Il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, il barese Rossano Sasso, ha mantenuto la promessa. E’ arrivato davanti alla scuola “Carlo Del Prete”. Ad accoglierlo c’erano il vicepresidente del Consiglio della Città metropolitana di Bari, Fabio Romito (Lega), i consiglieri Matteo Colapietro (Lega) e Virna Ambruosi (F.I.) – gli unici consiglieri della Città Metropolitana ad opporsi alla votazione consiliare di maggio per la chiusura della scuola e il trasferimento degli uffici comunali – tanti giornalisti e nessuno tra genitori, docenti, residenti che hanno costituito il “Comitato genitori scuola Del Prete”. Il messaggio di questi ultimi è chiaro: vogliono fatti e non promesse ed in particolare non vogliono passerelle politiche, anche se le due più attive “battagliere”, l’ex docente Tonia a e Terry Marinuzzi dell’asp “La Scuola che vogliamo – Scuole diffuse in PUglia”, avevano annunciato di non poter essere presenti per impegni già presi in precedenza.
L’onorevole Sasso ha subito aperto il discorso ricordando di “essere tornato nel suo quartiere di nascita. Sono nato – ha detto – a duecento metri da qui, in via Zanardelli. Alla “Del Prete” è venuto mio fratello e ho altri parenti così come tanti amici che hanno frequentato questa scuola. Io ho invece studiato alla “Cirillo”” per cui conosce il quartiere, la scuola e la realtà sociale locale.
E’ inspiegabile a tutti, così come al sottosegretario barese che lo ha messo in evidenza, perché questa decisione di chiudere la scuola per ospitare gli Uffici del Municipio II sia avvenuta in piena emergenza sanitaria con la nota situazione di classi “pollaio” e istituti sovraffollati, dopo un anno di scuola in dad e con il “sindaco Decaro che ha lavorato per trovare spazi alternativi ad ospitare classi” e poter garantire lezioni in presenza nonostante la pandemia, anche se alla fine l’impresa non è riuscita.
“Sono stati stanziati centinaia di milioni di euro – ha aggiunto Sasso – per la messa in sicurezza delle scuole per effettuare lavori vari, tra cui impianti di ventilazione. Nel momento in cui ci sono richieste continue per spazi e di non sdoppiare le classi, voglio sapere i motivi di questa decisione Voglio capire da padre e da politico il perché. Mi sembra assurdo rinunciare, in questo momento, ad ambienti dedicati all’istruzione per fare posto agli Uffici del Comune. Questa è proprietà comunale, è vero. Ed è il sindaco che decide ma voglio capirne di più”.
Rossano Sasso ha poi colto l’occasione per ribadire che la Lega vuole la scuola in presenza e che vuole accompagnare e promuovere la campagna vaccinale anti-covid ma che, come l’intero partito di Matteo Salvini, non condivide l’obbligatorietà. Ha quindi concluso l’intervento affermando che sentirà immediatamente il primo cittadino di Bari e l’assessore comunale all’Istruzione, Paola Romano.
Anna Caiati
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