Calcio a 5 non vedenti: la consegna di un riconoscimento dell’amministrazione comunale alla squadra dell’Asd Unione Italiana Ciechi Bari 1988

Su iniziativa del Municipio II, si è tenuta  la consegna di un riconoscimento dell’amministrazione comunale alla squadra di calcio a 5 non vedenti A.s.d. Unione Italiana Ciechi Bari 1988, che quest’anno ha vinto la Coppa Italia. Un risultato sportivo conseguito prima battendo in semifinale il Firenze, poi in finale il Messina.

Alla cerimonia svoltasi a Palazzo della Città, assieme ai nove atleti e all’allenatore Michele Pugliese, sono intervenuti il sindaco di Bari, la presidente del Municipio II, accompagnata dal presidente e da una componente della commissione municipale Welfare, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Puglia Gianni Romito, il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Antonio Giampietro, il presidente della Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi Silverio Alviti.

«Siamo molto orgogliosi di questo straordinario risultato – ha dichiarato Michele Pugliese – perché nasce grazie al grande spirito di sacrificio dei ragazzi, che si sono allenati tanto e bene. Ringraziamo il Municipio II e il Comune di Bari per questo riconoscimento, la Federazione italiana sport paralimpici ipovedenti e ciechi, che ci ha dato l’opportunità di partecipare alla manifestazione sportiva organizzata a Castel di Sangro, e il Comitato Italiano Paralimpico, soprattutto la sezione pugliese che ci sostiene da sempre».

I giocatori protagonisti di questa storica impresa sportiva sono Massimo D’Attolico, Nicola Mauro, Emmanuele Angelo Di Fonzo, Marco Mongelli, Mauro Campanale, Pierdomenico Renzone, Pasquale Vanìa, Giancarlo Bruni e Giuseppe Catarinella.

Al termine dell’incontro la presidente del Municipio ha consegnato alla squadra una coppa e il sindaco ha donato loro una targa commemorativa, il cui testo recita: «Alla A.s.d..u.i.c. Bari 1988, per la vostra forza e determinazione. Un esempio per tutti coloro che credono che i traguardi, anche i più difficili, si possano raggiungere con volontà e passione. Con gratitudine». 

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