Capita a Bari che – chi provi a fare delle pratiche burocratiche onerose presso gli uffici pubblici, volendo pagare il corrispettivo con i soldi contanti – si scontri con quelle istituzioni che negano ai cittadini il diritto di pagare il servizio erogato con banconote e monete a corso legale.
Ormai il disguido è dilagante in tutta la penisola.
Questi Enti dimenticano che la moneta contante è ancora il mezzo di pagamento legale riconosciuto dalla Repubblica italiana. Tanto è legale che alcune istituzioni pubbliche non lo rispettano.
È legge dello Stato l’obbligo (non la facoltà) di accettare il pagamento in moneta sonante, almeno finché qualche potentato non riuscirà a obbligarci, per legge, a diventare forzatamente clienti delle banche pagando i loro servizi, anche se non richiesti.
Succederà, se i cittadini glielo permetteranno. I governi ci provano sempre: “Se nessuno si ribella, loro vanno avanti a fare il loro comodo”.
Quando, invece, una porzione cospicua della popolazione si ribella, esercitando una giustificata “Disobbedienza civile”, capita che facciano marcia indietro.
Durante la pandemia di Covid provarono a inoculare, a forza, agli over 50 dei farmaci vaccinali. Addirittura, chi esercitava la libertà di preservare la propria integrità fisica, inizialmente fu condannato a pagare una sanzione di €.100,00 con l’articolo 4-sexies del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio, n. 76.
Chi scelse di vaccinarsi, poté operare liberamente la propria scelta.
Un’altra fascia cospicua di quella età, invece, oppose il proprio discernimento rifiutando il trattamento coercitivo indebito e resistette convintamente.
Risultato: Il decreto ‘milleproroghe’ ha annullato quelle multe a dicembre 2024.
I governi devono agire in nome e per conto dei cittadini e, se questi oppugnano una disposizione seguendo un diverso orientamento, lo Stato deve prenderne atto e rispettare il volere del popolo. Questa, e solo questa, è Democrazia. L’attuale governo lo ha inteso, pur rinunciando all’equità verso chi aveva già pagato la multa, non rimborsandolo.
Ciò che si discosta dalla democrazia voluta dal popolo, insegue una dittatura serpeggiante, più o meno visibile.
Se così fosse sarebbe immorale e incostituzionale, anche se le cose sembra che stiano andando proprio in quella direzione. Sembra che né la morale e né la Costituzione esercitino più quella leva di coscienza capace di frenare mire autoritarie e di inibire il declino verso l’accentramento di un dominio soverchiante i diritti naturali.
In questi giorni, pare che nemmeno l’art.11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra), che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani sente connaturato al proprio ‘modo di essere’, sia più rispettato dai governi nazionali e da quello europeo.
Torniamo all’uso del denaro, che dobbiamo poter spendere nella forma che vogliamo: materiale o virtuale.
Qual è il motivo di tanta ritrosia nel rispettare la legge, proprio da parte di chi dovrebbe farla rispettare? Il pretesto, addotto a chi chiede spiegazioni, è quello di evitare pagamenti ‘in nero’ e di scongiurare le rapine ai portavalori.
Il sospetto diffuso è, piuttosto, che si voglia assicurare un lauto guadagno al settore bancario.
Ormai è consuetudine accettare il pagamento mediante strumenti virtuali come bancomat e carte di credito. Se il cittadino vuole usarli, perché no? Ma se richiede di pagare con la moneta di Stato, il percipiente – soprattutto se è un Ente pubblico – è obbligato ad accettarlo.
Si sa che la legge sono tenuti a rispettarla solo i privati, i semplici cittadini. I grandi, i potenti no. Per loro la legge pare che non valga. La loro risposta è: – “Se vuoi è così, altrimenti…”
– “Altrimenti”, chiedono i cittadini?
– “Altrimenti non ti erogo il servizio”! Questo fa RFI (Rete ferroviaria italiana), la cui Direzione sanitaria territoriale di Bari (i cui uffici sono dislocati nel quartiere della stazione centrale) opera su concessione del Ministero dei Trasporti, se gli chiedi giustamente di rinnovare la patente di guida. Diritti negati.
Questo è il messaggio poco democratico che la Repubblica (democratica?) italiana diffonde tramite comunicati pubblici distribuiti agli sportelli di uffici pubblici, come RFI e come avviene in diversi altri presìdi pubblici.
Quindi la democrazia per chi vale? Solo per noi che non abbiamo difese economiche né strumenti che passano sopra le leggi, agiti dai potenti?
Almeno per l’uso legittimo dei contanti, la democrazia se n’è andata…con tanti saluti per chi ancora ci credeva!
Lasciamo al lettore, che desideri acquisire le nozioni minime al riguardo, i seguenti rimandi normativi:
La legge prevede che le istituzioni pubbliche e i commercianti accettino i pagamenti in contanti, in quanto sono una forma di garanzia di accesso universale ai servizi.
L’articolo 1277 del Codice Civile stabilisce che i debiti si estinguono con moneta avente corso legale nel Paese.
La moneta a corso legale è rappresentata dalle banconote e dalle monete di metallo.
L’Unione Europea ha stabilito un limite massimo di 10.000 euro per i pagamenti in contanti, come previsto dal Regolamento (UE) 2024/1624. Tuttavia, gli Stati membri possono adottare limiti più restrittivi, come avviene in Italia, dove il tetto è fissato a 5.000 euro ancora dalla Legge di Bilancio 2025.
Articolo 693 Codice Penale Chiunque rifiuti di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a €.30,00. Il relativo reato è stato depenalizzato.
Istruzioni di RFI (Direzione U.S.T. di Bari) per il rinnovo della patente di guida:
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