«La gestione dei posteggi destinati alle attività di vendita sulle aree pubbliche affidata dai comuni a soggetti terzi continua a sollevare questioni di non poco conto, visto anche l’enorme quantità di denaro che ruota attorno a questi eventi e manifestazioni. A parte la spesso discutibile gestione di eventi, sagre, feste e festicciole di paese, il caso sembra ora interessare addirittura il celebre Carnevale di Putignano. Tutto nasce dalla denuncia pubblica di un operatore commerciale storico della nota manifestazione; uno di quelli che addirittura avrebbe contribuito alle origini della manifestazione commerciale su aree pubbliche in occasione del Carnevale. Il signor Donato Pellegrino, originario di Gravina di Puglia, ha infatti espresso tutta la sua amarezza ma anche la delusione per il trattamento ricevuto dalla nuova gestione del Carnevale. Dopo aver presentato al comune regolare istanza di partecipazione, chiedendo di occupare un posteggio per posizionare il suo truck food, riceve una nota con la quale vengono indicati gli organizzatori del Carnevale quali referenti del signor Donato. Quest’ultimo, dunque, si rapporta con l’organizzazione ma gli vengono posti pesanti veti all’esercizio della sua tradizionale attività, regolarmente autorizzata. Dapprima gli viene imposto di vendere solamente alcuni articoli alimentari e bevande così come, oltre al pesantissimo onere economico da sostenere per l’occupazione del posteggio o per altri oneri non meglio specificati, gli viene addirittura imposto di dover esercitare la sua attività mediante l’uso di un gazebo/stand e non con il suo automarket attrezzato ed autorizzato dalla Asl e da tutti gli altri Enti interessati. Una beffa quella che il signor Donato ritiene di aver subito, considerato che utilizzando uno stand/gazebo non sarebbe neppure in grado di garantire l’igiene ed il corretto rispetto di tutte le norme previste, a cominciare dal manuale di corretta prassi igienica (Haccp). Un caso, quello del signor Donato Pellegrino, che potrebbe gettare molte ombre sulle modalità con le quali gli operatori eserciterebbero l’attività di commercio sulle aree pubbliche in occasione del Carnevale di Putignano al punto che il signor Donato sarebbe intenzionato a denunciare alle competenti Autorità l’accaduto, chiedendo una verifica sull’intera organizzazione commerciale della manifestazione nonché anche in relazione all’entità delle somme richieste agli operatori per partecipare» – si legge nel comunicato di Unionecommercio Puglia.
Vista la delicatezza della situazione è stato interpellato il Sindacalista Savino Montaruli della Sigla di Rappresentanza Unionecommercio Puglia, il quale così si è espresso: «Il caso del signor Pellegrino è sicuramente degno di attenzione, non per fatto personale ma perché, in realtà, c’è da fare una precisa considerazione giuridica ed amministrativa. Secondo quanto riferito dal signor Donato, che ovviamente ho interpellato, il posteggio sul quale ha maturato anzianità ai sensi della vigente legge regionale e relativo Regolamento di esecuzione, è stato inserito nel Documento Strategico del Commercio approvato dal consiglio comunale della città di Putignano. Dalla lettura di quel Documento Strategico appare evidente che trattasi di posteggi regolarmente inseriti nel D.s.c., riservati agli Automarket del Settore Alimentare quindi l’organizzazione del Carnevale né altri soggetti possono in alcun modo modificare, né per quanto riguarda la loro collocazione né tantomeno per le modalità di svolgimento dell’attività. Secondo quanto apprendo dal signor Pellegrino la sua istanza regolarmente presentata nei termini al Suap del comune di Putignano, secondo le modalità telematiche previste, era finalizzata ad ottenere la riassegnazione di uno di quei posteggi per gli automarket in quei luoghi previsti, su cui lo stesso Operatore ha maturato anzianità di frequenza riconosciuta dal codice del commercio regionale e dallo stesso D.s.c.. Quindi un diritto acquisito che nessun organizzatore privato può mettere in discussione, anche perché lo colloca ai primissimi posti nella graduatoria di assegnazione che il comune di Putignano è obbligato a predisporre e pubblicare sull’Albo Pretorio. Quindi sarebbe assolutamente illegittima l’eventuale interferenza da parte dei soggetti terzi, anche alla luce della vigente normativa regionale e dello stesso Documento Strategico del Commercio approvato nel comune di Putignano (art. 33, commi 3 e 4) che, nel caso di affidamento a terzi delle manifestazioni prevede che: “L’istituzione, l’organizzazione, l’affidamento della gestione di parte o dell’intera manifestazione delle fiere locali può avvenire anche su iniziativa delle Associazioni di Categoria degli operatori, della Pro-loco e di altre istituzioni pubbliche e private, consorzi o cooperative di operatori organizzazioni non lucrative di utilità sociale (onlus) che presentino un progetto nel quale siano indicati: le finalità dell’iniziativa; il periodo di svolgimento; la localizzazione ed ampiezza complessiva dell’area destinata all’evento; i settori o le specializzazioni interessate; le modalità di allestimento delle aree e le caratteristiche delle attrezzature di vendita; il numero di posteggi, il relativo dimensionamento e l’elenco dei partecipanti. Nei casi di cui al precedente comma resta ferma l’esclusiva competenza del Comune di Putignano al rilascio delle concessioni agli operatori e/o al legale responsabile dell’organizzazione per l’intera manifestazione».
«Voglio altresì ricordare che l’esercizio dell’attività di vendita e somministrazione di alimenti, pasti e bevande sulle aree pubbliche, cioè quella esercitata dal signor Donato, può avvenire unicamente nel rigido rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza alimentare e di pubblica incolumità che l’utilizzo dell’automarket di cui è munito l’Operatore garantisce. Sarebbe curioso, invece, conoscere in che modo sarebbe garantito il rispetto di queste rigide norme nel momento in cui si consentirebbe di cucinare, friggere e preparare prodotti alimentari sotto un gazebo, all’aria aperta, senza poter garantire il rispetto di quelle norme. IL caso delle ispezioni nella città di Bari, in relazione alla produzione di orecchiette o di scagliozze è emblematico e sovrapponibile a tante altre produzioni che avvengono durante le manifestazioni popolare e varie feste di Partito all’aperto. Al di la dell’aspetto legato all’evidente introito commerciale, vista l’enorme quantità di denaro chiesta (dagli organizzatori o dal comune di Putignano?) agli operatori per essere ammessi a partecipare all’evento, resta l’amarezza per un grave episodio che potrebbe avere ripercussioni anche sulle tante manifestazioni storiche e tradizionali che si tengono nei comuni vicini a quello di Putignano. Il mio invito è ricolto al sindaco affinché imponga il rigido rispetto delle norme quindi nessuna interferenza o ingerenza degli organizzatori del Carnevale rispetto alla parte commerciale prevista dal D.s.c., mentre ai responsabili dell’organizzazione del Carnevale di Putignano l’invito a riconsiderare la posizione di legittimità del signor Pellegrino viste le giuste ragioni alla base delle sue esternazioni. Questo significherebbe anche far desistere quest’ultimo dall’accesso agli atti e conseguente azione risarcitoria per il danno economico, morale, aziendale e psicologico che ritiene di aver subito, affermando che altri suoi colleghi, nella stessa condizione, avrebbero accettato di subire quelle imposizioni illegittime pur di lavorare» – conclude Montaruli.
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