Scempio su scempio

 

Percorrendo via Tatarella vi imbatterete necessariamente nelle vicinanze di santa Fara, in uno di quegli scempi ambientali ed urbanisti che vanno sotto il nome di rotatorie. Forse leggendo queste colonne di alcuni mesi fa, gli esecutori di tale progetto hanno voluto impreziosire l’area di talune icone pugliesi come due alberi di ulivo (anche se un po’ secchi), un accenno di muretto a secco,…cose che avevamo velatamente suggerito per ricordare -almeno a noi stessi- che siamo una delle più belle regioni del mondo perché abbiamo saputo conservare la nostra identità nonostante i mondialismi imperversanti.

 

L’opera è stata ritenuta importante per la viabilità cittadina tanto da esigere una inaugurazione in forma solenne. Tanto è stata ritenuta importante che per realizzarla si sono sacrificati migliaia di metri di area “verde” che una volta si chiamava “agricola”.

 

Però a distanza di pochi mesi dalle solennità della inaugurazione l’intera zona è preda del più totale abbandono. Il verde “decorativo” è immerso nelle erbacce che invadono anche il muretto a secco; nelle piccole aree vicine risparmiate dall’asfalto, gli ulivi che ancora esistono sono visibilmente offesi nella loro dignità di alberi più belli al mondo da evidenti fito patologie diffuse se non proprio dalla xylella; presto, complice la calura estiva, un bell’incendio azzererà tutto il lavoro profuso per la piantumazione di queste piante. Purtroppo molti si augurano proprio che tale incendio ci sia in modo che si eliminerà tutto il verde perché in sua assenza si dovrà arare, zappettare, irrorare, annaffiare, potare, ecc. ecc a spese di noi ignari contribuenti…e tale cambiale non si finirà mai di pagarla perché la natura per essere “bella” agli occhi di noi cittadini del XXI secolo deve anche essere curata.

 

Quindi siamo di fronte ad una spesa enorme già sostenuta e una manutenzione eterna, carissima, senza alcun ritorno economico.

 

In campagna elettorale questa “piccola” cosa descrive perfettamente in che considerazione sono stati tenuti i soldi che i cittadini sbadatamente fiduciosi hanno versato nelle casse del Comune di Bari. Certo, vogliamo credere che nel realizzare questa rotatoria  hanno fatto del loro meglio e credevano di fare cosa gradita; e per molti (specie quelli che l’hanno realizzata) è stata cosa gradita; inoltre quella commessa per gli economisti nostrani è stata una componente del Pil barese che così potranno dire che ha beneficiato dello sperpero del danaro pubblico. L’equivoco è enorme e le vittime siamo noi. Ma per noi e per i politicanti rinnovatori è un esempio di cosa si deve evitare di fare in futuro: non si è raggiunto l’obiettivo di rendere più bella l’area; non si sono risparmiati soldi pubblici; si è creata una ragione permanente di spesa e quindi una ipoteca sul futuro dei nostri conti; la viabilità spesso è fortemente intralciata da questo vero e proprio intralcio; abbiamo sottratto metri quadri preziosi all’agricoltura; sottrarremo personale qualificato ai campi per dedicarlo a piante improduttive;….cioè è stato un  disastro sotto ogni punto di vista; disastro che potrebbe non essere inutile e dannoso come è, se i politicanti uscenti (che si ricandidano sotto mentite spoglie) e quelli dell’opposizione che dicono di voler cambiare (senza neanche citare i moltissimi argomenti spesso molto più ampi di questi delle rotatorie e della viabilità) imparassero qualcosa dagli errori del passato.

 

CANIO TRIONE