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Nel quartiere umbertino si resta in giro dopo le 22: fischi ed urla alle forze dell’ordine

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La zona umbertina, da qualche tempo uno dei massimi centri della movida a Bari, torna ad essere prepotentemente un caso. Ed oggetto, naturalmente, di varie contestazioni da parte dei suoi residenti. Anche perché, a peggiorare la situazione, si è messo anche il Coronavirus.

DISORDINI. Ieri, anche dopo le ore 22 – orario di coprifuoco previsto dal DPCM – molta gente era ancora in giro, assembrandosi e bevendo come se niente fosse. Senza dimenticare i soliti rumori ed il solito baccano che tendono ad animare questa zona. E, ciò che è più eclatante, neppure il successivo intervento delle forze dell’ordine, per riportare i ragazzi a casa, ha sortito gli effetti sperati: l’accoglienza è stata piena di fischi ed insulti. “Scene di ordinaria follia” definiscono il tutto alcuni residenti della zona, soprattutto per quanto riguarda la violazione di norme anti-covid. Anche perché, per qualcuno, tenere alzata la mascherina sembra davvero un optional.

PROTESTE. C’è, inoltre, chi se la prende con hi ha permesso la concentrazione di tanti locali in quella sottile zona al confine tra Murat e Madonnella. “Possibile – commenta un utente sul gruppo Comitato Salvaguardia Zona Umbertina – che ancora non si comprenda che il problema nell’Umbertino è STRUTTURALE? Aver consentito l’insediamento di oltre 60 locali di ristorazione (la maggior parte concentrata in 3/4 isolati) in un ambito cosi ristretto ha creato una situazione ingestibile ed un danno per tutti. Purtroppo gli errori si pagano sempre. Ora per porvi rimedio si favoriscano le delocalizzazioni, anche con incentivi, e si proceda con una pianificazione territoriale degli insediamenti. Gli strumenti ci sono”.

In generale, in tanti chiedono controlli più restrittivi nella zona. Ma il problema è un altro: il Coronavirus non colpisce in base agli orari, ma in base agli assembramenti. E talvolta è il buonsenso della gente che dovrebbe prevalere anche se, ieri sera, è stata riportata una brutta sconfitta.

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