Il progetto della Scuola di Jazz del Conservatorio “Piccinni” per il centenario del grande sassofonista.
E’ dedicato al centenario di John Coltrane il progetto che la Scuola di Musica Jazz del Conservatorio “Piccinni”, con il coordinamento di Fabrizio Savino, presenterà in concerto venerdì 2 ottobre alle 20 all’Auditorium “Nino Rota” (ingresso libero sino a esaurimento dei posti disponibili).
Com’è noto, questo 2026 vede il mondo del jazz celebrare i centenari di due dei personaggi che, a partire dagli Anni ’50, ne hanno significativamente determinato le sorti, Miles Davis e, appunto, John Coltrane, due artisti le cui strade si sono brevemente incrociate e che, ognuno a modo suo, hanno contribuito a eliminare barriere, ampliare orizzonti, indicare direzioni tutt’oggi gravide di suggestioni per i musicisti più aperti mentalmente. Nel caso di Coltrane poi, si può dire che sia stato fra i primi, insieme con il texano Ornette Coleman, a incamminarsi in “quella terra di nessuno” di una ricerca totale che, se da un lato sembrava volersi orientare verso le origini della materia sonora, come in un ideale Big Bang musicale, dall’altra ha saputo coniugare in maniera decisamente seducente le ragioni “materiche” della sperimentazione, con quelle metafisiche della ricerca spirituale.
Il concerto del prossimo 2 ottobre, intitolato “John Coltrane – L’eredità di un suono infinito”, vedrà in scena una line-up formata dai docenti Roberto Ottaviano ai sax, Giovanna Montecalvo alla voce, Fabrizio Savino alla chitarra, Flavio Davanzo alla tromba, Cettina Donato, Livio Minafra, Nico Marziliano, Vito Di Modugno ai pianoforti, Maurizio Quintavalle al contrabbasso, Giuseppe Berlen alla batteria e Vito Andrea Morra alla chitarra e al trombone. A loro si aggiungeranno gli studenti Giorgio Stellacci, Davide Solfrizzi, Emanuele Lettera, Fabio Delle Foglie, Francesco Grandolfo, Francesco Melchiorre, Giorgio De Palma, Giovanni Facecchia, Luigi Spagnoletti, Raffaele Falagario e Pasquale Ceglie.
Il programma allestito si concentrerà su un ideale percorso discografico del Coltrane meno estremo, avvalendosi degli arrangiamenti di Savino, Morra, Donato, Marziliano, Minafra e Davanzo. Si ascolteranno quindi “Mr Pc”, un minor blues dedicato al contrabbassista Paul Chambers che venne inciso per la prima volta nell’album “Giant Steps” del 1960, dal quale provengono anche il brano del titolo, un tema vertiginoso le cui progressioni di accordi vengono tutt’oggi ricordate come “Coltrane Changes” e “Naima”, la ballad forse più famosa a firma del sassofonista e dedicata alla sua moglie dell’epoca, Juanita Naima Grubbs.
“I Want To Talk About You” risale invece al 1958 ed è tratto dall’album “Soultrane”, edito dalla Prestige; sempre del 1958, ma dall’album Blue Note “Blue Train”, venne registrato “Moment’s Notice”, un brano a firma di John Coltrane nel quale il solido legame con la tradizione dell’hard bop si coniuga con una ricerca armonica complessa; “Africa” proviene dall’omonimo album del 1961 che segnò anche il passaggio di Coltrane all’etichetta Impulse!. Il dolente “Alabama” del 1963 è una testimonianza dell’impegno politico di Coltrane: inciso per la prima volta nel 1963 nell’album “Live at Birdland”, questo brano fu ispirato da un attentato dinamitardo dei razzisti del Ku Klux Klan ai danni di una chiesa nera di Birmingham, nel corso del quale morirono quattro bambine. “Pursuance” è il terzo movimento della suite “A Love Supreme”, incisa nel dicembre del 1964 su quello che tutt’oggi viene considerato uno dei dischi più importanti della storia del jazz. Infine, sempre al 1964 risale anche l’album “Crescent” dal quale è tratto “Lonnie’s Lament”, una ballad ormai entrata regolarmente nel repertorio di molti sassofonisti.
Antonio Pisani
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