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Policlinico, niente più ambulanze in coda. Presto altri 45 posti letto per covid

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Dopo il caos registrato nei giorni scorsi per la fila di ambulanze con sospetti malati covid a bordo (in un caso solo due, in un altro quattro, ndr) la situazione al Policlinico di Bari sembra, ora, sotto controllo. E’ stato infatti individuato il problema e si è risolto, spiegano a Bariseranews dall’Azienda ospedaliera Universitaria di piazza Giulio Cesare.

Per verificare abbiamo effettuato un sopralluogo nella mattinata di oggi non riscontrando problemi, né tanto meno file. Anzi, nell’intero Policlinico era tutto piuttosto tranquillo, pochissime auto in giro, a tratti irriconoscibile per chi conosce bene ilcaos quotidiano. Il bus navetta ha potuto circolare senza intoppo alcuno, e davanti al Pronto soccorso c’era una sola ambulanza del 118 in servizio, tutte le altre, quelle dell’ospedale erano parcheggiate in attesa di essere utilizzate per trasporti interni di malati, per trasferimenti da un reparto ad un altro. Tante le guardie giurate di servizio che, dislocate in punti strategici riescono non solo a svolgere il loro lavoro di sorveglianza e di smistamento, ma pure a fornire indicazioni a utenti “persi” tra le varie strade praticamente deserte.

La calma, ci hanno spiegato dall’Azienda ospedaliera, è dovuta non solo alla questione covid ma soprattutto alla giornata di sabato per la chiusura degli ambulatori (funzionanti dal lunedì al venerdì). Tra l’altro, in questo momento, l’ambulatorio più “preso d’assalto” è quello per i tamponi che si trova a destra dell’entrata pedonale di piazza Giulio Cesare, sotto le stanze della Centrale Territoriale del 118 (entrata da viale Ennio) e dove sono presenti i “segnali” blu sull’asfalto per garantire a chi è in fila il distanziamento di sicurezza.

Quanto verificatosi nei giorni scorsi con le ambulanze in coda con i casi di sospetti covid non dovrebbe più accadere o per lo meno è sotto monitoraggio della Direzione generale che ha grande attenzione verso il Pronto soccorso, personale e pazienti compresi. Per capire cosa è accaduto dobbiamo tener presente che il Policlinico, con il più grande Pronto soccorso dell’intera Città Metropolitana, sino a qualche giorno fa era l’unico a poter ricevere malati covid accertati e pazienti “sospetti” dal tutto il territorio di Bari, in quanto il numero dei ricoverati sino ad ora non aveva raggiungo numeri tali da costringere all’apertura di altri ospedali per pazienti covid. Dopo le “code”’ di ambulanze invece si è deciso di aprire ai ricoveri di pazienti covid pure il “Miulli” di Acquaviva delle Fonti e il “Della Murgia” di Altamura.

E’ quindi accaduto, come in realtà succede ancora adesso, che i pazienti accertati covid o i sospetti che giungono al Pronto soccorso del Policlinico vengano dapprima ospitati nelle stanze singole della cosiddetta “area grigia” in attesa di trovare un posto letto per il ricovero e i ‘sospetti’ di conoscere il risultato del tampone antigenico ‘rapido’ (attesa di circa 20-30 minuti). Ed è proprio la difficoltà di reperire posti letto, per una impennata di ricoveri per gli ‘accertati’, che, nei giorni scorsi, il sistema si è rallentato sino a costringere tanti pazienti ‘sospetti’ a dove attendere a bordo delle ambulanze in coda. Un problema, quest’ultimo, al momento risolto, assicurano dall’Azienda ospedaliera con l’apertura ai ricoveri covid in altri due ospedali. E che non dovrebbe ripetersi almeno non nel breve termine visto che, nel Policlinico, si stanno disponendo altri 45 posti letto per raggiunge il totale di circa 200 posti, di cui 35 in terapia intensiva. Al momento infatti i posti letto nel Policlinico sono stati così dislocati: 130 nella Medicina Covid padiglione Sant’Agostino, ai quali dalla prossima settimana si aggiungeranno altri 50 circa nel padiglione Balestrazzi di Chirurgia generale oltre ai 35 della terapia intensiva, divisi tra la Rianimazione del padiglione Brienza e il piano terra dell’Asclepios. Quest’ultimo, contrariamente a quanto accaduto nella prima fase di pandemia, è tornato alla sua originaria destinazione, quella della Chirurgia. Tant’è che seppur la Regione ha stabilito che gli interventi chirurgici programmati sono sospesi, qui si effettuano tutti gli interventi di urgenza oltre che per tumori e neurochirurgia. Ed è l’unico al momento attivo, in tutta la Puglia e a disposizione dell’intero territorio pugliese, per gli interventi chirurgici.

Al Pronto soccorso del Policlinico, per ridurre le code e la mole di lavoro di medici e infermieri, possono essere accettati solo pazienti covid, sospetti o in codice rosso. Chi deve ricorrere a urgenti cure mediche per una caduta accidentale e sospetta frattura o un taglio o altro deve invece recarsi o all’ospedale Di Venere o al San Paolo.

In tale tipo di organizzazione non manca quella che riguarda la sanificazione prima di tutto delle ambulanze che hanno trasportato malati covid accertati o “sospetti”. Essendo ambulanze del 118 è la Centrale territoriale ad aver disposto due posti fissi, per tali operazioni, negli ospedali Di Venere e al San Paolo (come ci riferisce un operatore del 118). Per cui le ambulanze del 118 che giungono al Policlinico e terminato l’intervento di soccorso devono poi, prima di tornare in servizio, essere sanificate altrove e ciò comporta circa 20 minuti di operazioni di sanificazione e altri 20 di arieggiamento. Un’operazione che non risparmia neppure le ambulanze del Policlinico, diverse da quelle del 118, utilizzate per i trasferimenti da un reparto all’altro e che vengono sanificate da Oss dedicati all’interno dell’area Policlinico dove restano sempre.

Parallelamente alla sanificazione delle ambulanze c’è quella delle postazioni nella sala di attesa “grigia”, operazioni che anche qui richiedono circa 40 minuti prima di tornare ad essere fruibili per un altro malato. Ecco che può, purtroppo, accadere che i tempi, soprattutto per i parenti costretti ad attendere notizie al di fuori del Pronto soccorso si possano prolungare di diverse ore.

Insomma, sembra davvero tutto ben organizzato. E che l’attenzione sia alta lo si avverte sin dalle entrate accessibili: quella pedonale, da piazza Giulio Cesare, dove a tutti (nessuno escluso) viene misurata la temperatura con una telecamera ad alta tecnologia, mentre per quella destinata ai veicoli per le urgenze o al personale ospedaliero, da viale Ennio, la temperatura viene rilevata con il termometro scanner.

L’attenzione ad evitare il più possibile contagi c’è negli ambienti dedicati alla salute, bisogna però che anche i cittadini ci mettano un po’ più di impegno, sempre, ogni giorno, ogni momento. Facciamolo tutti.

Anna Caiati

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