Bariseranews.it – Oltre la notizia

EMPORIOAMATO_ECOMMERCE_MANCHETTE
zona franca
migorusperfast
PUGLIASERA
LUNGAVITA
logo Turbo Service_bianco 1024-01
BIRRA GARRABB _ nat bionda
fiera
Benn
Benn
Migro
taralloro
gran bontà
Alco
Premio Agorà – TOTEM_85x200_prova2-03
banner-pelati-migro-largo
banner-barisera-3
banner-SAN-NICHOLAUS-vini
banner-SAN-NICHOLAUS-e1599142133882
Banner_qui_conviene

Bari-Bitritto, trent’anni di una linea ferroviaria ancora incompiuta

2.119 Visite

Nell’Italia degli sprechi ma soprattutto delle opere incompiute, anche Bari – nel suo piccolo – vanta un caso di cui andare davvero poco fieri. Una questione spinosa e che tra vari tiri e molla ha quasi raggiunto i 35 anni di storia: è quella riguardante la realizzazione della ferrovia Bari-Bitritto, ideata e progettata allo scopo di unire il centro del capoluogo pugliese coi quartieri periferici Ceglie, Carbonara e Loseto, ma soprattutto con Bitritto, destinazione finale della tratta ed uno di quei comuni rientrati in una notevole sfera di influenza. Storie di lavori prima iniziati, poi interrotti e di almeno un paio di riaperture cui ancora non ha fatto seguito un’inaugurazione vera e propria. Un binario morto dove i veri treni non sono ancora arrivati.

LE ORIGINI. In principio, la Bari-Bitritto avrebbe dovuto essere una delle tante opere legate all’organizzazione dei campionati di calcio del 1990: era prevista perfino una fermata per lo stadio ‘San Nicola’, al giorno d’oggi raggiungibile soltanto in auto o con la linea 20 dell’Amtab, che tuttavia dispone di poche corse (si parte da piazza Moro, ndr). Il progetto nacque nel 1986 e venne presentato dalle Ferrovie Calabro-Lucane (adesso FAL) nel 1990. La linea progettata avrebbe dovuto avere una lunghezza compresa tra i 9 ed i 12 km, con possibilità di realizzare un nuovo snodo ferroviario sulla Bari-Matera, per poi creare un distaccamento all’altezza del Policlinico che avrebbe dirottato i treni verso Carbonara, Bitritto e Loseto. Varie sarebbero state le fermate intermedie, con corse di treni ogni 10 minuti. E la lunga serie dei lavori, iniziata nel 1988, conobbe la sua prima interruzione nel 1998: sarà solo l’inizio di una grande odissea. Troppe le varianti in corso d’opera, diversi i contenziosi tra le varie ditte appaltatrici per poi arrivare ad una definitiva interruzione dei lavori nel 2002.

LA RIPRESA…A SCATTI. Una mazzata, indubbiamente. Ne seguirono altre negli anni avvenire: il termine non è affatto esagerato se consideriamo le limitate possibilità di collegamento col capoluogo. Anche allo stato attuale, infatti, un residente di Loseto, Bitritto o Carbonara intenzionato a recarsi a Bari può farlo esclusivamente in due modi: in auto – sorbendosi tutto il traffico possibile, specialmente nelle ore di punta – oppure prendendo le linee Sita (a Bitritto, destinazioni finali Santeramo e Cassano delle Murge) e Amtab (11/, 11 a Loseto e S.Rita, o 4 se si è di Carbonara). Quest’ultimo scenario potrebbe anche essere visto favorevolmente, se non fosse per le tempistiche: a volte per raggiungere piazza Moro potrebbero servire anche dai 30 ai 45 minuti in caso di traffico. Con la tratta ferroviaria i tempi di percorrenza si ridurrebbero a soli 15 minuti. E quando tutto sembra andato perso, ecco che le cose cambiano: nel 2006 le FAL bandiscono una nuova gara di progettazione e nel 2013 vengono riaperti i cantieri. Con oltre 33 milioni di euro (finanziati dal PON FESR 2007) si riparte e vengono ultimate le costruzioni di ferrovie e soprattutto stazioni, in particolar modo nelle zone di Bitritto e Loseto, con la posa del binario poi avvenuta nel 2015. E quando tutto sembra ormai pronto e completato…ecco che sorgono altri inghippi. Nel 2017 l’infrastruttura è praticamente completa, ma nulla si può inaugurare per via di una serie di passaggi da perfezionare tra RFI, FAL, Regione Puglia, Ministero dei Trasporti e Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (ANSFISA). Ancora attese, ancora proteste. L’attesa continua…

SVOLTA VICINA? NI. L’attesa continua, fino al colpo di scena. Il 2 agosto scorso l’attivazione della linea ferroviaria pareva finalmente ad un passo: grazie al decreto Milleproroghe varato dal governo Conte (non prima senza una parziale rivisitazione dello stesso, che ancora non aveva incluso nell’elenco la Bari-Bitritto), l’allora assessore regionale ai trasporti Giannini annuncia l’intesa del trasferimento delle competenze a RFI (Reti Ferroviarie Italiane), poiché gestore a livello nazionale. Una linea, si legge nello stesso comunicato “lunga 9,162 km, elettrificata e a scartamento ordinario, con tre stazioni a Bitritto, Loseto e Carbonara, attrezzate con aree di parcheggio dotate di bigliettazione park & train. Si stima che la sua messa in esercizio possa soddisfare un bacino di utenza di circa 150.000 viaggiatori. Una volta formalizzata l’intesa da parte della Regione Puglia, il MIT provvederà ad adottare gli atti necessari per trasferire concretamente la linea ferroviaria nel patrimonio di RFI. Successivamente si dovrà attendere l’autorizzazione alla messa in esercizio da parte di ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali), atto necessario alla Regione per procedere all’affidamento del servizio”. Ma quali reali passi in avanti sono stati fatti da allora, al netto soprattutto di altre problematiche stringenti come quelle legate al Coronavirus? Il portavoce dell’Esecutivo Progetto Loseto spiega: “Da li nulla è stato fatto di concreto. La RFI dovrebbe fare una constatazione dello stato in cui la linea si trova. Bisognerebbe capire cosa serva per rendere tutto ulteriormente conforme, senza dimenticare imprese, come quella dei Matarrese, che si sono fatte carico dell’opera negli anni passati. E poi i servizi di vigilanza per sorvegliare la struttura stessa sono da tutelare. E bisogna capire se in fase di collaudo possano essere avanzate delle riserve. Non è stata fatta neppure alcuna consegna anticipata. Gli abitanti del quartiere ora come ora continuano ad essere penalizzati, a non avere prospettive. Non ci resta altro che continuare a pressare costantemente l’amministrazione. Anche di questi tempi, per portare i figli a scuola o per recarsi al lavoro, un trasporto più rapido ed efficiente sarebbe ideale. La burocrazia non si muove, anche se perlomeno ora ci sono noti gli interlocutori cui rivolgerci”. Quindi è il tempo delle domande: “RFI e FAL hanno fatto il passaggio diretto di opera e proprietà per fare il collaudo? Cosa si farà in termini di affidamento dei trasporti? Quale soggetto eserciterà il trasporto sulla linea di RFI ed eventualmente servirà un bando?”. Interrogativi ancora tutti da risolvere…

banner-MSF-A
banner_barisera_aranea
banner-mode-c

Promo