Si può essere felici a questo mondo?
O, ancora meglio, si può essere felici solo applicando una formula matematica?
Sarebbe bellissimo, no?
A quanto pare, gli scienziati hanno elaborato una equazione della felicità, che recità così:
Happiness = P + (5xE) + (3xH).
P sta per caratteristiche personali: compresa la prospettiva di vita, visione della vita, la capacità di adattamento (adattabilità) e di resilienza (elasticità).
E invece sta per esistenza cioè bisogni esistenziali: comprende salute, situazione finanziaria (danaro) e amicizie.
H rappresenta invece i bisogni principali o di ordine superiore: copre l’autostima, le aspettative, le ambizioni e il sense of humour.
Ad affermarlo è la psicologa britannica Carol Rothwell, che ha elaborato l’espressione algebrica attraverso la quale è possibile misurare il livello della propria contentezza.
«Questa è la prima equazione che permette di quantificare con un numero il proprio stato emotivo», ha dichiarato la Rothwell al tabloid Daily Mirror.
Gli psicologi sono giunti a questa formula, ideata per un sondaggio commissionato dalla compagnia di viaggi Thomson, dopo aver intervistato e studiato un campione di 1000 persone, ognuna con un proprio grado di felicità.
La formula funziona nel modo seguente.
l life coach Pete Cohen, che ha contribuito a scrivere lo studio, ha ammesso che la formula non è semplicissima da comprendere.
Per definire il valore di ciascuna incognita, occorre esprimere un giudizio in relazione ad ogni variabile con un voto da uno a dieci.
Per fare questo, bisogna rispondere a quattro gruppi di domande:
Il valore di ‘P’ si ottiene dalla somma del punteggio delle risposte alle prime due domande:
1) Quanto ti consideri socievole, energico e aperto al cambiamento?
2) Fino a che punto ritieni di avere una visione positiva della vita, di riprenderti velocemente dalle situazioni difficili, e di sentire che a governare la tua vita sei tu, e non il destino?
Il valore di «E» è dato dal punteggio delle risposte alla terza domanda:
3) Fino a che punto ritieni che i tuoi bisogni primari di vita siano appagati in relazione a salute, situazione finanziaria, sicurezza personale, libertà di scelta, senso di appartenenza alla comunità e accesso a istruzione e conoscenza?
Il valore di ‘H’ dal punteggio delle risposte alla quarta domanda:
4) Fino a che punto puoi ricorrere al sostegno delle persone a te vicine, immergerti in quello che stai facendo, realizzare le tue aspettative, impegnarti in attività che ti danno uno scopo e ti fanno sentire chi sei veramente?
Se si assegna il voto dieci a tutte le domande, si ottiene il quoziente di felicità massimo, che è pari a 100.
Ovviamente più alto è il valore, più alta è la felicità del soggetto.
Il sondaggio ha rivelato una profonda diversità tra uomini e donne.
Le signore hanno individuato nella famiglia e nella sua stabilità la più importante fonte di felicità; di seguito una bella vacanza, il sole e la perdita di peso.
I signori invece sono tendenzialmente allietati dalle vacanze, da una vita sessuale soddisfacente e dai successi sportivi.
Se il pesoforma è un traguardo di felicità per il 25% dell’universo femminile, la linea e il dimagrimento sono fattori di gioia solamente per l’8% degli uomini.
Infine per i maschi l’amore è foriero di felicità molto più che per le appartenenti all’altro sesso.
Addirittura il 20% degli uomini indica l’innamoramento come fonte di contentezza a fronte dell’esiguo 14% dell’altra metà del cielo.
Buona riflessione
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