Coldiretti Puglia, ‘le aste turche affossano i prezzi del grano’

“Le aste turche del frumento affossano ancora i prezzi del grano pugliese con il crollo del prezzi che scendono a 320/350 euro a tonnellata, mentre nei porti pugliesi continua il via vai di navi mercantili provenienti dalla Turchia.
Si tratta di valori che portano la coltivazione sotto i costi di produzione, rendendola di fatto antieconomica ed esponendo le aziende agricole al rischio crack, soprattutto nelle aree interne senza alternative produttive”.

Così il direttore regionale di Coldiretti Puglia Pietro Piccioni in occasione del blitz degli agricoltori dell’associazione che con gommoni e barche a vela oggi nel porto di Bari hanno circondato la ‘nave fantasma’ Alma carica di grano turco. Nave, sostiene Coldiretti, di cui si erano perse le tracce dopo che aveva lasciato la Tunisia, da cui pare sia stata respinta, e toccato le coste greche per arrivare nel capoluogo pugliese. Una mobilitazione a difesa del Made in Italy per “impedire – spiega Coldiretti – che vengano spacciati come pane e pasta italiani quelli ottenuti con grano importato”.

Con le quotazioni “scese ampiamente – denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia – al di sotto dei costi di produzione e la campagna di raccolta appena avviata, a rischio è la sopravvivenza di 38mila aziende agricole in Puglia, il Granaio d’Italia, con l’aumento della dipendenza dall’estero”.

Secondo Cavallo “sotto accusa ci sono gli accordi di libero scambio europei per cui vanno fermate le importazioni sleali, introducendo con decisione il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno. Ad aumentare sono anche gli arrivi dalla Turchia sulla quale grava peraltro il sospetto di triangolazioni dalla Russia”. (Fonte: Ansa)

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