«La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Il caffè spirituale di mons. Savino

CAFFÈ SPIRITUALE
GIOVEDÌ, 05 AGOSTO 2021
DEDICAZIONE DELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE
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«O Dio, vieni a salvarmi,
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
Signore, non tardare.» (Sal 69,2.6)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo
(Mt 16,13-23),
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.
E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

MEDITAZIONE
Catechismo della Chiesa cattolica
§ 1440-1443

“Tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”

Il peccato è anzitutto offesa a Dio, rottura della comunione con lui. Nello stesso tempo esso attenta alla comunione con la Chiesa. Per questo motivo la conversione arreca nello stesso tempo il perdono di Dio e la riconciliazione con la Chiesa, ciò che il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione esprime e realizza liturgicamente.
Dio solo perdona i peccati (Mc 2,7). Poiché Gesù è il Figlio di Dio, egli dice di se stesso: “Il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati” (Mc 2,10) ed esercita questo potere divino: “Ti sono rimessi i tuoi peccati!” (Mc 2,5; Lc 7,48). Ancor di più: in virtù della sua autorità divina dona tale potere agli uomini (Gv 20,21-23) affinché lo esercitino nel suo nome.
Cristo ha voluto che la sua Chiesa sia tutta intera, nella sua preghiera, nella sua vita e nelle sue attività, il segno e lo strumento del perdono e della riconciliazione che egli ci ha acquistato a prezzo del suo sangue. Ha tuttavia affidato l’esercizio del potere di assolvere i peccati al ministero apostolico. A questo è affidato il “ministero della riconciliazione” (2Cor 5,18). L’apostolo è inviato “nel nome di Cristo”, ed è Dio stesso che, per mezzo di lui, esorta e supplica: “Lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20).
Durante la sua vita pubblica, Gesù non ha soltanto perdonato i peccati; ha pure manifestato l’effetto di questo perdono: ha reintegrato i peccatori perdonati nella comunità del Popolo di Dio, dalla quale il peccato li aveva allontanati o persino esclusi. Un segno chiaro di ciò è il fatto che Gesù ammette i peccatori alla sua tavola; più ancora, egli stesso siede alla loro mensa (Mc 2,16), gesto che esprime in modo sconvolgente il perdono di Dio (cfr Lc 15) e, nello stesso tempo, il ritorno in seno al Popolo di Dio (Lc 19,9)

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
Perdona, o Padre, le colpe dei tuoi figli,
e poiché non possiamo salvarci con le nostre opere,
interceda per noi…

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