Cominciamo da Woody Allen: “Quel ballerino aveva una calzamaglia così stretta che non solo si distingueva il sesso ma anche la religione”; passiamo per il pungente Dario Vergassola: “La prima volta che mi sono spogliato nudo davanti ad una donna lei mi ha detto: “Cos’è, una caccia al tesoro?”.” E finiamo con il capriccioso Aldo Busi :” “Il padre è stanziale, il maschio è mobile, l’uccello è volatile.”” Se lo dice lui!?
Oggi parliamo del vil “uccello” maschile che pare abbia guadagnato una scalata invidiabile. Il fatto è questo. La dottoressa Rena Malik nota urologa e androloga americana, specializzata nelle patologie che colpiscono l’organo maschile ha lanciato una bomba “di grosse dimensioni”; tant’ che in una delle sue sibilline interviste ha dichiarato: “Vi dico qual è la parte del corpo che rivela la lunghezza del membro maschile”
L’esperta ha spiegato che negli ultimi tre decenni c’è anche stato un aumento nella lunghezza media (uomini controllate!!!)
Sfatare i vecchi miti. Può essere considerato un po’ come uno degli obiettivi della scienza. E tra le tante branche, che vanno dalla medicina all’astrologia, una, in particolare, studia l’evoluzione dell’organo genitale maschile ed è pronta a sfatare il mito per cui la lunghezza delle mani o la lunghezza dei piedi possa essere direttamente correlata alla lunghezza sotto la cintura.
“C’è uno studio giapponese in cui hanno scoperto che la lunghezza del naso è correlata alla lunghezza del pene“, spiega l’urologa americana Rena Malik al podcast Diary of a Ceo. La dottoressa si riferisce a uno studio del 2021 pubblicato su Basic and Clinical Andrology e che ha coinvolto 126 uomini. La sorprendente tesi è stata supportata da un altro studio, condotto in Cina, che ha coinvolto 420 uomini. Altre tesi, come la lunghezza delle mani, dei piedi o l’altezza, invece, non hanno restituito dati convincenti e, quindi, sono state scartate.
“Oltre alla qualità di liquido seminale negli ultimi 50 anni, abbiamo anche visto cambiare la lunghezza del pene – spiega Malik -. Pensano che sia dovuto a un inizio precoce della pubertà nei ragazzi e, di conseguenza, ricevono una maggiore esposizione al testosterone, sviluppando membri più lunghi”. In effetti, uno studio del 2023 dell’Università di Stanford ha analizzato i peni di 55mila uomini dal 1942 al 2021, notando un aumento della lunghezza (da 12 a 15 cm in erezione) negli ultimi tre decenni.
Sebbene all’apparenza sembri una splendida notizia, i ricercatori si dicono preoccupati, perché suggerisce un cambiamento potente all’interno del nostro corpo. Secondo gli esperti, infatti, l’aumento potrebbe essere dovuto a sostanze chimiche provenienti da pesticidi e prodotti per l’igiene che interagiscono con gli ormoni del corpo.
Se così fosse credo che comunque ci sarà un aumento di prodotti “ a lunga conservazione”
Franco Marella
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