Vannacci sul fascismo

 

Dopo la settimana Santa dei cattolici c’è la settimana santa dei sinistri. Essa va dal 25 aprile al primo maggio ed è costellata da feste e ponti tanto cari ai lavoratori sindacalizzati specie del pubblico impiego. Dichiarare in questo periodo dell’anno -peraltro drogato dalle vicine elezioni- che Mussolini è stato uno statista per giunta grande ha del blasfemo. Se non fosse stato un generale della Folgore a dichiararlo si potrebbe dire che è un infiltrato della sinistra che per dare un argomento e quindi un sostegno ai temi invero quasi inesistenti della sinistra ha rinverdito una questione che, pur essendo di quasi cento anni, fa viene riesumata continuamente in occasione di queste feste comandate e delle elezioni per dare l’impressione che la sinistra ha qualcosa da dire. Si potrebbe insinuare che si tratta di una battuta da caserma ma sarebbe una elusione; si impone invece una riflessione importante.

 

I tempi di Mussolini erano quelli in cui i ministri tornavano dal loro Capo a portare i soldi che si era riusciti a risparmiare per la edificazione delle opere pubbliche; Ministri che poi non solo non si sono arricchiti ma hanno vissuto gli ultimi loro anni in grandi ambasce. Forse è questo che fa paura alle sinistre che invece in fatto di appalti pubblici non hanno mai fatto alla stessa maniera? Inoltre il fascismo riuscì a passare indenne dalle crisi economiche della fine degli anni venti che azzerarono intere categorie di miliardari americani; poi il fascismo ha fatto cose come la Banca d’Italia o l’IRI o l’Inps o l’Agip che ancora oggi le sinistre rievocano come ancore di salvezza per la economia italiana; pure oggi la scuola è organizzata come a quei tempi si decise; ecc. ecc.. quindi le sinistre hanno ragione nel temere che qualcuno rievochi tali successi sui quali oggi loro stessi si poggiano. Quindi, secondo loro, parlare bene del fascismo alla Vannacci. è la precondizione per accorgersi che si potrebbe riesumarlo e quindi meglio parlare dei numerosi errori che fece per uccidere sul nascere ogni velleità di rifarlo.

 

Ma le sinistre non dicono un’altra cosa e cioè che la maggior parte delle riforme di quel periodo furono ispirate da mentalità sociali e precisamente dalla influenza di un grandissimo economista, molto amico del capo e fondatore del fascismo (si dice che fosse l’unico che potesse entrare nello studio di Mussolini senza bussare), che non era iscritto al partito fascista e che era un socialista un po’ estremista e che collaborò attivamente con il regime per la soluzione dei problemi economici e finanziari italiani dell’epoca con sistemi che ancora oggi sono nel bagaglio culturale delle sinistre e delle destre come: l’intervento pubblico nell’economia, la salvezza delle imprese private con l’intervento dello stato, il controllo delle banche da parte dello stato, ecc. ecc. a ben guardare la differenza tra la prassi delle sinistre e la pratica fascista è molto piccola e dire che quel periodo sia stato il male assoluto è un po’ come dire che il ruolo dello stato voluto oggi dalle sinistre è sbagliato. E il dire che le richieste delle sinistre sono fasciste sarebbe una confessione di incapacità…quanto meno. Inoltre le sinistre si guardano bene dal dire che la politica economica del fascismo sia stata ispirata da un socialista radicale; mentre dal canto loro i fascisti non sanno o non vogliono sapere che la loro politica del ventennio è stata ispirata da uno dell’altra parte politica con grande scandalo dei gerarchi fascisti dell’epoca. Il fascismo se ha dei meriti non sono tutti suoi mentre le sinistre oggi tendono ad un regime fascista colorato di rosso. Questa è la situazione.

 

Chi ha ragione visto che tutti hanno torto? La storia è una cosa divisiva e quindi inutile, ma forse, per imparare qualcosa, si dovrebbe conoscere di più di quel periodo e non limitarsi alle dichiarazioni di personaggi schierati come il prof. Canfora che forse ha superato l’età della curiosità giovanile. Certo è che adesso le boutade del generale candidato alle europee denunziano che forse anche lui che ne parla con tanta disinvoltura, non sa che molte delle grandi cose fatte dal fascismo sono state ispirate della sinistra dell’epoca, la qualcosa non solo non toglie molto ai meriti del fascismo ma lo presenta non così dittatoriale come ce lo descrivono. E quindi anche i numerosi torti che ha avuto non sono così grandi come l’ignoranza (spesso voluta e sbandierata) della sinistra vuole rappresentare.

 

Infine una candidatura alle europee dovrebbe incentrarsi sui ciclopici problemi creati dalla esistenza dell’Europa e quindi sul futuro di tutti noi e non certo su cose domestiche di un secolo fa. I famigerati parametri totalmente sballati come dovranno essere? La BCE come deve comportarsi per assolvere ai compiti assegnatile visto che non ne ha centrato uno? La UE che diritto ha di entrare nell’alimentazione e nella salute di ogni cittadino? Con quale fantasia giuridica si è arrogata il diritto di limitare l’uso della proprietà privata? La Commissione ha errato nella questione della Popolare di Bari, che si attende per il risarcimento agli azionisti? Lo sviluppo delle tecnologie ha limitato sostanzialmente le libertà individuali a favore dei potenti che detengono quelle tecnologie: che si fa? Si continua ad affinare tecniche di controllo di massa che divengono all’occorrenza distruttori di masse? O se ne ferma la ricerca? E delle guerre ne vogliamo parlare? È mai possibile che ci troviamo in guerra senza dichiararla e senza che il Parlamento l’abbia dibattuta? Chi comanda veramente in Europa? Cioè: l’Europa ha violato sistematicamente i fondamenti del diritto naturale come non esistesse e quindi siamo in un regime nuovo e vi sono tutte le condizioni per rivedere alle fondamenta il suo funzionamento!!! Altro che dare alle sinistre e ai giornaloni loro scendiletto argomenti per riempire le prime pagine che diversamente sarebbero occupate dagli scandali di Emiliano e dei suoi colleghi e sodali; la Lega e il generale Vannacci devono dotarsi di una filosofia politica che guidi il loro agire; non si può mettere nella stessa minestra zucchero e sale, peperoncino e latte pur di prendere voti da tutte le parti. Per esempio: parlare bene del fascismo significa essere unitarista e centralista non certo federalista!!! Andare a vanvera purchè se ne parli produce solo astensionismo….

 

CANIO TRIONE

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