Formazione: Adapt-Intesa Sanpaolo, a Bari terza tappa progetto per sviluppo Its

Il convegno ‘Its e apprendistato per lo sviluppo delle competenze e l’innovazione della formazione: buone pratiche ed esperienze’ è l’evento, promosso da Fondazione Adapt e Intesa Sanpaolo, per presentare i risultati di una ricerca congiunta che esplora le connessioni virtuose esistenti tra gli Istituti tecnologici superiori e l’apprendistato di alta formazione nel sud Italia e nelle isole.

«Il progetto ‘Skill slliance’ – commenta Matteo Colombo, ricercatore della Fondazione Adapt – è un’occasione per raccontare ai giovani e soprattutto alle imprese l’eccellenza rappresentata dal sistema Its. I casi studi realizzati nell’ambito di questo progetto mostrano come grazie ad una solida alleanza tra mondo produttivo e sistema della istruzione terziaria non accademica sia possibile costruire percorsi in grado di garantire una formazione d’eccellenza e altamente innovativa, elevati tassi di placement post diploma, e soprattutto risposte concrete ai fabbisogni delle imprese, che oggi più che mai hanno bisogno di persone dotate di tutte le competenze necessarie a garantire processi di crescita, tenendo così assieme sostenibilità economica e sostenibilità sociale».

Alessandra Modenese, direttrice regionale Puglia, Basilicata e Molise Intesa Sanpaolo spiega: «Il nostro Gruppo è da sempre vicino alle nuove generazioni, come testimonia la rinnovata collaborazione con Adapt. Intesa Sanpaolo supporta la diffusione di una cultura della sostenibilità nel tessuto imprenditoriale attraverso i laboratori Esg e come istituzione del territorio facilita l’accesso al mondo del lavoro per i Neet, in particolare i giovani dai 18 ai 29 anni, mettendo a disposizione corsi di formazione gratuiti con il programma Giovani e lavoro. Inoltre, dedichiamo agli studenti finanziamenti senza garanzia in supporto agli studi con Per merito, esempio di finanza di impatto, che può essere utilizzato per pagare iscrizioni a università, master o corsi post diploma, consentendo di restituire le somme utilizzate anche due anni dopo il termine degli studi. Oggi confidiamo di aver creato un’ulteriore importante opportunità di crescita, cercando di avvicinare domanda e offerta di lavoro».

In quest’ottica, la volontà di Intesa Sanpaolo di collaborare con Fondazione Adapt per partecipare attivamente alla valorizzazione di due percorsi utili, ma spesso sottovalutati, per risolvere il problema occupazionale giovanile: gli Its academy, o Istituti tecnologici superiori, e l’apprendistato di alta formazione e ricerca. Gli Its offrono corsi post-diploma biennali o triennali e costituiscono il segmento italiano dell’istruzione terziaria non accademica, alternativa all’università. Si caratterizzano per la forte integrazione con il mondo del lavoro, in particolare nel caso in cui i percorsi siano svolti in apprendistato. Gli Its, nonostante riescano a garantire, a 12 mesi dal diploma, un tasso di occupazione particolarmente elevato e superiore a quello delle lauree magistrali e triennali, sono ancora poco diffusi in Italia, con circa 25 mila iscritti.

L’apprendistato di alta formazione e ricerca, ancora molto poco diffuso, permette di conseguire un titolo di studi, contestualmente alla sottoscrizione di un contratto di lavoro, unendo così formazione teorica e pratica. I contratti di questa tipologia, attivati su base annuale, sono solamente circa mille. «In questo contesto – afferma Colombo decisivo è proprio il ruolo delle imprese, chiamate a collaborare attivamente alla definizione dei percorsi e a riscoprire le potenzialità di uno strumento altamente innovativo come l’apprendistato di alta formazione, che permette una formazione ancora più su misura degli specifici fabbisogni aziendali».

Al centro del convegno di Bari altri casi di studio, dopo quelli già presentati a Bergamo e Roma, che hanno visto il coinvolgimento di alcuni Its del Sud Italia, in particolare in Campania, Puglia e Sardegna. Tra i diversi elementi emersi vi è certamente l’efficacia dimostrata dalle realtà coinvolte di esprimere tassi di placement particolarmente elevati, anche superiori al 90%, mantenendo tassi di abbandono contenuti. Dati che dimostrano l’efficacia di una serie di buone pratiche e di azioni intraprese, tra cui la stretta interazione con le imprese del territorio o l’utilizzo dell’apprendistato, ma anche l’efficacia della progettualità che può derivare da un buon rapporto con enti ed amministrazioni pubbliche.

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