Letto per voi: Il giudice e il bambino

L’autore, Dario Levantino, nato a Palermo nel 1986, insegna italiano in un liceo a Monza, scrive libri per ragazzi sulla mafia come “Il cane di Falcone“  vincitore del premio Siani 2024. Torna in libreria con un romanzo emozionante che ripercorre le vicende di Paolo Borsellino e del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla mafia a soli quindici anni dopo due di prigionia durissima e insensata. 

Il giudice e il bambino racconta, in modo “favolistico”, di Paolo Borsellino che giunto in paradiso viene assegnato all’ufficio delle “anime irrisolte” cioè quelle persone che arrivano in paradiso con qualcosa di insoluto sulla terra; è qui che il compito del giudice inizia. Lui deve aiutare a risolvere le cose che le anime in vita non hanno risolto. Un giorno gli si presenta un caso che tutti avevano rifiutato: il caso di Giuseppe Di Matteo, vittima di Cosa nostra. Se Paolo avesse accettato il caso, Dio gli avrebbe dato la buona uscita subito senza aspettare quarant’anni. Paolo accetta subito. Il caso irrisolto del bambino era il suo cavallo Mottino.

Ce la farà Paolo a risolvere questo caso? Durante il loro viaggio Paolo spiegherà a Giuseppe la sua lotta contro la mafia.

La mafia è uno dei principali pericoli nel mondo che silenziosamente si sta sviluppando. La mafia è un fenomeno criminale comprende: violenza, omertà, traffici illeciti di armi, droghe, esseri umani… La mafia, ogni anno, provoca molte morti di persone coinvolte, pentiti ma anche di innocenti. La mafia è un pericolo per la convivenza civile.

Questo libro mi è piaciuto molto perché spiega in modo semplice che cos’è la mafia e cosa significa la lotta contro di  essa.

Un libro toccante e bello che ci racconta la storia di un bambino innocente ucciso per punire il padre che era un “pentito”.

Florenza Brattelli, classe V A Scuola Primaria, 

IC “Mazzini-Modugno”  Bari