Via ai lavori per il grande parco urbano di Triggiano

Si chiamerà “parco del Lavoro dell’uomo” e sarà il più grande polmone verde di Triggiano, con una superficie di quasi 4 ettari. Uno spazio pubblico variegato e polifunzionale, tutto da vivere, concepito per rendere omaggio alla civiltà contadina e alla capacità dell’uomo di trasformare l’ambiente naturale per adattarlo alle proprie esigenze.
Dopo un iter di aggiudicazione lungo e travagliato, che ha visto escludere la prima impresa in graduatoria per effetto di un doppio ricorso al Tar e al Consiglio di Stato, sono finalmente partiti i lavori di realizzazione del parco urbano, finanziato dal Por Puglia Fesr-Fse 2014-2020 come intervento di sviluppo urbano sostenibile. L’appalto è stato affidato al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Pichichero Pasquale Vivai, Costruzioni Traetta Srl e Fluidotecnica Srl, per un importo di circa 1,9 milioni di euro oltre Iva.
All’inaugurazione del cantiere, che si è tenuta sabato mattina con la piantumazione del primo albero di leccio, sono intervenuti il sindaco Antonio Donatelli, il direttore dei lavori, architetto Vito Fortini, e il parroco della vicina chiesa di San Giuseppe Moscati, don Alessandro Manuele.

Frutto di un percorso di progettazione partecipata, che ha visto il coinvolgimento diretto di cittadini e scolaresche nel 2017, il parco del Lavoro dell’uomo è stato disegnato dagli architetti Vito e Paolo Fortini per raccontare il «legame simbiotico di interdipendenza ed opportunità» instauratosi tra l’uomo e la terra: «Un primordiale sistema fecondo, messo a punto nell’arco di millenni, che ha permesso il raggiungimento del benessere».
Il grande parco urbano sorgerà in un’area a forma di ventaglio delimitata da piazza Cav. Rocco Lombardi, viale Aldo Moro, via Giustino Fortunato con il suo prolungamento e via Dott. Pietro Carbonara. Un’ampia superficie quasi del tutto incolta, degradata e tagliata in due dal primo tratto di viale Antonio Gramsci, che sarà pedonalizzato diventando parte integrante dell’opera.
Caratteristica saliente del parco sarà la sua suddivisione in aree tematiche dedicate alle colture locali e alla flora selvatica del territorio premurgiano, con alcuni richiami anche all’architettura rurale. Il “giardino della macchia mediterranea” ospiterà circa venti specie vegetali in grandi vasi per offrire un’esperienza sensoriale suggestiva; il “giardino olivetato” sarà costituito da una quarantina di ulivi e attraversato da una rete di passerelle in legno; il “giardino delle colture antiche” sorgerà nella zona umida dove oggi è presente un canneto e sarà caratterizzato da alcuni laghetti, all’interno dei quali cresceranno piante acquatiche come il lino (che un tempo veniva coltivato nelle lame triggianesi); la “grande radura” sarà una vasta zona a prato scandita da un reticolo per simulare gli appezzamenti di terreno; nella “grande aia”, una piazza lastricata come quelle delle antiche masserie, si potranno svolgere grandi eventi cittadini (sfruttando eventualmente anche il prato per una maggiore capienza); il bosco di lecci farà da cuscinetto tra il parco e l’abitato circostante. Il tutto sarà realizzato preservando il più possibile il patrimonio arboreo esistente in loco e integrandolo con circa 250 nuovi alberi.
All’interno del parco saranno inoltre presenti percorsi ginnici e ciclabili, un vialetto pergolato con piante di vite e rampicanti, un punto ristoro/bar dotato di spazi al chiuso e all’aperto, un’area ludica con giostrine adatte anche ai bambini diversamente abili, una pista da skate, impianti di illuminazione a led e videosorveglianza.

Contestualmente alla creazione del parco, sarà migliorata la viabilità limitrofa con una serie di interventi, tra cui: due rotatorie per mettere in sicurezza gli incroci di via Giustino Fortunato con viale Aldo Moro e viale Antonio Gramsci; un raccordo stradale tra il prolungamento di via Giustino Fortunato, viale Ezio Vanoni e via Dott. Pietro Carbonara; due aree parcheggio con pavimentazione drenante nella zona sud del parco. Alcuni di questi interventi saranno eseguiti, come opere di urbanizzazione primaria, a carico dei soggetti privati che edificheranno le nuove palazzine previste su viale Aldo Moro e via Giustino Fortunato.

Ultimo, ma non meno importante, è l’elemento più strettamente culturale dell’intero progetto: si tratta del recupero edilizio dell’ex mattatoio comunale, ubicato al civico 196 di via Carlo Alberto. Lo storico immobile sarà oggetto di risanamento conservativo ed efficientamento energetico per diventare il Centro interpretativo della civiltà rurale e agricola triggianese, con annesso giardino che sarà realizzato nelle pertinenze esterne.
Se da un lato il parco permetterà di osservare dal vivo le colture autoctone, dall’altro l’ex mattatoio completerà l’offerta didattica ospitando spazi espositivi, laboratori e archivi multimediali che favoriranno la preservazione, la divulgazione e la ricerca sul tema della vita contadina, con l’obiettivo primario di riavvicinare le nuove generazioni alle proprie radici.
Per connettere questi due luoghi (distanti circa 700 metri in linea d’aria) si provvederà al recupero del tratturo di San Lorenzo, che parte dall’omonimo ipogeo e attraversa l’area del parco. L’antico sentiero sarà reso fruibile ai pedoni, grazie anche al ripristino dei muretti a secco laterali, per poi essere prolungato con un tratto di nuova costruzione fino a viale Village of Addison. Di qui, percorrendo il marciapiede esistente, si potrà svoltare su contrada Pizzutoli in direzione dell’abitato e sbucare infine su via Carlo Alberto, proprio al lato dell’ex mattatoio.

«Oggi è una giornata storica per Triggiano» ha dichiarato il sindaco Antonio Donatelli. «Il parco urbano è un’opera che abbiamo sempre sognato e sempre detto di voler realizzare. Da oggi, con l’inizio dei lavori, questo sogno diventerà realtà. Quando abbiamo cominciato il lungo percorso amministrativo che ci ha portati fin qui, non avevamo nemmeno un pezzo di terra ove realizzare il parco. Grazie al lavoro quotidiano, alla caparbietà e all’amore per la nostra città, siamo riusciti ad acquisire questo grande terreno, candidare il progetto al finanziamento regionale che poi abbiamo ottenuto ed espletare le procedure di gara. Avremmo dovuto avviare il cantiere a ottobre 2021, ma poi c’è stato un lungo contenzioso tra le aziende concorrenti che finalmente è giunto a conclusione. Questa opera serve ad allacciare il quartiere San Lorenzo – che ormai non chiamiamo più “Zona 167” – con il resto della città, andando a sanare una frattura urbanistica, e non sarà una realizzazione sterile perché c’è tutto un concetto e una grande sensibilità dietro al progetto».

I lavori avranno una durata stimata di 600 giorni e si concentreranno inizialmente nell’area del parco, in attesa che il Comune torni in possesso dell’ex mattatoio. L’immobile infatti, per scelta di precedenti amministrazioni, è attualmente occupato da alcune famiglie in difficoltà come soluzione abitativa temporanea. Affinché la struttura possa essere liberata e riqualificata, bisognerà dunque trovare in tempi brevi una nuova sistemazione per i suoi occupanti.

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