Torna la rassegna Regina di Puglia dedicata all’uva da tavola

Si svolgerà da domenica 21 a mercoledì 24 luglio la seconda edizione di Regina di Puglia, il format voluto dal Comune di Noicattaro (Bari) per la valorizzazione, in Italia e all’estero, dell’uva da tavola pugliese e del suo territorio, progetto che ha interessato, già a conclusione dell’evento di un anno fa, altri sei Comuni della Puglia (Adelfia, Casamassima, Castellaneta, Polignano a Mare, Mola di Bari, Rutigliano) che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la costituzione della rete “Terre dell’Uva”.

    La nuova edizione è stata presentata questa mattina alla Camera di Commercio di Bari che ha patrocinato l’iniziativa.

    Sarà dunque replicata la quattro giorni di intense relazioni tra produttori pugliesi e buyer, italiani e stranieri.

Nel 2023 Noicattaro ha accolto buyer provenienti da Europa (Francia, Germania, Italia, Lituania, Polonia, Svizzera) e mondo arabo, oltre ad una delegazione cinese, a giornalisti, anche stranieri, e blogger.

    Ma l’evento ha avuto anche altre declinazioni: visite alle aziende di produzione, esperienze in campo durante la raccolta.

    E poi uno spettacolo nel più piccolo teatro del mondo, una serata dedicata alla lirica, una suggestiva cena sotto il vigneto accompagnata da jazz e musica d’autore dal vivo, oltre a degustazioni della più tipica cucina pugliese. 

Infine un convegno con il coinvolgimento di tecnici e politici, oltre ad un panel test di valutazione delle nuove varietà di uva da tavola.

«L’obiettivo principale di Regina di Puglia – ha spiegato l’assessore all’Ambiente e Agricoltura Vito Fraschini è valorizzare il territorio attraverso un prodotto eccellente, in rete con tutti i territori produttori e attraverso canoni innovativi».

«Abbiamo voluto sostenere questo progetto – ha dichiarato la presidente della Camera di Commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie – per più motivi che riteniamo strategici per il nostro ente: l’azione di rete fra comuni, la promozione di un prodotto di punta, la capacità che ha l’uva da tavola di rappresentarci nella nostra tradizione di comunità». (ansa)

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