IL CULTO DELLA PERSONALITA’

Le elezioni europee sono alla porta. Il trambusto associato alle elezioni è assordante. La gente assiste un pò indifferente, un po” curiosa, un po” partigiana … ma solo perché bombardata dai media, che sono tutti affaticati e sudati nel sostenere i propri beniamini.

Ci si aspetterebbe che si parli di politica, di una idea strategica, visto che si va a votare per un parlamento europeo che durerà un lustro.

Macchè! Solo gossip, solo rotocalco; e noi, tutti appesi, alle labbra di turno del vip della politica per sentire, smaniosi, quello che dice di straordinario e cosa decide di fantastico (come se le sue decisioni potranno influenzare il futuro dell’Italia); e, per sapere cosa quell’altro vip abbia risposto, sempre a distanza e sempre via media.

Un batti e ribatti frenetico, con l’unico obiettivo di acchiappare consenso.

Non sembra di essere alla vigilia delle elezioni d’Europa; sembra, piuttosto, d’essere alla vigilia di un concorso di bellezza: a chi è più interessante e gradito.

Se si dovesse chiedere a qualche passante di spiegare la differenza fra le diverse progettazioni di politica europea, la risposta, quando c’è, sarebbe una frase, ricavata dagli slogan diffusi dalla pressione mediatici, riportata senza valore aggiunto.

Eppure all’elettore dovrebbe interessare il perché i lor signori si candidano per l’Europa; per fare che? Non dovrebbe essere questa la prima domanda?

Ma non la facciamo … perché la risposta sarebbe un sintetico e vuoto slogan, già fatto: vale per tutti i candidati, di qualunque colore.

Così, sorge il dubbio che l’obiettivo vero sia la retribuzione degli onorevoli europei: per inciso, quelli di “fattura italiana” percepiscono una retribuzione che è la migliore in assoluto in Europa; così come i rimborsi spese.

Non facciamo nemmeno la domanda per sapere se i lor signori conoscano quali siano i ruoli e le funzioni delle istituzioni europee: non è lecito dubitare del candidato.

Ad ogni buon conto suggeriamo di leggere l’agevole e utilissimo articolo “L’Europa al Voto” del 27 aprile 2024 pubblicato su BariSeraNews https://bariseranews.it/2024/04/27/leuropa-al-voto/.

Si fa tanto chiasso sulle banalità che, purtroppo, la gente, nel credere che siano essenziali, urgenti e fondamentali, ne parla a volontà finché non è la noia a vincere.

Ma, poi, non si sente nulla sulla Relazione del Signor Mario Draghi alla Conferenza europea a Le Hulpe in Belgio o sul Report di aprile del signor Enrico Letta, entrambi incaricati, dalla Ursula von der Leyen, di disegnare una Europa del domani, più competitiva e più capace di produttività.

E’ strano che i signori candidati, i vertici dei partiti, i politici in generale; ma anche i capi di stato europei e gli opinionisti (con qualche sparuta eccezione), sempre attenti e pronti alle esaltazioni, non profferiscano parola sui due eventi documentali.

Ma, forse, il fatto che partiti e candidati non discutano di programmi un motivo c’è: in Europa, l’unica istituzione che può presentare proposte di norme e leggi (quindi titolare della progettualità europea) è la Commissione.

Il parlamento è ancillare.

Eppure, la Relazione dell’ex presidente della BCE e il Report dell’ex segretario del PD sono altamente significativi su quello che ci si attende da un gruppo di persone, non elette, che decidono, quasi in solitaria, tutto e di più per l’intero continente.

Ecco perché la Ursula, con una procedura che non ha uguali in un mondo libero e democratico, ha il titolo per commissionare lavori di questa levatura.

Tant’è: la Unione Europea, sempre più si rivela al popolo come una sovrastruttura di carattere feudale: l’elettore è privato dei propri diritti e va a votare per un parlamento senza poteri legislativi reali.

Questo processo, di escludere i popoli dal contribuire alle indicazioni di carattere sociopolitico, appare inarrestabile.

Esempi di sovrastrutture di non eletti ce ne sono diversi, come l’OMS e l’ONU. Con l’andar del tempo, questi organismi saranno i nuovi governi globali, inarrivabili, irraggiungibili, autonomi e indipendenti, auto referenziali.

Non ci chiediamo, per amor di pace, a quali interessi potranno rispondere organismi così strutturati, ma la fantasia corre.

Quindi, che bisogno c’è di un piano per l’Europa se non è questo il ruolo del parlamento europeo cheh anfremo ad eleggere ma di qualcun altro?

La spia di tutto questo andazzo è la “tecnica” della selezione delle candidature.

Questa “tecnica” esprime plasticamente lo scenario: e non è la causa della degenerazione della democrazia ma ne è l’effetto.

Ed è ricca di contraddizioni. Di fronte alla inutilità di proporre una proposta politica, ci si rivolge alla notorietà, anche quando i noti ricoprono posizioni e ruoli incompatibili con la candidatura.

Ebbene, si procede per generare un raccolta di consensi, figlia dell’ “Effetto Traino”.

 

Così si candidano Giorgia Meloni, Elly Schlein, Antonio Tajani, Carlo Calenda, Matteo Renzi e così via, solo per citare i più rappresentativi nell’agone politico. Addirittura anche il nome del compianto Silvio Berlusconi fa “Effetto Traino”.

La gente preferisce, stranamente, votare i propri beniamini a prescindere dalle loro performance e dalle loro politiche.

Pensate che una certa Ilona Staller, soprannominata Cicciolina, è stata eletta nel Parlamento Italiano per l’ ”Effetto Traino” generato dall’indimenticabile Marco Pannella. Quale sia stato, poi, il contributo di Ilona sulle leggi italiane non è dato sapere; ma una cosa è certa, il popolo le ha dato uno stipendio e le ha assicurato la pensione.

Senza entrare nel gossip, non riusciamo, però, a sorvolare sulla candidatura di Ilaria Salis, una maestra di Monza di 39 anni, detenuta in Ungheria con accuse gravi per la giustizia di quel Paese. Lei dice che si candida per combattere a favore dei diritti civili.

Ora, non è certamente importante se le accuse che le muovono siano ingiuste e incivili o meno: non è questo il tema. Ma come pensa di combattere per i diritti civili in Europa e cosa ha a che fare con la Relazione Draghi ed il Report di Letta? Chissà se li ha letti quei documenti! Mistero della fede!

Quindi candidature di personaggi noti; più sono noti meglio è; e non ha importanza se la notorietà sia stata costruita artificialmente.

Per parità di informazione, dobbiamo citare anche la candidatura del Roberto Vannaci che, però, ha costruito la sua notorietà da solo, con le sue inaspettate esternazioni, addirittura pubblicate. Ma, anche lui con Draghi e Letta cosa c’èntra?

 

Dobbiamo concludere che l’unico “Effetto Traino” sia il “Metodo Chiara Ferragni” che ha capito, lei sì, molto bene cosa voglia la gente e la fa muovere.

In sintesi, la formula è: “notorietà, che significa, tendenzialmente e in genere, essere amati ed essere apprezzati. Ciò si traduce in tanti like che testimoniano un numeroso seguito, Da qui, è facile confondere i like con i voti”.

La cosa strabiliante è che, nonostante le disavventure e le cattive performance dei beniamini, il volume di consenso oscilla ma non tramonta.

E’ roba da studio sociologico perché è proprio questo controsenso, insito nell’animo umano, che ha condotto la società civile a questo stadio degenerativo ed è il motivo per cui diverremo numeri indistinti di un popolo globale amorfo, sudditi del nuovo feudalesimo.

Infatti, nonostante tutti noi siamo contro le dittature, contro l’uomo forte al potere, contro il fascismo del secolo scorso, contro il fascismo dell”antifascismo odierno … ebbene, ci affidiamo al culto della personalità.

ANTONIO VOX

News dal Network

Promo