La musica oltre i confini e le barriere: melodie senza frontiere

Si è appena conclusa la competizione musicale European Brass Band Championship Palanga 2024 (EBBC), prestigioso evento che riunisce ogni anno le migliori orchestre europee e i loro fan.

Ne abbiamo parlato con il nostro compagno di classe Luigi Lattanzio, 3 Bb Cornet, che ha preso parte alla manifestazione nella rappresentanza del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, coordinata dal Maestro Martino Pezzolla. 

Luigi specifica con orgoglio che il Conservatorio di Bari è stato l’unico conservatorio italiano che ha partecipato a questa competizione.

Ci ha raccontato che questa tradizione della musica per bande di fiati e di ottoni, viene garantita in qualità e continuità, organizzando ogni anno eventi internazionali che riuniscono orchestre e ensemble amatoriali e professionali, provenienti dai paesi europei e quest’anno si è svolta in Lituania.

Il suo racconto ci ha sottolineato la difficoltà di un viaggio lungo e faticoso in pullman durato ben tre giorni per raggiungere il luogo dell’esibizione, ma l’orgoglio di far parte della manifestazione e la soddisfazione di fare musica insieme a professionisti e appassionati hanno prevalso su qualunque senso di stanchezza.

“É stata la testimonianza per me”, dice Luigi, “di come la musica possa essere linguaggio universale che va oltre le barriere linguistiche, sociali, politiche e culturali”.

“É stata un’esperienza emozionante, arricchente dal punto di vista umano e professionale, ma un traguardo possibile perché preceduto da uno studio attento, tenace e appassionato”.

Ed è proprio sulla condizione degli studenti-musicisti che il nostro compagno si è voluto soffermare.

“È una bella gioventù, infatti, quella dei ragazzi che hanno un hobby, una passione, un talento che riescono a far emergere”, ci dice, “tuttavia non è così semplice far fronte all’impegno perché sono richiesti sacrifici, tempo, dedizione e disciplina”. 

“La mia è una pratica quotidiana, che richiede anche il rispetto dei colleghi che suonano e studiano con me”, aggiunge, “ma non posso certo accantonare l’impegno scolastico con le sue scadenze e i suoi ritmi e non è sempre facile conciliare le esigenze di queste due attività”. 

Ci chiediamo, quindi, perché per questi studenti non è previsto un piano didattico personalizzato che consenta loro di organizzare le attività scolastiche tenendo conto il più possibile dei tempi, dei ritmi e degli impegni di un percorso musicale in Conservatorio, esattamente come accade, per esempio, per gli studenti atleti.

Sarebbe veramente di facile attuazione e allevierebbe lo stress che inevitabilmente si accumula quando si vuol far fronte a tanti impegni contemporaneamente, con conseguenti possibili rinunce da parte di qualche studente.

Ma potrebbe avvicinare, invece, tanti ragazzi ad un linguaggio sublime che va oltre ogni barriera e far emergere talenti, che altrimenti rimarrebbero nascosti.

Che ne pensano i lettori?

3 Informatica A Panetti-Pitagora, Bari

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