Un recovery fund per l’agricoltura pugliese?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), finanziato dai fondi del Recovery Fund, rappresenta un’opportunità unica per l’Italia di rilanciare il proprio settore agricolo, rendendolo più sostenibile, innovativo e competitivo a livello internazionale. Le risorse stanziate aprono la strada a una profonda trasformazione del sistema agroalimentare, con l’obiettivo di conciliare crescita economica e tutela dell’ambiente. A notarne i potenziali sono gli stessi agricoltori.

«Un recovery fund agricolo, uno sforzo straordinario dell’Europa per sostenere un comparto fondamentale da tutti i punti di vista, poiché dall’agricoltura dipendono assetti strategici decisivi per contrastare i cambiamenti climatici, intervenire sulla questione idrica, velocizzare la transizione ecologica, completare il processo che dovrà portarci all’indipendenza energetica e all’autosufficienza alimentare» –  a dirlo è il presidente Cia Puglia e vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani.

Stando a quanto è possibile appurare consultando i dati forniti dal censimento, in Puglia è diminuita del 1,8% la Sat (Superficie agricola totale), un decremento meno rilevante della media nazionale che si attesta a -3,6%, mentre la Sau pugliese (Superficie agricola utilizzata) registra una decrescita di appena lo 0,2%, quando la media nazionale è del -2,5%..  Il sostegno alle filiere corte e alla commercializzazione diretta può favorire lo sviluppo di nuovi modelli di business, più sostenibili e remunerativi per gli agricoltori. Inoltre, gli investimenti nel settore agricolo possono contribuire a creare nuovi posti di lavoro, soprattutto nelle aree rurali. Decisiva risulterà quindi la risposta che la politica – nazionale e territoriale – vorrà dare a queste importanti realtà agricole.

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