Vela – Prima tappa Coppa Italia Dinghy, a Bari primo posto per Patrone del CV Cogoleto

È Alberto Patrone del Club Velico Cogoleto ad aggiudicarsi la prima tappa della Coppa Italia Dinghy 12’ disputata a Bari nel fine settimana. Secondo Yann Masserrotti Benvenuti del Circolo Velico Tiberino, terzo Cosimo Buttiglione della sezione velica Marina Militare di Taranto, il primo dei pugliesi. Quaranta gli equipaggi partecipanti provenienti da tutta Italia, per un evento organizzato dal Circolo Canottieri Barion su delega del comitato VIII Zona della Federazione Italiana Vela.

Per il circolo barese presieduto da Francesco Rossiello, che già nel 2022 aveva ospitato la prima tappa di Coppa Italia, si è trattato della prova generale in vista del Campionato Italiano del 2025 che è stato assegnato proprio al Canottieri Barion. Un’investitura che premia la dinamicità del circolo di molo San Nicola, capace in pochissimi anni di diventare un punto di riferimento a livello nazionale, peraltro in una spiccata disciplina a connotazione settentrionale come il Dinghy, la più antica classe velica d’Italia: «Il Canottieri Barion – osserva Francesco Rossiello – è ormai una garanzia per la classe Dinghy. Anche questa volta il gradimento dei concorrenti è stato altissimo. Una bellissima manifestazione, pure per i baresi che l’hanno ammirata dal lungomare. Al Campionato Italiano dell’anno prossimo lo spettacolo sarà ancora più bello».

Grande location, gara tiratissima con il puntuale svolgimento di tutte e sei le prove in programma. La Coppa Italia Dinghy non poteva cominciare con condizione meteo migliori: giovedì vento sostenuto e molto variabile, venerdì ventone con vento stabile molto sostenuto ed onda formata, sabato vento stabile che ha permesso di concludere la manifestazione con due prove tecnicamente spettacolari con molti duelli.

La classifica è stata modellata sui cinque migliori risultati ottenuto da ciascun equipaggio e scarto del peggiore. Oltre ai primi tre classificati, sono stati premiati Marco Dubbini del CV Toscolano e Vito Moschioni, giunti rispettivamente al quarto e quinto posto. Al vincitore Alberto Petrone anche il riconoscimento per il primo legno (Dinghy classici) e per il primo Master. Premi per Vincenzo Penagini di YC Italiano primo Super Master, Gaetano Allodi di LNI Napoli in qualità di Legend, Maria Elena Balestrieri di CN Chioggia come prima Lady. Premiata anche Aurora Montanaro Del Pilar del CC Barion, la più giovane partecipante con i suoi 12 anni.
Rinverdita una tradizione che aveva già visto Bari sulla scena della classe Dinghy, con l’organizzazione di cinque edizioni dei campionati italiani dal 1950 al 1967. Adesso la storia si ripete con la Coppa Italia che dopo Bari farà tappa a Portofino e a Venezia. E soprattutto con il Campionato Italiano che sarà ospitato dal Circolo Canottieri Barion a settembre 2025.

Dinghy 12′: oltre un secolo di vela e passione
Il Dinghy 12’ è una storica deriva con scafo in legno o in vetroresina, con un’ampia velatura armata di picco. Nel panorama velico internazionale, poche altre imbarcazioni possono vantare una storia così lunga e ricca di successi. Nato nel 1913 dalla matita dell’inglese George Cockshott, questo gioiello di design ha saputo conquistare il cuore di velisti di ogni generazione, grazie alla sua semplicità, robustezza e prestazioni eccezionali.
Fin dalle sue prime regate, il Dinghy 12′ si è distinto per la sua versatilità, adattandosi con facilità a diversi tipi di acque e condizioni meteo. La sua popolarità è cresciuta rapidamente, portando alla fondazione della Classe Internazionale Dinghy 12′ nel 1919. Nel 1920 e 1928, la barca ha avuto l’onore di figurare come disciplina olimpica nelle edizioni di Anversa e Amsterdam, consacrando il suo status di icona velica. Proprio l’esperienza dei velisti italiani che vengono selezionati per le Olimpiadi di quegli anni la introduce nel nostro Paese, dove le prime imbarcazioni sono costruite nel 1929 e si tiene, nel 1931, il primo Campionato Italiano.

Il segreto del successo del Dinghy 12′ risiede nella sua accessibilità. Si tratta di una barca economica da costruire e mantenere. Inoltre, la sua semplicità di manovra la rende perfetta per chi si avvicina per la prima volta alla vela, ma allo stesso tempo offre sfide stimolanti anche ai velisti più esperti. Nel corso del suo secolo di vita, il Dinghy 12′ ha subito alcune modifiche al regolamento di stazza, pur mantenendo inalterato il suo spirito originario. L’introduzione di nuove tecnologie e materiali ha permesso di migliorare le prestazioni della barca, senza snaturarne l’essenza.

Oggi il Dinghy 12′ vanta una flotta attiva in oltre 20 paesi del mondo, con un numero crescente di appassionati che ne apprezzano le qualità uniche. La classe continua ad organizzare regate a tutti i livelli, dai campionati nazionali alle competizioni internazionali, offrendo un terreno di confronto ideale per velisti di ogni età e provenienza.
Nata nel 1969, l’Associazione Italiana Classe Dinghy 12′ (AICD) è impegnata nella valorizzazione e nella promozione di questa storica classe velica. L’associazione si adopera per preservare l’eredità del Dinghy 12′ e per trasmetterne i valori alle nuove generazioni di velisti. Ogni anno oltre 200 timonieri partecipano alle regate nazionali, zonali e locali – da Lugano a Palermo – sui loro scafi in legno e vetroresina.

Il Dinghy 12′ rappresenta più di una semplice barca a vela. È un simbolo di tradizione, sportività e passione per il mare. La sua storia ultracentenaria è una testimonianza della sua capacità di unire persone di tutto il mondo sotto il segno di un comune amore per la vela.

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