Guardando al futuro con ottimismo: sfide e opportunità dell’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale è come una marea che cresce costantemente, infiltrandosi sempre più nelle nostre vite quotidiane.

È in questo contesto che abbiamo intervistato il Prof. Alfonso Monaco, ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Bari ed esperto di Intelligenza Artificiale.

Abbiamo chiesto a lui quanto l’uso pratico dell’Intelligenza Artificiale ormai è dilagato nella nostra quotidianità.

Ci ha risposto che effettivamente ciò che una volta sembrava fantascienza ora è realtà: algoritmi intelligenti guidano le nostre scelte, ottimizzano le nostre esperienze e addirittura influenzano la nostra salute.

Quindi ci dice, in questo scenario, il ruolo dell’AI è diventato sempre più centrale, offrendo una vasta gamma di vantaggi e, allo stesso tempo, presentando però rischi e sfide significative.

Ci ha evidenziato come la presenza di AI, sotto forma di assistenti vocali come Alexa o Siri, sia ormai una costante nelle nostre case, diventando una sorta di compagnia digitale, che ci assiste nelle attività quotidiane, dall’organizzazione degli impegni al controllo delle luci o della musica ambientale. E questo piace molto.

Ma, fa notare il professore, l’AI va anche oltre, infatti tende a sostituirsi a noi, p.es. è in grado guidare al posto nostro tramite sistemi di controllo autonomi, che rivoluzioneranno il modo in cui ci spostiamo, garantendoci non solo maggiore comodità ma anche un potenziale miglioramento della sicurezza stradale.

Le sue parole sottolineano sempre da una parte l’originalità e la creatività con cui l’AI può essere utilizzata nei più svariati campi, dall’altra la necessità di percorrere strade di collaborazione, di costruzione della conoscenza per far emergere l’elemento cooperativo indispensabile nell’uso delle macchine.

Il prof. Monaco ci offre uno sguardo affascinante sul ruolo cruciale che l’Intelligenza Artificiale sta giocando nel progresso scientifico.

Attraverso la capacità di analizzare enormi quantità di dati in modo rapido ed efficiente, l’AI sta aprendo nuove frontiere nella ricerca scientifica, dall’esplorazione delle particelle elementari che facilita l’analisi dell’enorme quantità di dati raccolta dall’acceleratore LHC (acceleratore di particelle), allo sviluppo di nuovi farmaci basati sulla tecnologia utilizzata p.es. per lo sviluppo del vaccino COVID-19, all’individuazione di biomarcatori per malattie complesse come l’Alzheimer, all’analisi di serie temporali per previsioni metereologiche e finanziarie, all’analisi di immagini a scopo medico e dei beni culturali. Insomma tutto quello che ricade nel data science.

Tuttavia, ci invita a riflettere sul lato oscuro di questa tecnologia, evidenziando le crescenti preoccupazioni riguardo la sicurezza dei dati e la nostra privacy.

L’aumento dei casi di frodi bancarie e gli attacchi hacker mettono, infatti, in evidenza la vulnerabilità dei sistemi basati sull’AI e sottolineano l’urgenza di una regolamentazione efficace per proteggere gli utenti da abusi e violazioni.

Necessita, quindi, costantemente di condivisione di regole d’uso fra tutti i paesi che la utilizzano.

Secondo il docente, dalle faccende domestiche alla ricerca scientifica, l’AI offre un potenziale straordinario che può migliorare le nostre esperienze di vita, di salute e di malattia consentendoci di fare progressi significativi e irrinunciabili soprattutto in campo medico.

È fondamentale, però, bilanciare il potenziale positivo con la pervasività dell’AI difficile da controllare se non adeguatamente utilizzata.

Ecco perché è indispensabile una formazione, che ci renda capaci di una emancipazione culturale tale da renderci idonei ad utilizzarla piuttosto che ad essere utilizzati dall’AI.

Solo così potremo veramente trarre il massimo vantaggio da queste straordinarie innovazioni, garantendoci un futuro digitale sicuro e prospero per tutti.

Noi raccogliamo la sfida e voi?

Antonio Lacolla, 3 Itia/a, Panetti-Pitagora, Bari

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