Consiglio regionale. Parità di genere. FdI: questa maggioranza ha una strana idea della democrazia” .

Di seguito la dichiarazione congiunta del gruppo di Fratelli d’Italia (il capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri regionali Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro)

«La maggioranza di centrosinistra approva una legge, quella sulla parità di genere, che ha come principio base la ‘tolleranza’, ma poi si sottrae al confronto con le opposizioni! Insomma, una legge contro le discriminazioni sessuali approvata mettendo in pratica la discriminazione politica. È questa l’idea che si ha del rispetto dell’opinione altrui? Il tutto solo perché all’interno della maggioranza c’è stata la corsa ad appuntarsi una medaglietta da sfoggiare al cospetto della leader Schlein, nella speranza di acquisire qualche ‘credito’ di candidatura in vista delle prossime regionali. Tutti coloro che da questa legge si sentono ‘più tutelati’ lo sanno di essere stati praticamente dei birilli nelle mani di una politica che li ha utilizzati solo per fare ulteriore carriera??? Perché domani i titoloni dei tg e dei giornali possano arrivare rimbombanti nelle segreterie romane e far passare la Regione Puglia come quella che spinge l’acceleratore sulle politiche di sinistra e quindi è capofila di nuovi diritti, tranne uno: dare la parola alle minoranze.

“E sia ben chiaro che come Fratelli d’Italia avevamo presentato oltre 300 emendamenti solo perché la Pdl non è mai stata discussa in Commissione, al contrario di quello che accade per le altre proposte di legge. In modo arrogante e privo di ogni confronto democratico si è voluto dar vita a un braccio di ferro e portare il testo direttamente in Consiglio regionale. Se avessimo utilizzato noi simili comportamenti sappiamo già come ci avrebbero etichettati… lo fanno loro e festeggiano in aula con tanto di applausi e bandiere arcobaleno. Contenti loro.

“Peccato per quei pugliesi che invece attendevano l’approvazione di debiti fuori bilancio che erano stati emendati con provvedimenti che risolvevano vertenze, sburocratizzavano il turismo e prorogavano le graduatorie degli idonei del concorso regionale… per loro nessun escamotage, per loro in aula c’eravamo noi a garantire il numero legale e il voto favorevole. Non è bastato e siamo rammaricati.

“Evidentemente la maggioranza è in grado di ricompattarsi solo quando bisogna zittire le minoranze e approvare leggi spot»

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