A Corato si parla di legalità

Una data: il 22 settembre 2024. L’ora: 19.30. Ospiti d’onore: Massimo Gilletti, il magistrato antimafia Catello Maresca, l’instancabile avv. Tiziana Cecere penalista, grafologa forense e presidente dell’associazione nazionale fermiconlemani ed infine l’atleta di Dio l’infaticabile Don Aniello Manganiello prete di Scampia . Luogo: piazza Cesare Battisti a Corato. Organizzatore dell’evento: il vulcanico dott.rag. Cataldo Strippoli per gli amici Aldo. Una piazza stracolma, un’attenzione tanto palpabile quando doverosa per lo spessore dell’evento. 

L’organizzazione è stata febbrile nell’ultima settimana perché l’evento è di alto valore sociale si deve parlare di legalità, di antimafia, di società inclusiva, di come si tende la mano agli ultimi, di coraggio e di paura, di speranza e di delusione.

Ma tutto non è filato liscio, eh già qualcosa si è inceppato, vi racconto. Nel primo pomeriggio e prima della manifestazione un albanese a bordo della sua autovettura ha investito il rag. Strippoli. L’auto, dicono i testimoni, andava a forte velocità e per una serie di concause non ha “fatto il morto”; si perché Strippoli se l’è scampata per un pelo ha solo riportato varie contusioni. In men che non si dica è scoppiato il pandemonio: sirene di ambulanze , gente che accorreva sul luogo dell’incidente, vigili urbani e polizia… e la notizia che corre di bocca in bocca. L’inevitabile corsa all’ospedale di Andria e la lunga attesa dell’esito        dei risultati clinici. Per fortuna nulla di grave ma come ho già detto molte contusioni e dolori vari.

Però penso: “ è la seconda volta che Strippoli passa un guaio durante questo genere di manifestazioni, che sia un caso? “ L’auto bruciata dopo una serata di “antimafia” – un grave incidente stradale che poteva costare la vita a Strippoli prima di un evento “antimafia” … diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Interessante non trovate?

Comunque incidente a parte l’evento in programma si è svolto. Lucia De Paola ha gestito la cornice della manifestazione presentando dapprima il “dolorante” Strippoli che ha manifestato un proprio pensiero sulla legalità rimarcando per l’ennesima volta l’assenza dell’amministrazione in un contesto molto delicato quale è la lotta alla mafia; poi ha presentato la banda musicale della Guardia di Finanza che ci ha deliziato con tre marcette e l’inno di Mameli ed infine ha fatto da collante tra gli spettatori e gli ospiti.

A dirla tutta anche Massimo Gilletti è rimasto sconcertato dall’assenza dell’amministrazione Comunale: « almeno un rappresentante del Comune ci doveva essere!» Gilletti è Gilletti signori non le manda a dire. Il noto giornalista e presentatore ha preso la parola e la serata si è spiegata verso una sincera e severa conversazione. Ha domandato, chiesto, ipotizzato, studiato e sviscerato l’argomento “legalità” in tutte le sue declinazioni e senza peli sulla lingua ha chiesto ai presenti del loro impegno per un mondo migliore.

Don Aniello il prete scomodo di Scampia ha raccontato aneddoti personali e storie al limite della inciviltà. E con semplicità ha fatto comprendere quanto siano distanti onestà e libertà in alcuni posti. Don Aniello è un uomo di chiesa, custode di una lunga battaglia d’amore nelle strade di Scampia e non solo, ha raccontato quanto è difficile coniugare certi valori per la “efficace” presenza degli uomini del disonore che in forma di criminalità organizzata è fortemente presente nella vita di tutti i giorni. Ha raccontato quanto sia difficile estirpare la “logica camorrista”. Ma Don Aniello non indietreggia e spera quale uomo di fede.

Poi è toccato al magistrato Catello Maresca colui che ha inferto duri colpi alla più sanguinosa camorra napoletana quella dei casalesi. Maresca per il suo impegno contro la criminalità organizzata vive in simbiosi con la sua scorta ormai da anni perché è un magistrato che da molto “fastidio” . Ha raccontato le sue indagini e l’impegno profuso con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza per “battagliare” contro un nemico viscido e pericoloso. Ha spiegato che il vero problema è l’omertà che è il pane quotidiano che nutre la paura di certe zone del casertano e che solo la sua determinazione e l’incessante lavoro delle forze di polizia hanno permesso di arrestare e distruggere certi apparati camorristici. Poi da buon napoletano si è lasciato andare a qualche simpatica battuta …ci voleva.

Infine è toccato all’avv. Penalista, grafologa forense Tiziana Cecere – presidente dell’associazione fermi con le mani -. A lei è toccato di parlare della violenza sulle donne e del pesante fardello che devono sopportare specie quando sono le donne dei malavitosi. Ora a parte il fatto che la violenza di genere ormai ha superato i cancelli che tenevano a bada la paura – immaginate cosa deve essere la vita di queste donne costrette a vivere nell’odio, nella vendetta, nel dolore. Un doppio binario e il peggio e che tutte le donne oggetto di violenza sono rinchiuse in un limbo alimentato solo dal dolore. Ha spiegato che non è facile “uscire” e chiudere la porta dietro di se per una nuova vita, spesso è l’assenza delle strutture e della società che incatena queste donne. C’è molto da fare.

Ma non poteva mancare un intermezzo “canino” . Anche questa volta ci siamo goduti la vista di un pastore tedesco impegnato con il suo conduttore Nicola Capaldi – guardia zoofila –su tutti i fronti contro il traffico di animali e la ricerca delle persone scomparse. Bello davvero.

La serata è volta al termine. Tutti soddisfatti e qualcuno molto acciaccato.

Ah c’ero anch’io.

Franco Marella

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