In Puglia gli antichi mestieri tornano grazie ad un progetto di recupero

Sette progetti innovativi, selezionati da Enel Cuore e Fondazione Con il Sud, daranno nuova vita ai borghi del Mezzogiorno. Grazie a un investimento di 1,5 milioni di euro, verranno recuperati antichi mestieri e tradizioni, offrendo nuove opportunità a persone in difficoltà e promuovendo l’inclusione sociale. Le iniziative, che coinvolgeranno oltre 1.400 comuni del Sud, si concentreranno su settori chiave come il turismo, l’artigianato e l’agroalimentare, valorizzando le eccellenze locali e contribuendo allo sviluppo economico delle aree interne.

«Lanciando il bando “Nel Cuore del Sud” abbiamo voluto supportare le realtà che rendono il nostro meridione un’eccellenza per il Paese e oggi ne celebriamo i risultati con soddisfazione» – ha dichiarato Michele Crisostomo, Presidente di Enel e di Enel Cuore Onlus. «I progetti selezionati rappresentano il meglio della nostra tradizione e fondono perfettamente i valori dell’inclusione e dell’innovazione, essenziali per rilanciare il Sud Italia e l’intero Paese. Il momento storico che stiamo vivendo richiede piu’ che mai unità di intenti ed è per questo che non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno, in particolare quelle persone che vivono in condizioni di disabilita’ e fragilita’ e di emarginazione sociale ed economica. Questi progetti ci dimostrano qualcosa di molto importante: che anche i luoghi piu’ piccoli, lontani, dimenticati del nostro Mezzogiorno, spesso totalmente sottovalutati e abbandonati a malincuore dai giovani, hanno tanto da offrire se si creano le occasioni giuste», ha dichiarato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione Con il Sud.

«Gli antichi mestieri, le tradizioni locali, le specificità agricole e alimentari di un territorio possono diventare occasioni di riscatto economico e sociale. Possono essere opportunità di coesione sociale e, dunque, di crescita. E’ da qui che si puo’ generare una vera rinascita per questi luoghi». I progetti permetteranno il recupero di antichi mestieri e tradizioni che rischiano di scomparire, dalla costruzione dei muretti a secco (Casarano, provincia di Lecce) alla lavorazione artigianale dei libbani (Maratea, provincia di Potenza), corde vegetali prodotte a partire dall’intreccio dell’erba spontanea ‘tagliamani’; dalla tessitura a telaio per la realizzazione di una nuova linea di abbigliamento femminile con filati naturali (Squillace e Girifalco, provincia di Catanzaro) all’intreccio di fibre naturali (valle del Cedrino, provincia di Nuoro) come la tifa – una pianta palustre che cresce spontaneamente lungo i fiumi – per la realizzazione, in sostituzione della plastica, di oggetti di arredo; all’avvio di una sartoria sociale (Galatina, provincia di Lecce) in un bene confiscato, valorizzando l’antico mestiere della sarta e ricamatrice salentina, reinterpretando saperi e tecniche di un tempo attraverso le tecnologie moderne. Si prevede poi la valorizzazione di alcune tipicita’ dei territori, dal fagiolo cannellino suscieglio (Sessa Aurunca, provincia di Caserta) ai cereali e legumi dell’alta Murgia (Spinazzola provincia Barletta-Andria-Trani), che saranno trasformati in prodotti per persone con patologie alimentari come la celiachia e il diabete.

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