Le risposte di quattro candidati a Sindaco di Bari alle domande degli operatori culturali ospiti di AncheCinema

1.Qual è la politica in ambito cultura che si intende intraprendere? 

Michele Laforgia:

Il lemma “cultura” ricorre 126 volte nel nostro programma perché noi riteniamo che ogni aspetto dell’amministrazione cittadina vada uniformato alla cultura. Fino a quando relegheremo le politiche culturali alla dimensione dell’intrattenimento, con il rischio di farle percepire come una spesa voluttuaria, non potremo comprenderne a fondo il ruolo e nemmeno identificarne le modalità operative. Ispiratrici dell’intero impianto progettuale di un’Amministrazione Pubblica, le politiche culturali devonoinvce riassumerne visione, scelte di campo, strumenti e modi utili a promuoverne i valori ispiratori. Liberandole dal recinto dell’eventificio o dal subordinato ruolo di strumento per la promozione turistica, si dovrebbe sostenere un approccio che le riqualifichi come cuore della progettazione, tessuto connettivo di un programma amministrativo e supporto dei processi attuativi.

Vito Leccese:

La nostra idea di politica culturale ha un duplice obiettivo: a. aumentare l’attrattività urbana di una città sempre più proiettata nel turismo internazionale e quindi consolidare la sua immagine di destinazione d’arte e culturale; b. rendere accessibile e democratica la cultura a tutti i cittadini baresi, in tutti i quartieri della città, perché si rafforzi una nuova consapevolezza culturale, civile e ambientale. Il sistema culturale barese si compone attualmente di un’offerta pubblica di teatri, musei, Fondazioni Lirico Sinfoniche, Biblioteche che va messa meglio a sistema nella gestione e di un’offerta privata di cinema, teatri, librerie, laboratori culturali, assolutamente da sostenere e integrare in un sistema unico di politiche culturali pubblico-private. In questi anni, in particolare, la città di Bari ha consolidato delle vocazioni su cui bisogna proseguire con convinzione:

Il Libro e la lettura – penso al Lungomare di libri e al coinvolgimento degli operatori della filiera editoriale e libraria con il sistema bibliotecario cittadino Colibrì e la Public Library della Caserma Rossani;

Il cinema – penso al BIFEST, alla rete dei cinema locali come AncheCinema e al lavoro prezioso svolto dalla Apulia Film Commission sull’incoming di produzioni che alimentano la filiera dell’industria televisiva e cinematografica, aumentando il lavoro e la qualificazione delle professionalità locali;

La musica – dal Petruzzelli alla Camerata musicale, passando per il Locus e il Bari Piano Festival, Bari è sempre più palcoscenico di musica dal vivo lungo tutto l’anno, con una grande tradizione jazz, anche nel Conservatorio, che mi piacerebbe valorizzare ulteriormente attraverso il Kursaal che potrebbe diventare la nostra Casa del Jazz

Il teatro – il sistema teatrale barese tra la stagione di prosa del Piccinni, la lirica al Petruzzelli e i teatri come il Kismet, l’Abeliano, la Casa Pulcinella, vanta anche qui una straordinaria tradizione e un polo teatrale di interesse culturale riconosciuto dal Ministero (Tric – Teatro di rilevante interesse culturale) 

Le esposizioni e il sistema museale – Bari ha oggi finalmente un sistema museale interessante tra Museo civico, Pinacoteca (da spostare di sede in un luogo più centrale e accessibile) e Museo archeologico che presto accoglierà l’opera di Edoardo Tresoldi. In più abbiamo recuperato importanti contenitori come il Margherita e il Polo delle arti contemporanee che sarà rilanciato a breve attraverso un bando di valorizzazione in forma di partenariato pubblico privato. Bisogna non solo dare una governance a questo sistema di offerta ma far rientrare il Margherita nel grande circuito delle mostre del contemporaneo

Sabino Mangano:

La nostra politica culturale si basa su inclusività, accessibilità e valorizzazione del patrimonio locale. Puntiamo a rendere la cultura un motore di sviluppo sociale ed economico, promuovendo la partecipazione attiva di tutti i cittadini.

Fabio Romito:

Coniugare i grandi eventi con un calendario articolato e concertato con gli operatori culturali del territorio. Associazioni di categoria, operatori della città e istituzioni culturali controllate dal comune e dalla Città metropolitana devono far parte di una cabina di regia che definisca le direttrici sulle quali definire le politiche culturali della città.

2. Quali sono i suoi principali progetti e le prime iniziative che attuerebbe in materia culturale? In particolare, cosa cambierebbe e cosa manterrebbe delle scelte della precedente amministrazione? 

Michele Laforgia:

Il nostro primo impegno sarà quello di predisporre un piano di gestione per ogni contenitore culturale attualmente sprovvisto di un gestore, anche in cooperazione con gli altri enti territoriali quali Città metropolitana (Museo archeologico) e Regione (Public Library Rossani). Occorre ripensare il “sistema culturale” in una chiave che associ contenitori, contenuti e organismi di gestione. Per far crescere una Città policentrica, capace di favorire interazioni virtuose e valorizzare i suoi talenti, dovremo, ad esempio, disinnescare al più presto il cortocircuito che separa il centro da tutti gli altri quartieri – che, come abbiamo ripetuto più volte, sono periferie per effetto delle politiche pubbliche e non per distanza dal centro – e lavorare perché si assicurino servizi, cura e dunque cultura in tutto il territorio. In questo occorre ripensare non solo al sistema dei teatri monumentali, ma anche ai musei e al nostro straordinario patrimonio storico, architettonico e archeologico, oggi ampiamente sottoutilizzato e poco valorizzato.

Vito Leccese:

Io credo che Ines Pierucci abbia svolto un ottimo lavoro sulla politica culturale. E in particolare su due fronti:

a. la centralità che ha dato al libro e alla lettura attraverso il Lungomare di libri e la partnership con il Salone del libro di Torino;

b. aver valorizzato una linea culturale attenta alle periferie e ai quartieri della città, promuovendo iniziative culturali diffuse come le Due Bari e Municipi Sonori

È una linea di programmazione che mi trova d’accordo e coerente con quello che vorrei fare nei prossimi cinque anni. per quanto riguarda le filiere del cinema e del teatro, mi piacerebbe inoltre che Bari si dotasse finalmente di un’Academy, magari in collaborazione con il DAMS dell’università, per formare nelle arti sceniche e nell’audiovisivo e regia i nuovi professionisti del settore ed evitare che le ricadute degli investitori non producano occupazione locale. Così come vorrei costruire un palinsesto culturale diffuso e destagionalizzato, essenzialmente gratuito, volto ad incrementare la programmazione di eventi e di festival nei quartieri della città. Tra i primi interventi del mio mandato ci sarà lo studio per lo spostamento della Pinacoteca Provinciale nell’ex Mercato del Pesce e la definizione di una gestione per il Margherita. Così come la riorganizzazione del bando contributi del comune di Bari perché possa sostenere più stabilmente le iniziative permanenti della città.

Sabino Mangano:

Avvieremo un programma di eventi culturali che valorizzi le eccellenze locali e attragga talenti internazionali. Manterremo gli eventi di successo della precedente amministrazione, come “Le Due Bari”, ma introdurremo nuovi festival e manifestazioni che coinvolgano maggiormente le periferie e i giovani. Implementeremo anche un piano di restauro e manutenzione dei siti storici.

Fabio Romito: 

Il punto di partenza sarà costituito dalla mappatura dei contenitori culturali agibili e quelli da rendere tali. Una delle criticità di questi anni è stata l’assenza di coordinamento tra contenuti e contenitori culturali. E’ necessario abbattere le barriere tra istituzioni pubbliche e private con una virtuosa politica di collaborazione, che il Comune, sotto la mia direzione, vuole promuovere con un’attenzione particolare alla formazione del pubblico tra le giovani generazioni.

3. Quale importanza nel suo programma ha lo sviluppo della cultura e la realizzazione di eventi per la nostra città da 1 a 10? Intendete legare cultura e turismo o valutare forme di sostegno distinte e separate? 

Michele Laforgia:

Cultura e turismo sono questioni collegate ma che richiedono responsabilità definite e separate. Il turismo è una funzione dello sviluppo economico, la cultura è centrale nel programma e nella idea di città del futuro. Quindi assume una importanza centrale (senza voti, che non si danno più neanche alle elementari).

Vito Leccese:

L’organizzazione degli eventi è sicuramente una parte importante dell’offerta culturale barese ma non sono innamorato dell’eventizzazione. Credo di più in una programmazione che si caratterizzi per poche cose ma di qualità, che distingua l’identità di Bari rispetto ad altre città italiane e non credo nella dispersione. Per esempio Bari Piano Festival, il Bifest, il Festival Time Zone sono esperienze distintive della programmazione culturale barese e costituiscono motivo di attrattività per la città. Il turismo si lega inevitabilmente alla politica culturale, in una visione che mira a posizionare Bari come destinazione turistica culturale e non legata solamente alla risorsa mare o alla gastronomia. Se pure è importante chiarire che la cultura non va vista come leva di marketing ma soprattutto dispositivo di accrescimento di consapevolezza civica. Le due cose possono tenersi insieme.

Sabino Mangano:

Lo sviluppo della cultura e la realizzazione di eventi hanno un’importanza di 9 nel nostro programma. Crediamo fortemente nel legame tra cultura e turismo, poiché eventi culturali di qualità possono attrarre visitatori e stimolare l’economia locale. Tuttavia, prevediamo anche forme di sostegno specifiche per le iniziative culturali locali, indipendenti dal turismo.

Fabio Romito: 

Solo alcuni eventi culturali sono strettamente connessi al turismo e pertanto le politiche andranno coordinate tra i due comparti. Tuttavia porremo particolare importanza anche ai risvolti prettamente culturali, sociali e aggregativi per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini baresi; particolare attenzione sarà rivolta a favorire la partecipazione agli eventi delle categorie disagiate.

4. La figura che verrà indicata come assessora/e alla cultura avrà un carattere politico o tecnico? 

Michele Laforgia:

Non esistono né assessori né ministri tecnici. Lo ha detto – e scritto – un ex ministro “tecnico”.

Vito Leccese:

Non credo sinceramente alla distinzione tra tecnici e politici. Chiunque rivesta un ruolo assessorile, con compiti di governo e responsabilità di programmazione, svolge senza dubbio un ruolo politico. Senza dubbio il criterio guida delle mie nomine sarà la competenza, sia che si tratti di consiglieri eletti che di esponenti della società civile.

Sabino Mangano:

La figura scelta per l’assessorato alla cultura avrà un profilo tecnico, con competenze specifiche nel settore culturale e una comprovata esperienza nella gestione di progetti culturali. Questo garantisce un approccio professionale e mirato alle esigenze del settore.

Fabio Romito: 

Per la guida dell’assessorato alla cultura sarà individuata una figura (non necessariamente politica) con competenze specifiche tecnico-amministrative, la quale avrà il compito di portare avanti le linee di politiche culturali definite dalla cabina di regia.

FINANZIAMENTI E SOSTEGNO ECONOMICO

1.Come si intende procedere in merito alla ridistribuzione dei fondi per la cultura? Come si prevede diversificare e bilanciare il sostegno finanziario tra gli operatori culturali? Sarà fatta una distinzione tra professionisti e amatoriali? 

Michele Laforgia:

I fondi per la cultura sono attualmente inadeguati. La ricerca di nuove risorse sarà decisiva, come decisivo sarà abituarsi a considerarle un investimento piuttosto che una spesa. Va segnata una distinzione tra attività professionali stabili come teatri, cinema, residenze, spazi danza, ecc. e attività amatoriali. Metteremo mano al regolamento, in modo partecipato, introducendo la distinzione e destinando risorse agli uni e agli altri sulla base di graduatorie differenti favorendo convenzioni pluriennali con i soggetti stabili. Il confronto con gli operatori e le operatrici culturali della città deve essere permanente.

Vito Leccese:

L’attribuzione dei fondi per la cultura continuerà a seguire le regole dell’evidenza pubblica, per motivi di trasparenza e di equità di accesso alle risorse. E come abbiamo sempre detto la cultura è lavoro, e quindi il sostegno alla cultura mirerà soprattutto a valorizzare le tante professionalità presenti su Bari e proverà ad assumere carattere di maggiore stabilità rispetto ad oggi. Voglio però spezzare una lancia a favore dell’associazionismo, che svolge secondo me un ruolo prezioso nella sensibilizzazione e nel coinvolgimento culturale dei cittadini, lavorando con le scuole, con le parrocchie, nei quartieri, nel welfare culturale, su cui con Regione Puglia si è aperto recentemente un cantiere di programmazione. Sotto questo aspetto, l’esperienza di Reti Civiche Urbane è assolutamente da riprendere.

Sabino Mangano:

I fondi per la cultura saranno redistribuiti in modo equo, bilanciando il sostegno tra operatori professionisti e amatoriali. Introdurremo bandi specifici per diverse categorie, incentivando la collaborazione tra professionisti e dilettanti per progetti comuni.

Fabio Romito: 

Le amministrazioni comunali negli ultimi dieci anni hanno dedicato poche risorse e le hanno erogate in ritardo. Il regolamento comunale per la concessione dei finanziamenti è stato disapplicato e necessita di essere riformato. Tra i vari punti che necessitano di essere modificati vi è sicuramente quello di differenziare le modalità di sostegno tra operatori professionali e operatori amatoriali.

2. Cosa farete per trovare le stesse risorse economiche che sono state investite in cultura dal Comune di Bari negli ultimi 3 anni? 

Michele Laforgia:

Nell’ultimo triennio le attività culturali a Bari hanno potuto beneficiare di risorse straordinarie derivanti dalla programmazione europea e dal PNRR post Covid. Per garantire livelli simili di finanza pubblica dovremo fare ricorso a strumenti alternativi, rimodulando le spese interne al bilancio ordinario. Ma le risorse del Comune non sono solo finanziarie: l’amministrazione deve operare anche mettendo a disposizione strutture, realizzando procedure più rapide e trasparenti, programmando per tempo le attività.

Vito Leccese:

Le risorse culturali provengono da canali differenti, tra cui Regione Puglia, Città Metropolitana, Ministero della Cultura, fondi comunitari a gestione diretta, bilancio comunale. Proseguiremo nel fund raising puntando a incrementare le risorse per la cultura e la tassa di soggiorno recentemente istituita contribuirà ad alimentare le nostre disponibilità annuali.

Sabino Mangano:

Cercheremo di mantenere e, se possibile, aumentare gli investimenti in cultura attraverso partenariati pubblico-privati, sponsorizzazioni, e partecipazione a bandi europei e nazionali. Rafforzeremo anche la capacità di attrarre fondi tramite progetti innovativi e sostenibili.

Fabio Romito: 

La gran parte delle risorse investite non sono di competenza sul bilancio ordinario del Comune di Bari ma provenienti da fondi comunitari, ministeriali e regionali. Il Comune perseguirà la collaborazione tra gli enti coinvolti per incrementare le risorse in favore del settore, a cominciare chiaramente dal Ministero. Sul fronte delle risorse ordinarie potrà essere destinato parte del ricavato proveniente dalla tassa di soggiorno in favore della Fondazione Petruzzelli: ciò consentirà di liberare risorse ordinarie in favore degli operatori culturali. La nuova Amministrazione eserciterà a pieno il ruolo che ricopre in qualità di socia di partecipate regionali (Tpp e AFC in primis).

3. Il programma Le Due Bari, inteso come finanziamento al 100% di eventi culturali estivi, è stata una importante novità che ha creato lavoro. Verrà mantenuto nel vostro programma? 

Michele Laforgia:

Il finanziamento al 100% è stato possibile grazie ai fondi del PNRR. Il programma andrà rimodulato, ma intendiamo mantenere e, semmai, incrementare l’impegno per portare la programmazione culturale in tutti i quartieri, coinvolgendo i Municipi e realizzando – finalmente – il decentramento amministrativo, com’è nel nostro programma. L’obiettivo è lavorare perché Bari sia un’unica città, e non due o multipli.

Vito Leccese:

Assolutamente sì. L’abbiamo esplicitato nel nostro programma. La nostra idea di cultura è democratica e diffusa e dovrà continuare a contaminare positivamente soprattutto i quartieri più periferici, normalmente esclusi dal circuito degli eventi e dello spettacolo dal vivo.

Sabino Mangano:

Sì, il programma Le Due Bari verrà mantenuto e potenziato. Riteniamo che sia un’iniziativa importante per promuovere l’occupazione nel settore culturale e per animare la città durante l’estate.

Fabio Romito: 

Le Due Bari deriva dal sostegno ministeriale per le periferie; il comune di Bari ha coniugato in maniera errata proprio le politiche del lavoro che nella misura ministeriale rappresenta(va)no una priorità mentre per Le Due Bari l’amministrazione uscente ha posto sullo stesso piano enti con una sola giornata lavorativa con altri che invece fanno del lavoro culturale tutto l’anno uno degli obiettivi principali. Ove riproposta dal Ministero la misura verrà declinata al meglio per massimizzare i suoi effetti in favore degli operatori e dei cittadini. Le periferie in ogni caso rappresentano una priorità nel nostro programma e vi sarà uno stretto coordinamento tra assessorato alle periferie e assessorato alla cultura.

4. Secondo quali criteri si intende rendere disponibili i contenitori culturali agli operatori del settore? Considerando l’importanza di mantenere la cultura accessibile a tutti, si intendono introdurre politiche per calmierare i prezzi di affitto o di utilizzo dei contenitori culturali, pubblici e privati? 

Michele Laforgia:

Sì. L’amministrazione ha il compito di stabilire le linee di indirizzo, d’intesa con le strutture regionali, ma la gestione dei contenitori culturali deve essere affidata agli operatori culturali, con criteri trasparenti e condivisi. Nelle linee di indirizzo saranno comprese le misure per consentire l’accesso a tutti e tutte.

Vito Leccese:

Oggi Bari ha un patrimonio prezioso di contenitori e luoghi culturali disponibili per accogliere proposte dagli operatori e certamente andrà rivista la modalità di affidamento degli spazi, semplificandone i processi e favorendo la massima apertura.

Sabino Mangano:

I contenitori culturali saranno resi disponibili tramite bandi trasparenti basati su criteri di qualità e impatto sociale dei progetti presentati. Introdurremo tariffe agevolate per associazioni non profit e giovani artisti, garantendo così l’accessibilità per tutti.

Fabio Romito: 

La strada delle convenzioni con i privati rimane la strada migliore per perseguire l’utilizzo dei luoghi privati in favore di associazioni ed enti nonché della stessa amministrazione.

INFRASTRUTTURE E SPAZI CULTURALI

1.Si potrà identificare un luogo destinato alla danza, vista la presenza di numerose realtà produttive e formative? 

Michele Laforgia:

Operano in città numerosissime associazioni coreutiche e dunque riteniamo fondamentale individuare insieme a loro uno spazio da dedicare a questa importante forma artistica, operando una preliminare ricognizione dei luoghi. Sarà utile anche verificare le possibilità di sviluppo con la Fondazione Petruzzelli e concordare con la Regione Puglia il ruolo del Teatro Kursaal, ad oggi sprovvisto di una reale e chiara vocazione, oltre che di un piano di gestione.

Vito Leccese:

Lo spazio recentemente riqualificato del Teatro Margherita si presterà benissimo per le performance di danza. Per le produzioni invece dobbiamo individuarlo, ne condividiamo l’esigenza.

Sabino Mangano:

Sì, individueremo uno spazio dedicato alla danza, in collaborazione con le realtà produttive e formative locali, per creare un centro di eccellenza che possa ospitare spettacoli, corsi e laboratori.

Fabio Romito: 

Si, la mappatura dei luoghi è al primo punto.

2. Quale progettualità è prevista per la stabilizzazione delle realtà artistiche locali consolidate? 

Michele Laforgia:

La linea è quella delle convenzioni pluriennali.

Vito Leccese:

Il Regolamento attuale dei contributi prevede la possibilità di stipulare delle Convenzioni, anche se non l’abbiamo mai fatto per scelta politica, preferendo il Bando annuale. Le Due Bari ha inoltre consentito di ampliare moltissimo la platea dei beneficiari, di fatto stabilizzando moltissime iniziative storiche e distintive.

Sabino Mangano:

Implementeremo contratti pluriennali e incentivi fiscali per le realtà artistiche locali consolidate, favorendo la loro stabilità e crescita. Supporteremo anche progetti di residenza artistica per rafforzare il tessuto culturale della città.

Fabio Romito: 

Il consolidamento di tutto l’ecosistema culturale e delle imprese culturali rientra tra gli obiettivi. La revisione del regolamento è il primo strumento.

3. L’amministrazione cercherà di rimediare alla concorrenza sleale tra strutture pubbliche e strutture private? 

Michele Laforgia:

Sì. Il pubblico per diffondere la cultura in sintonia e in sinergia, non in concorrenza, con gli operatori privati.

Vito Leccese:

Le amministrazioni pubbliche non possono sostenere alcuna concorrenza sleale. Esistono norme specifiche in materia che ci limitiamo a rispettare.

Sabino Mangano:

Sì, istituiremo un tavolo di confronto tra le parti interessate per definire regole chiare e trasparenti che garantiscano una competizione leale tra strutture pubbliche e private.

Fabio Romito: 

Si, lo si desume dalle risposte precedenti.

4. L’amministrazione cercherà una soluzione politica con i proprietari del teatro Petruzzelli o si preferirà attendere le sentenze? 

Michele Laforgia:

In via di principio il candidato Sindaco è, per sua formazione professionale, sempre favorevole a un accordo, se ve ne sono le condizioni. Ma la questione, com’è noto, è giuridicamente molto complessa e riguarda un contenzioso con la proprietà privata, non le politiche culturali.

Vito Leccese:

La situazione è molto complessa e diventa difficile assumere una posizione in campagna elettorale. Certamente laddove possibile verificheremo la possibilità di trovare una soluzione nell’ interesse della città.

Sabino Mangano:

Cercheremo una soluzione politica immediata e costruttiva con i proprietari del teatro Petruzzelli, evitando lungaggini legali che penalizzerebbero la fruibilità del teatro.

Fabio Romito: 

Il sindaco di Bari è il presidente della Fondazione Petruzzelli. In tale veste si cercherà di favorire il dialogo tra gli enti interessati per arrivare ad una soluzione del problema, il quale però evidentemente non rientra tra le competenze esclusive del Comune.

5. Il Teatro Margherita continuerà ad essere usato come centro congressi in deroga alla sua natura in favore di privati quali banche e con misure di sicurezza improvvisate con sedie non a norma collegate da fascette di plastica? 

Michele Laforgia:

L’ex Teatro Margherita e l’ex Mercato del pesce sono da valorizzare quali spazi per le arti contemporanee, unitamente alla Pinacoteca Giaquinto, che dovrebbe essere potenziata nella sua attuale location, oggi residuale rispetto alla sede della Città Metropolitana. Tutti i contenitori culturali dovranno essere dotati di un piano di gestione e, ovviamente, dotati di attrezzature a norma.

Vito Leccese:

Non mi risulta sia mai accaduto che il Margherita sia stato usato come Centro Congressi. Piuttosto ha ospitato talk e meeting a carattere saltuario. Sono in corso dei lavori curati dal Segretariato dei Beni Culturali per rendere lo spazio un contenitore idoneo per mostre ed eventi a carattere interdisciplinare.

Sabino Mangano:

No, il teatro Margherita non verrà più utilizzato in deroga alla sua natura originale. Garantiremo che venga utilizzato in modo conforme alla sua destinazione culturale, rispettando tutte le norme di sicurezza.

Fabio Romito: 

Le misure di sicurezza sui pubblici spettacoli devono essere applicate e rispettate da tutti allo stesso modo sia per soggetti pubblici che privati.

6. Quali saranno le regole che consentiranno l’utilizzo del Teatro Piccinni e del Teatro Margherita per iniziative proposte da privati? 

Michele Laforgia:

Il principio da rispettare sarà sempre quello dell’interesse pubblico, che consiste nel rispettare la destinazione impressa dall’amministrazione e nel massimizzare le aperture e l’utilizzazione da parte dei cittadini in modo trasparente e con regole condivise, recepite dai piani di gestione e, ovviamente, dalle convenzioni.

Vito Leccese:

Le regole le stabiliremo nell’ambito del partenariato pubblico-privato che si andrà presto a definire.

Sabino Mangano:

L’utilizzo dei teatri Piccinni e Margherita da parte di privati sarà regolato da bandi pubblici che valuteranno la qualità e l’adeguatezza delle proposte, con priorità a progetti culturali di alto valore artistico e sociale.

Fabio Romito: 

Non è né economicamente sostenibile nè tantomeno condivisibile la gestione del Teatro Piccinni da parte del Comune o, come accade ora, dal Teatro Pubblico Pugliese (in concorrenza a volte con gli operatori privati.) La strada da perseguire è quella del bando pubblico di gestione che preveda un piano di utilizzo della struttura in favore di una molteplicità di soggetti in modo che effettivamente quello spazio possa dirsi riconsegnato alla città.

7. La delibera sulle periferie che identifica Bari Vecchia come periferia e Piazza Umberto non come periferia, potrà essere rivisitata? Potranno essere estesi i confini delle periferie in favore del Bando Le Due Bari in modo da coinvolgere tutti i teatri della città? 

Michele Laforgia:

Sì, potrà e dovrà essere rivisitata.

Vito Leccese:

La Delibera di individuazione delle aree ammissibili è stata approvata sulla base di indicatori socio-economici ISTAT che certamente andranno aggiornati annualmente per capire se e cosa includere in quelle geografie della marginalità.

Sabino Mangano:

Sì, rivedremo la delibera sulle periferie per garantire una distribuzione equa delle risorse. Valuteremo l’estensione dei confini delle periferie per includere più teatri nel Bando Le Due Bari, favorendo una maggiore inclusione culturale.

Fabio Romito: 

Come anticipato nelle risposte precedenti Le Due Bari dipenderà dalla riproposizione della misura da parte del Ministero. Anche sull’importanza delle periferie è stata data risposta nelle domande precedenti. E’ indubbio che la riqualificazione di zone centrali della Città come Piazza Moro, Piazza Umberto, Piazza Cesare Battisti oggi abbandonate al degrado e all’incuria saranno al centro dell’azione amministrativa anche con operazione culturali oltre che infrastrutturali e di ordine pubblico.

8. Le attività svolte nei luoghi di cultura comunali dati in gestione a privati saranno controllate dagli organi preposti? 

Michele Laforgia:

Sì, naturalmente.

Vito Leccese:

Per legge siamo obbligati a svolgere controlli presso le strutture pubbliche date in concessione ai privati.

Sabino Mangano:

Sì, garantiremo un controllo rigoroso delle attività nei luoghi di cultura comunali gestiti da privati, assicurando il rispetto delle normative e la qualità delle iniziative proposte.

Fabio Romito: Il rispetto delle finalità per la quale i luoghi pubblici sono stati affidati ai privati rientra tra le priorità delle mappatura dei luoghi.

9. Può essere incentivato un collegamento tra SIAE e polizia amministrativa per controllare eventuali eventi abusivi e l’aumento incontrollato delle capienze degli spazi? 

Michele Laforgia:

Sì.

Vito Leccese:

Sono competenze che non riguardano il ruolo dell’Ente Locale

Sabino Mangano:

Sì, promuoveremo una collaborazione tra SIAE e polizia amministrativa per monitorare e prevenire eventi abusivi e sovraffollamento degli spazi, garantendo la sicurezza e la legalità.

Fabio Romito: 

Rientra tra i compiti della Commissione comunale di Vigilanza il rispetto delle regole e delle autorizzazioni rilasciate. Il Comune eserciterà al meglio le sue funzioni in collaborazione con tutti gli enti interessati.

10. Sarà rispettata la destinazione d’uso dei luoghi pubblici dati in gestione a privati o, come già capitato, saranno tollerate e non controllate situazioni quali un utilizzo difforme con dj set oltre la capienza consentita all’Officina degli Esordi o alla Sala Murat? 

Michele Laforgia:

Il rispetto delle regole è uno dei cardini del nostro programma.

Vito Leccese:

Tutti i concessionari devono rispettare i disciplinari sottoscritti in sede di convenzione

Sabino Mangano:

La destinazione d’uso dei luoghi pubblici sarà rigorosamente rispettata. Non tollereremo utilizzi difformi e garantiremo controlli periodici per assicurare il rispetto delle normative.

Fabio Romito: 

Già risposto con domande precedenti.

BUROCRAZIA E GESTIONE

1.Quali procedure si adotteranno per snellire burocrazia e dialogo tra assessorati, uffici e operatori? 

Michele Laforgia:

La sburocratizzazione in ogni settore è uno dei nostri obiettivi, Sappiamo di poter contare su un personale altamente qualificato e confidiamo in una nuova classe politica che metta insieme le esperienze migliori del recente passato e la voglia di cambiamento per il futuro.

Vito Leccese:

Come spesso ripeto, i funzionari del Comune devono diventare problem solver e mettersi a disposizione di cittadini e operatori economici e sociali. Sullo spettacolo ragioneremo su uno sportello unico degli eventi per snellire le procedure municipali di concessione d’uso degli spazi pubblici

Sabino Mangano:

Introdurremo una piattaforma digitale integrata per facilitare la comunicazione tra assessorati, uffici e operatori culturali. Saranno semplificate le procedure burocratiche attraverso modulistica standardizzata e sportelli unici dedicati.

Fabio Romito: 

Saranno identificati attraverso la cabina di regia tutte le necessarie azioni per agevolare le attività e semplificare l’azione amministrativa.

2. Verrà finalmente attivato l’osservatorio sullo spettacolo? 

Michele Laforgia:

Sì. È già attivo in sede regionale, sarà esteso e coordinato con quello comunale.

Vito Leccese:

Finora non si è manifestata l’esigenza di un osservatorio comunale, essendocene uno in funzione di scala regionale che mi pare più appropriato.

Sabino Mangano:

Sì, attiveremo l’osservatorio sullo spettacolo per monitorare, analizzare e supportare le attività culturali, garantendo una pianificazione strategica basata su dati concreti.

Fabio Romito: 

Si, è uno dei punti che hanno, come già detto, purtroppo visto disapplicato il regolamento da parte dell’ amministrazione Decaro.

3. Per la gestione del teatro Piccinni e Margherita sarà definita una procedura o un bando per la gestione o per l’utilizzo (costi, date, utilizzo delle date)? 

Michele Laforgia:

Abbiamo già risposto sì.

Vito Leccese:

Entrambi i teatri saranno valorizzati attraverso il partenariato speciale pubblico-privato

Sabino Mangano:

Definiremo procedure trasparenti e bandi pubblici per la gestione e l’utilizzo dei teatri Piccinni e Margherita, con criteri chiari riguardanti costi, date e modalità di utilizzo.

Fabio Romito: 

Si, come detto in precedenza.

INIZIATIVE E PROGETTI SPECIFICI

1.Quali iniziative si prevedono per sostenere gli operatori culturali che si dedicano all’insegnamento delle arti sceniche ai giovani? Si intende stanziare fondi ad hoc per gli operatori in modo da valorizzare l’insegnamento e, al contempo, offrire opportunità lavorative agli allievi attori? 

Michele Laforgia:

La formazione è in generale un altro obiettivo prioritario del nostro programma. Un dialogo con la Regione che indirizzi risorse in questo senso, magari convogliandole in un intervento coerente che riguardi fruitori e operatori, potrebbe rappresentare un progetto innovativo che punti alla nascita di un centro di formazione permanente per le arti sceniche in Puglia.

Vito Leccese:

Come dicevo precedentemente, mi piacerebbe che nasca a Bari un’Academy del settore

Sabino Mangano:

Stanzieremo fondi dedicati per sostenere gli operatori culturali che insegnano arti sceniche ai giovani, promuovendo borse di studio e progetti di formazione. Questo permetterà di valorizzare l’insegnamento e creare opportunità lavorative per gli allievi.

Fabio Romito: 

Si, la riforma del regolamento e le convenzioni con i soggetti privati, come già detto, avranno bene a mente tali priorità.

2. Quale evento sogna di portare a Bari? 

Michele Laforgia:

Una vita culturale quotidiana che arricchisca costantemente tutta la nostra città e la renda ancora più attrattiva.

Vito Leccese:

Più che un evento, sogno per Bari il riconoscimento del Culto Nicolaiano come Patrimonio immateriale UNESCO, attraverso una candidatura internazionale e interconfessionale. Un riconoscimento che ci consentirebbe di qualificarci ulteriormente su scala internazionale e di inserire l’iconografia nicolaiana, simbolo del dialogo interconfessionale nel mondo, nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità.

Sabino Mangano:

Sogniamo di portare a Bari un festival internazionale delle arti, che includa teatro, danza, musica e arti visive, trasformando la città in un punto di riferimento culturale a livello europeo.

Fabio Romito: 

Bari merita – quale crocevia del mediterraneo – un evento originale e unico, che non sia riproposto o trasferito da altre parti del mondo. Lavoreremo per creare un grande evento del Mediterraneo.

3. Per agevolare la partecipazione di turisti e cittadini alle proposte culturali della città, sarà possibile rendere i botteghini del Piccinni e Petruzzelli disponibili alla vendita di tutta l’offerta della città? A Bari Vecchia e in stazione centrale sarà possibile prevedere e finanziare un info point con botteghino H24 per tutti i teatri pubblici e privati? 

Michele Laforgia:

Gli info point turistici devono essere aumentati e possono essere resi dei box office, naturalmente rispettando e verificando i rapporti dei teatri con i loro vendors.

Vito Leccese:

È un’ipotesi che si può studiare insieme

Sabino Mangano:

Sì, i botteghini del Piccinni e Petruzzelli saranno centralizzati per la vendita di tutta l’offerta culturale della città. Prevederemo anche info point con botteghini H24 a Bari Vecchia e alla stazione centrale per facilitare l’accesso alle informazioni e ai biglietti.

Fabio Romito: 

Oggi la partecipazione, specie da parte dei non residenti, viene favorita più dalle piattaforme online che da luoghi fisici; tecnologia, innovazione e comunicazione saranno utilizzate al meglio per favorire la partecipazione agli eventi.

4. L’amministrazione collaborerà per rendere più accessibile il Bif&st? Collaborerà per coinvolgere anche i cinema della città nel Festival del Cinema? 

Michele Laforgia:

Il Bif&st è sempre stato interamente finanziato dalla Regione. Il Comune di Bari può e deve intensificare i rapporti tra la direzione del festival e la città, compresi i suoi cinema. Ma è prioritario favorire il rifinanziamento del festival e la stabile programmazione per gli anni a venire.

Vito Leccese:

Credo che sul punto si siano fatti molti passi avanti attraverso il Fuori BIFEST. Nella prossima edizione sarà nostra cura garantire la massima accessibilità e diffusione dell’evento

Sabino Mangano:

Sì, collaboreremo per rendere il Bif&st più accessibile e coinvolgere i cinema cittadini, ampliando la portata del festival e offrendo più opportunità ai cittadini di partecipare agli eventi.

Fabio Romito: 

Il Bifest è gestito dalla Regione Puglia attraverso la Apulia Film Commission. Il Comune favorirà il dialogo con Regione e Ministero per rilanciare la manifestazione che così come è ora non ha ragion d’essere. I Cinema cittadini e di prossimità meritano tutti di essere coinvolti nel Bifest e non di essere relegati al “Fuori Bifest”. Il Bifest, che in origine coinvolgeva le sale cittadine, ha scelto di organizzare la manifestazione cinematografica esclusivamente nei teatri con conseguenti enormi costi di allestimento non giustificabili. Tale scelta è chiaramente discutibile e da me non condivisa.

5. Aiuterete il settore cinematografico incentivando una libera distribuzione dei film?

Michele Laforgia:

Il Comune non ha alcuna competenza in ordine ai rapporti commerciali tra distributori e gestori delle sale.

Vito Leccese:

Questo è un compito che compete maggiormente all’agenzia regionale Apulia film commission, più che al Comune di Bari

Sabino Mangano:

Sì, sosterremo il settore cinematografico incentivando la libera distribuzione dei film e promuovendo iniziative che facilitino l’accesso al cinema indipendente e d’autore.

Fabio Romito: 

Il tema non rientra tra le competenze del Sindaco e attiene alle competenze della Autorità garante della Concorrenza.

6. Sarà dato un indirizzo politico alla Fondazione Petruzzelli volto a formare un corpo di ballo stabile che risieda nel Teatro Petruzzelli? 

Michele Laforgia:

Un corpo di ballo stabile sarebbe un valore aggiunto per il Teatro Petruzzelli, ma se ne deve valutare la fattibilità con la Fondazione, che è beneficiaria del più basso contributo statale tra le 14 Fondazioni lirico-sinfoniche italiane e non ha grandi sponsor privati. Un grande teatro costituisce invece un volano per l’intera filiera dello spettacolo e della cultura.

Vito Leccese:

Sarebbe molto bello per la città di Bari, e ritengo lo meriterebbe. Faremo le dovute valutazioni, dialogando con la sovrintendenza.

Sabino Mangano:

Sì, daremo un indirizzo politico alla Fondazione Petruzzelli per formare un corpo di ballo stabile, valorizzando il teatro come centro di eccellenza per la danza e promuovendo la crescita artistica locale.

Fabio Romito: 

Il MIC ha previsto la creazione di due nuovi corpi di ballo tra le 12 Fondazioni lirico sinfoniche. Verrà immediatamente avviato un confronto con il MIC per valutarne concretamente la possibilità.

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