La redazione studentesca di “Bariseranews School” incontra il Prefetto di Bari

Il Prefetto di Bari, dott. Francesco Russo, ha concesso un’intervista online alla redazione studentesca di “Bariseranews School”. Gli studenti hanno rivolto diverse domande a cui il Prefetto non si è sottratto, ma ha risposto con chiarezza e semplicità e con un linguaggio comprensibile anche dai più piccoli.

Il dott. Russo ha spiegato il significato del termine “prefetto” che risale all’antica Roma dove tale magistrato aveva una rilevante importanza; titolo e funzioni sono state, poi, riprese nel periodico napoleonico e successivamente nel Regno d’Italia. Attualmente è il massimo esponente del governo a livello provinciale e fa da collegamento tra il governo centrale e quelli periferici.

Il Prefetto non si è sottratto nemmeno alle domande più personali: infatti gli è stato chiesto il motivo per cui ha scelto questa carriera e anche se il suo lavoro abbia avuto un impatto nella sua vita privata. Ha risposto che fortunatamente ha saputo conciliare abbastanza bene lavoro e famiglia, preservando l’unità familiare, nonostante abbia cambiato spesso sede di lavoro. Ha riferito, anche, che la sua attività lavorativa è varia e interessante, ma anche difficile, comunque la consiglia perché dà l’opportunità di conoscere varie realtà. Il lavoro lo ha portato, per trent’anni, in diverse città del Nord ed è poi stato trasferito al Sud. Infine, ha raccontato una breve storia della sua carriera che è cominciata subito dopo la laurea in Giurisprudenza: prima procuratore legale, poi dipendente della Pubblica Amministrazione, infine, dopo un concorso, Prefetto. Rispondendo ad alcune domande sulla sicurezza, ha spiegato che sin dal suo insediamento, si è posto come obiettivo il miglioramento della sicurezza, sia quella riguardante l’ordine pubblico, sia quella sul lavoro. Nonostante ci sia carenza di personale, ha cercato di realizzare una squadra efficiente, per controllare il territorio e contrastare la criminalità, interagendo anche con altre istituzioni, come la Regione. Certo, ha detto, non è che con i controlli si risolva tutto: bisogna che ognuno sia responsabile di quello che fa e, specie nel campo del lavoro, bisogna agire con cautela, rispettando le leggi. L’impegno del suo ufficio, nel settore della sicurezza, è costante, operando anche di notte, con pattuglie, che controllano città e campagna, per combattere le aggressioni predatorie ai danni degli agricoltori.

La sua sfida più significativa, arrivando a Bari, è stata la conoscenza del territorio a lui affidato, per poter interloquire con le altre istituzioni e creare un sistema efficace e costruttivo, basato su rapporti leali e trasparenti.

Interrogato sulla sua idea di giustizia, ha sottolineato più volte che non bisogna trattare tutti allo stesso modo perché ognuno è diverso dall’altro e, non tenerne conto, vuol dire generalizzare e non avere un comportamento equo. Anche sull’emigrazione ha ribadito che più di ogni altra cosa bisogna puntare sull’inserimento, il solo modo che può consentire a chi arriva da noi, di avere una vita dignitosa.

L’incontro è stato interessante e per niente noioso e, alla fine, alla domanda su che cosa si augura per il futuro di Bari, ha risposto che il suo augurio è che i giovani rimangano a Bari, operino nel loro territorio per migliorarlo e farlo crescere: Bari ha bisogno delle nostre energie e delle nostre idee!

 Alessandro Lentini – 2^B, Scuola secondaria I grado Istituto Margherita, Bari

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