod di armonizzare proporzioni anatomiche e dinamiche futuristiche. L’artista crea un linguaggio personale in cui il tempo è considerato come un concetto che, chiuso in forme solide immateriali, si cristallizza in forma geometrica per rivisitare l’idea dell’eterno presente.

Questa idea di rappresentare le tre dimensioni dello spazio e del tempo in un unico momento può portare a una perdita di importanza del flusso del tempo. Si può quindi staccare da una visione del mondo o della singola persona come impigliata alla cornice del tempo legata al presente in cui viviamo.

Concentrandosi su questo aspetto, dalle opere potrebbe emergere una panoramica completa sull’idea di un abbraccio totale delle cose, dalla nascita alla morte. Si potrebbe dire che le sue opere artistiche, su base figurativa, si riferiscono a un “punto di vista di Dio”.

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