Calcio Bari, i sette attaccanti improduttivi: si salva solo Sibilli

Sarebbero dovuti essere quegli elementi che avrebbero dovuto far fare al Bari il salto di qualità, ma sono quasi tutti venuti meno. Giuseppe Sibilli a parte, gli attaccanti presi da Ciro Polito sono risultati inadeguati e a tratti contro producenti per le sorti della stagione biancorossa.

L’assenza di un bomber vero ha portato all’acquisto di un parco attaccanti fatto di nomi altisonanti, ma privo di voglia e convinzione. Il progetto del team pugliese si sgretola ad ogni insuccesso, con l’enorme sterilità del pacchetto offensivo. Si parte con degli elementi, ma la stagione termina con altri.

Come punti di riferimento iniziali ci sono Marco Nasti, Jeremy Menez, Davide Diaw e Mattia Aramu, ma ben presto tutte le certezze legate a provenienza e qualità del giocatore crollano. Il primo fa il possibile per essere all’altezza della piazza, ma non gli si può chiedere di impersonarsi trascinatore. Al suo posto c’è Giuseppe Sibilli, unico baluardo dell’attacco del Bari capace di poter tirare avanti, per quanto possibile, la squadra. Menez e Diaw sono poco efficaci e per buona parte del percorso assenti, a causa di problemi fisici. Il francese addirittura rescinde il contratto, per via del poco minutaggio dovuto al suo fisico instabile.

Aramu, invece, non riesce mai ad ambientarsi, nonostante i numerosi tentativi da parte dei quattro tecnici di metterlo al centro del progetto. La musica non cambia, con gli arrivi di George Puscas e Yayah Kallon. I nuovi prestiti non hanno un impatto brutto con il mondo Bari, ma si perdono con il tempo insieme a tutta la squadra. Al termine della stagione Valerio Di Cesare tanti gol quanto l’attaccante rumeno e solo due in meno rispetto al ragazzo in prestito dal Milan. Un’annata che certifica come i progetti vincenti si creano con concretezza, attaccamento e idee.

Photo: SSC Bari