Un simbolo di speranza: Fermiconlemani pianta tulipani a Casamassima

Sabato 22 marzo, alle ore 10, in uno spazio dedicato in via Turi a Casamassima, l’associazione Fermiconlemani ha organizzato un evento significativo per sensibilizzare la comunità sul tema della violenza contro le donne. L’iniziativa, semplice ma carica di significato, ha visto la piantumazione di bulbi di tulipano i cui colori saranno simboli di speranza e rinascita.

L’evento è stato promosso dalla presidente dell’associazione, l’avvocato Tiziana Cecere, e ha visto la partecipazione di importanti figure locali: il presidente del Consiglio Comunale di Casamassima, Franco Pastore, Mino Morgese, presidente dell’associazione “Crescere Insieme”, Gianni Nanna, presidente dell’associazione “Il Boschetto”, e i vigili urbani, l’ispettore Giacomo Albanese e l’agente Patrizio Giuseppe Danese.

Fermiconlemani è un’associazione che si impegna quotidianamente nel contrastare gli abusi fisici e psicologici subiti da donne e madri, vittime di relazioni violente. L’associazione ha attivato la cassetta postale “HELP” evoluta con Cq code ,di colore rosso, in linea con la legge “Codice Rosso”, e un numero verde 800 822 538 per offrire supporto e prevenzione.

Troppe donne perdono la vita a causa della violenza domestica, spesso durante l’ultimo appuntamento chiarificatore con il proprio aguzzino. Fermiconlemani invita tutte le donne a non affrontare mai da sole questi momenti critici e a cercare supporto. L’associazione è molto attiva nel promuovere iniziative preventive e necessita del supporto di tutti per fermare questa deriva sociale.

L’evento di sabato è stato un momento di riflessione e unione, un richiamo all’importanza della solidarietà e del sostegno reciproco per costruire un futuro senza violenza.

Ci vorrebbero più iniziative del genere, ci vorrebbe più impegno, ci vorrebbe più coraggio, ci vorrebbe più dignità sociale. Guardare dall’altra parte è ingiusto, l’omertà è ingiusta, la paura è ingiusta e spesso gli eventi ci consegnano corpi martoriati, vite vissute nel dolore, abusi compiuti solo per cattiveria, per non parlare delle vittime collaterali: i figli (usati, abusati,violentati nell’animo, abbandonati a se stessi). La Politica si è mossa, la magistratura e le forze di polizie hanno gli strumenti , ma non basta manca la “ presa di coscienza” da parte di tutti.

Franco Marella

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