Il sud comincia a parlare di secessione

Il due di luglio scorso a Napoli come già annunziato da queste colonne si sono riunite molte associazioni meridionaliste per discutere della autonomia amministrativa voluta dal governo su istanza delle regioni del nord.

 La cosa sembra -secondo alcune voci- che riscuota la simpatia dei Presidenti delle regioni Puglia a Campania che -sempre secondo queste incontrollate voci- utilizzeranno questa manifestazione e altre simili successive per spillare soldi o vantaggi personali a Ministeri romani. Si sa, la verità non ce la dicono mai prima; ce ne accorgeremo nei prossimi giorni e mesi per confermare se a pensare male anche questa volta si è indovinato; per il momento va registrato che a prescindere dai desideri del nord di separarsi, anche il sud non trova più giusto stare in un bilancio nazionale che prende soldi ad ogni piè sospinto ma non dà nulla. Te ne accorgi nella sicurezza scarsa se non assente; nella magistratura che, quando si muove, è lenta e contraddittoria; te ne accorgi ai pronto soccorso, nei risparmi di una vita volatilizzati se hai comperato le azioni di una banca locale; nelle scuole, in tutti i servizi che costano uguale in ogni parte d’Italia ma qui non ce ne sono mentre al nord -dove ci sono- non funzionano a dovere.…

Così la voglia di secessione che serpeggia e cresce da tempo nelle conversazioni in ogni parte del sud potrebbe essere utilizzata dai presidenti delle maggiori regioni meridionali (pur essendo corresponsabili della odierna situazione di profonda disaffezione verso la politica e le Istituzioni) per rafforzare la propria posizione verso Roma e Bruxelles; la minaccia separatista potrà essere utilizzata in funzione anti separazione e per addomesticare o addolcire le conseguenze dell’autonomia differenziata…gabbando così una ulteriore volta le popolazioni meridionali.

 Al contrario la voglia di secessione che affiora ingenuamente nelle popolazioni meridionali significa tornare ad essere artefice del proprio destino per decidere da sud il futuro del sud, per il bene del sud; e per sud si intendono i cittadini del sud e non certo i loro politicanti indegnamente insediati nelle Istituzioni locali. E per fare ciò si deve passare per la riappropriazione di quello che è nostro e che altri stanno sfruttando come l’energia, il risparmio, le risorse umane. Ovviamente per fare tutto ciò è necessario essere liberi dagli emissari dei partiti nazionali o europei.

 Certo, al momento questa secessione del sud non è nulla di più che una chimera se non una utopia. Ma la situazione anche geopolitica ci ha riservato negli ultimi anni notizie imprevedibili e non può essere escluso che il futuro non porti a cose ancora più impensabili. Il primo esempio che ci viene in mente è quello di un Presidente degli Stati Uniti (non dell’ultimo paese africano o asiatico, ma degli Stati Uniti) che dovrebbe essere in grado in frazioni di secondi di prendere decisioni gravissime che si presenta in televisione in quella maniera come se i telespettatori fossero acefali e quindi incapaci di accorgersi della sua situazione psico fisica; questo significa che altri, occultamente e senza rispondere alla popolazione, stanno governando gli Stati Uniti (e il mondo) senza che l’elettore o anche solo i tecnici o i giornalisti siano messi in condizioni di sapere chi è!! E non solo gli Stati uniti stanno in queste condizioni. Da questa situazione può nascere qualunque cosa e, tra esse, la più probabile è una catastrofe mondiale che porti con se negli abissi del dimenticatoio le maggiori concentrazione di potere finanziario ed economico.

 È un po’ come se fossimo su di un aereo dove a guidare vi sia uno che non sa come si fa!

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