Il maggio palese ospita La Vallisa

Mercoledì 14 maggio, presso la Biblioteca comunale “ M.G. Giuliani” di Palo del Colle (BA), all’interno del maggio palese, si è svolto un incontro letterario organizzato da Beatrice Lippo, redattrice della rivista di poesia: La Vallisa e componente dell’Università della poesia: “J.R. Jiménez”.

La poetessa, dopo i saluti e i ringraziamenti, ha presentato l’iniziativa, ha introdotto l’ospite d’onore: il professor Daniele Giancane, punto di riferimento delle attività letterarie, e ha lasciato spazio all’espressione della comunità umanistica presente.

La platea era composta prevalentemente da poeti e da qualche autore di prosa e giornalisti.

L’obiettivo dei lavori dell’evento è stato quello di mettere a confronto le diverse influenze poetiche, provenienti dai componenti di quel consesso, e riunirle intorno al concetto lirico della poetica manifestata nelle svariate forme: le fiabe per bambini, le poesie in vernacolo, i versi delle canzoni d’autore e così via.

Con l’occasione, è stata presentata la pubblicazione del numero 123 della rivista intitolata all’accademia poetica diretta dal professor Giancane.

Sono seguiti i saluti istituzionali da parte della giovane assessore alla cultura e allo spettacolo della città ospitante: Sabrina Piccininni e un breve intervento di Cosimo Lerario, autore teatrale, coorganizzatore dell’evento insieme alla poetessa Giuseppina D’Agostini.

Il trio: Lippo, Lerario e D’Agostini non ha sbagliato un colpo in termini di offerta e di ospitalità, integrando la discreta ed elegante moderazione di Beatrice Lippo con l’organizzazione puntuale di Giuseppina D’Agostini e con l’ecclettismo colto di Cosimo Lerario.

Ha preso, quindi, la parola il professor Giancane, che facciamo riportare dalla recensione della poetessa Margherita Bufi:

 

“I poeti sono i misconosciuti legislatori del mondo – ha esordito Giancane, citando Shielley e il suo Manifesto in difesa della poesia; sono coloro che dettano le regole del vivere civile ed etico.

Tra miriadi di linguaggi invasivi, abitare poeticamente il mondo come, ad esempio, hanno fatto Gesù e Buddha, è un atto rivoluzionario. I poeti hanno visioni, sono idealisti; sognano un universo alternativo e, quando riescono a coinvolgere in esso i lettori, compiono una piccola rivoluzione a favore dell’umanità.

Noi crediamo nell’importanza di diffondere la poesia – continua Giancane – e portiamo avanti il progetto de La Vallisa da più di quarant’anni.

La rivista è fondata sull’autogestione e sull’idea del dono.

Crediamo nella potenza del dono: in una società in cui tutto si compra e nulla si regala, noi ci autotassiamo e doniamo poesia – conclude il relatore.

Giancane introduce quindi i redattori della rivista intervistandoli e invitandoli a declamare alcuni loro versi: Margherita Bufi, Maurizio De Giglio, Luigi Lafranceschina, Beatrice Lippo e Roberta Positano.

Poi è la volta dei poeti locali: Mariateresa Bari e Vito Tricarico.

L’incontro si conclude con il coinvolgimento del pubblico.

Questi sono i loro commenti:

·         ‶Serata piacevolissima, non mi sono affatto annoiata, non abbiamo ascoltato solo poesie: ognuno ha detto qualcosa di sé ″.

·         ‶C’è stata varietà e ricchezza di interventi. I versi sono stati evocativi di voci poetiche diverse e tutte mi hanno richiamato qualcosa ″.

E ancora:

·         ‶Ho maturato la consapevolezza che il dialetto è la lingua poetica per eccellenza, quella che ci fa rivivere in maniera genuina gli eventi ″.

·         ‶Come in una proporzione aritmetica, la lingua italiana sta all’audio, come il vernacolo sta al video. Esso evoca immagini dinamiche, come un film, che la poesia sintetizza in pochi fotogrammi condensandone i contenuti ″.

·         ‶Interessante la riflessione sul rapporto tra musica e poesia. Molte canzoni sono vere e proprie poesie che emozionano ″.

·         ‶C’è speranza se esiste gente che si dedica alla poesia. Non tutto è perduto finché c’è poesia ″.

·         ‶L’incontro mi ha richiamato il film Fahrenheit 451, di F. Truffaut, in cui i libri sono proibiti e il regime totalitario opprime la libertà di pensiero. Vedo i poeti come espressione della sopravvivenza dell’umanità ″.

·         ‶C’è necessità di poesia oggi. Le parole cambiano il mondo. È fondamentale che esistano questi incontri. Abbiamo tutti bisogno di poesia ″.

 

Ed è la magica musicalità dei versi declamati in lingua sarda dalla poetessa Giuseppina D’Agostini a chiudere in bellezza la serata.”

 

Poi, come nella Parigi del XIX secolo, un gruppo di componenti del Convegno si è trasferito in un vicino locale bar trasformando una sua saletta in un caffè letterario che ancora trasuda delle conversazioni tematiche intrattenute sulla poesia, sul suo significato moderno e sulle intrinseche potenzialità espressive in grado di veicolare succintamente e soavemente, verso chi ha la sensibilità per coglierla, l’intera filosofia di un popolo.