Inchiesta Delli Noci, Riesame, annullata la misura cautelare per Maurizio Laforgia

 È stato ridimensionato dal Tribunale del Riesame il quadro indiziario a carico di Maurizio Laforgia, il barese indicato dagli inquirenti come presunto lobbista nell’ambito dell’inchiesta nota come “affaire Delli Noci”. I giudici – presidente Elena Coppola, a latere Andrea Giannone e Chiara Panico – hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari che lo riguardava, ritenendo non più attuali le esigenze cautelari.

Determinante, in questa valutazione, la posizione di Alessandro Delli Noci: l’ex assessore regionale allo Sviluppo economico e consigliere regionale si è infatti dimesso da tutte le cariche, perdendo così quel ruolo pubblico che, secondo gli inquirenti, lo avrebbe reso punto di riferimento per il gruppo di imprenditori e professionisti coinvolti.

Le motivazioni del Riesame

Nelle 50 pagine depositate, il Tribunale ricostruisce le contestazioni a carico di Laforgia, considerate tuttavia da approfondire. Si tratta delle vicende legate ai progetti “Stimmatine” a Lecce, “Rivabella” a Gallipoli e interventi di viabilità al Comune di Surbo, oltre a un contributo elettorale da 5mila euro destinato al movimento “La Sveglia”. Contributo che, insieme a forniture di sushi per circa 9mila euro, sarebbe stato parte della contropartita per i “favori” in campo edilizio.

I giudici hanno espresso perplessità su questo punto: inizialmente il versamento era stato ricondotto come contropartita per l’impegno di Delli Noci a favore degli imprenditori Alfredo Barone e Marino Congedo. Successivamente, invece, lo stesso contributo è stato descritto come supporto economico in favore di Laforgia. In ogni caso, viene riconosciuto che il bonifico – effettuato l’8 luglio 2020 su sollecitazione di Laforgia – è effettivamente illecito.

Il nodo dell’associazione per delinquere

Altro elemento affrontato riguarda l’accusa di associazione a delinquere. Secondo i giudici, l’episodio attribuito a Laforgia appare isolato e risalente al 2020, e solo ulteriori indagini potranno chiarire l’esistenza o meno di un vincolo associativo stabile.

La posizione di Delli Noci e il venir meno delle esigenze cautelari

Il provvedimento del Riesame attribuisce rilievo centrale alle dimissioni di Delli Noci: «Se è vero che in seguito alle dimissioni non residua alcun potere in ambito pubblico – scrivono i giudici – tanto da ritenere insussistente il pericolo di reiterazione, è altrettanto vero che il “gruppo operativo” nel quale Laforgia si sarebbe mosso ha irrimediabilmente perso l’unico referente pubblico in grado di soddisfare interessi privati». In definitiva, secondo i giudici, l’assenza di un interlocutore istituzionale rende oggi impossibile reiterare le condotte contestate, determinando così l’annullamento della misura cautelare.

Difese e sviluppi

Maurizio Laforgia è assistito dall’avvocato Michele Laforgia. Alessandro Delli Noci è difeso dagli avvocati Giuseppe Fornari e Luigi Covella. Restano invece confermati i domiciliari per gli imprenditori Alfredo Barone e Marino Congedo, difesi dagli avvocati Ladislao Massari e Francesco Gallucio Mezio.

Le motivazioni della conferma delle misure per Barone e Congedo sono attese nei prossimi giorni. Intanto l’inchiesta prosegue, coordinata dai pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci con il supporto della Guardia di Finanza di Lecce. (antennasud)

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