EurOrchestra da Camera di Bari: concerti per “Le Due Bari”

Il Festival Du Pastiche Musical (Barisien-Napolitain…Européen), parte del programma “Le Due Bari 2024”, unisce il centro e la periferia del capoluogo pugliese attraverso un’estate di musica, teatro, danza e arte. Domenica 7 luglio, alle ore 20.30, nella chiesa Spirito Santo (Bari Santo Spirito) si inaugura il Festival Du Pastiche Musical (Barisien-Napolitain…Européen) con il concerto “Mescolo, dunque sono: a nuova vita con un pastiche!”, diretto dal maestro Francesco Lentini. 

Il Festival vuole mettere in luce il legame musicale che unisce, sin dal 700, le città di Bari e Napoli, dove sono nati tanti musicisti della scuola napoletana, che hanno poi operato anche fuori dei confini nazionali, in vari paesi europei. Otto i concerti programmati (il 7, 14, 21, 28 luglio e poi il 4, 11, 15 e 18 agosto) in otto aree bersaglio della Città Metropolitana di Bari, con prime esecuzioni assolute di pastiches e parodie musicali nate dalla fusione di intermezzi dallo stesso titolo, o da opere frutto di collaborazioni, o di sovrapposizioni, o di giustapposizioni, realizzate dai Maestri sette-ottocenteschi di scuola pugliese-napoletana, o dai loro contemporanei, o da loro epigoni, anche europei, e riarrangiate o riassemblate in chiave moderna dalla compositrice barese Angela Montemurro, cui si deve l’opera di ricerca e riscoperta di antichi manoscritti, o di antiche edizioni, o di edizioni a stampa più moderne, che sono serviti da base per la nuova vita di queste musiche.

Il concerto di domenica 7 luglio, che fa anche da manifesto ideale del Festival, inizia nel segno di Bach, padre della Musica, con un pastiche realizzato da Gustav Mahler su musiche orchestrali bachiane. Lo spettacolo sarà preceduto da un laboratorio inclusivo alle ore 19.00, a cura dell’associazione Il Piccolo Principe. Durante la serata saranno eseguiti alcuni brani tratti dall’Opera-Pastiche “I tre Cicisbei ridicoli”, del compositore Gaetano Latilla, nato a Bari nel 1711, e zio di Piccinni, composta in collaborazione con altri musicisti dell’epoca. Il soprano Angela Cuoccio eseguirà l’aria Colà sul praticello, vicino al fonticello che si trova, in altre tonalità, anche nelle Opere “Il Gismondo”, “La finta cameriera” o il “Don Calascione”, dello stesso autore, rispettivamente del 1737, del 1738 e del 1749. Il tenore Gianni Leccese, dallo stesso pastiche “I tre Cicisbei ridicoli” , eseguirà il brano La fravoletta mi porterà, e poi, quale chicca della serata, la famosa aria Tre giorni son che Nina, attribuita nel ‘700 a Pergolesi, e trasformata dal francese Jules Danbè, in una preghiera intensa e malinconica, con la sostituzione delle parole dell’inno liturgico di San Tommaso “O Salutaris Hostia” al testo originario.

Seguirà di Niccolò Piccinni, interpretata dal Soprano Antonia Giove, l’aria Uocchie belle

sapurite in lingua napoletana arcaica, il cui manoscritto, conservato nella Biblioteca Albino di

Campobasso, porta la firma del famoso copista del ‘700 Michelangelo Cuoco.

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