Corato, tempi bui per la Rsa Dono di Speranza voluta da Don Luca Masciavè

Leggendo un pezzo di Coratolive si scopre che la Casa Protetta “Dono di Speranza”, struttura per anziani rientra nelle opere volute da don Luca Masciavé, cui recentemente la città di Corato ha riconosciuto l’importanza dell’attività per gli ultimi intitolandogli la piazza dell’ex Ospedale, sulla quale si affaccia la casa protetta.

Dicevamo momenti bui  o strade buie? La domanda pare subdola: lo è non lo è possiamo raccontarvi i “si dice”, e si dice … pare che la Dono di Speranza abbia preso una strada buia e contorta e la strada, si teme, sia lastricata da cune, dossi e voragini, sarà così?

Intanto qualche tempo fa è stata lanciata una campagna di solidarietà per raccogliere fondi per adeguare la RSA secondo le ultime norme regionali e si spera che i tavoli tecnici di Asl e Comune di Corato siano davvero fruttuosi per il futuro della struttura extraospedaliera e pertanto cogliamo e rinnoviamo anche noi l’appello per la raccolta fondi.

Tuttavia corrono strane voci sulla gestione della casa di riposo: aumenti di stipendio, tredicesime non versate, contributi non onorati, cassa integrazione strutturata senza un deciso piano di rientro, e personale in malattia che riceve il compenso della cassa integrazione.

In paese non si parla d’altro. Incominciamo col dire che la Dono di Speranza è una cooperativa sociale che gestisce la casa di riposo il quale a causa di diverse difficili situazioni (parlo del Covid e del dopo ….credo siano deceduti diversi ospiti) non naviga in acque sicure e che i primi a pagare siano propri i soci-dipendenti.  Ispezioni, controlli, denunce, adeguamenti mai fatti, delibere del consiglio di amministrazione inesistenti  oppure fatte me non in linea con lo statuto, precetti  e pignoramenti, aumenti di stipendio e chissà cos’altro bolle in pentola . Ci sarebbero anche delle denunce. Si dice anche che i debiti accumulati siano di gran lunga superiore a quelli dichiarati in bilancio e non esiste un piano di rientro.””

La luce è fioca e si vede poco, almeno così sembra, e dunque per amore di cronaca abbiamo interpellato l’amministratore- presidente della Dono di Speranza la sig.ra Rosalba Piccarreta, la quale con pacatezza e senso del dovere verso i suoi dipendenti e verso l’esercizio della struttura socio sanitaria ha intesso rilasciare la seguente dichiarazione: “” Vorrei prima di tutto dire che la mia cooperativa è seria e trasparente sono pronta a qualsiasi verifica o controllo. Stiamo passando un difficile momento lavorativo. E’ vero abbiamo debiti perché ci sono pochi ospiti e le rette non bastano a soddisfare il minimo sindacale per la gestione di una struttura complessa come la nostra. Non percepisco uno straccio di stipendio da tre mesi al contrario di alcuni soci lavoratori della cooperativa che non hanno a cuore le sorti della stessa visto che loro perlomeno tra malattia e cassa integrazione qualche soldo lo vedono. Non corrisponde al vero che ho un lauto stipendio e posso dimostrarlo in qualunque sede. Purtroppo abbiamo avuto l’obbligo di ammodernare la struttura per ospitare altri ospiti ma non ci sono soldi a sufficienza e la campagna per la raccolta dei fondi si può dire che è andata deserta. Lo so che ci sono molte chiacchiere in giro e dico solo che saprò difendermi carte alla mano in ogni sede e contro chiunque. Non mi faccio intimorire da nessuno. Ora in questo momento ho a disposizione 7 soci dipendenti che anche loro non percepiscono stipendi da tre mesi e a loro va il mio massimo rispetto.””

Non c’è dubbio che la verità salterà fuori chi vivrà vedrà, non spetta a noi giudicare ma solo raccontare i fatti e, di più, far sentire tutti i rintocchi della campana non foss’altro per far sapere il “pensiero” degli attori in causa.

Franco Marella

 

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