La Tombola de Tritte: il dialetto torittese torna protagonista a Natale

 Natale 2025. Un progetto che unisce tradizione, creatività e identità locale: il gruppo giovanissimi della Parrocchia San Nicola di Toritto (parroco don Nicola Mastrandrea), presso il Centro parrocchiale sotto la guida del vice parroco don Antonio G. e dei responsabili Liliana D. e Francesco B., ha realizzato la prima tombola interamente in dialetto torittese, battezzata affettuosamente “La Tombola de Tritte”.

L’idea, nata per autofinanziare le attività del gruppo, come il prossimo campo scuola, ha coinvolto con entusiasmo tutti i giovanissimi. Il lavoro di ricerca – durato oltre un mese – ha visto il giovane Pierpaolo Scarpa, con l’aiuto di tutti, impegnato nella raccolta di immagini, proverbi, giochi, cibi e luoghi legati al paese, trasformati in un tabellone da 90 numeri, ciascuno con una parola o espressione dialettale.

Fondamentale il contributo del prof. Vincenzo D’Urso, dialettologo ed ex direttore didattico, che ha supervisionato la corretta trascrizione delle parole in torittese, garantendo autenticità linguistica.

Accanto a Pierpaolo hanno collaborato con entusiasmo e creatività: Adriano, Andrea R., Andrea U., Annamaria D., Domenico, Elisabetta, Flavia, Gabriele, Lucia, Mariana, Michele, Miriam, Nicolas, Rocco, Vincenzo.

Le Curiosità della Tombola: un viaggio tra sapori e tradizioni

Il tabellone della Tombola de Tritte non è un semplice elenco di numeri, ma una vera e propria enciclopedia delle tradizioni locali, offrendo l’occasione di riscoprire parole che rischiavano l’oblio. Tra i termini più curiosi e rappresentativi spiccano:

‘I Chenniedd (legumi cotti sul falò) e ‘U pegnatidde (vaso di terracotta in cui venivano cotti i legumi): questi termini evocano le atmosfere delle feste invernali, dove attorno ai ‘I fannoueve (i falò), la comunità si ritrovava per condividere legumi cotti lentamente nel tradizionale vaso di terracotta, testimoniando un rito gastronomico antico.

La cervellète (la cervellata): il nome dialettale per un tipo di salsiccia, essenziale nella cucina tradizionale di Toritto.

‘I vambasciuele (i lampascioni): un altro prodotto tipico della terra, una cipolla selvatica dal sapore amarognolo, immancabile sulla tavola pugliese.

La marre (gioco di noccioli di albicocca… ): un numero del tabellone che fa rivivere i giochi di strada di un tempo. Si tratta di un gioco che utilizza i noccioli di albicocca disposti a torre, da far cadere con un altro nocciolo lanciato a distanza, una vera e propria competizione di mira tra ragazzi.

‘U tiatrjiene de San Geseppe (il Piccolo Teatro San Giuseppe): non solo cibi e giochi, ma anche i luoghi di aggregazione e cultura hanno il loro posto d’onore.

Il gioco è stato confezionato artigianalmente: una scatola contenente il tabellone, 48 cartelle, barattolini con bottoni per coprire i numeri, e un sacchetto di stoffa cucito a mano dalla mamma di Liliana con tessuti riciclati. I numeri, scritti a mano su pezzetti di legno ricavati da manici di scopa, sono stati realizzati grazie all’aiuto del falegname Marco D’Erasmo.

Enorme la soddisfazione per l’ottimo risultato raggiunto da tutti i giovanissimi del gruppo e grande è anche la voglia di tanti di avere questa tombola speciale. Un’iniziativa che non solo celebra il tipico intrattenimento natalizio, ma diventa anche strumento di riscoperta linguistica e culturale. Il successo di questa prima tiratura è tale che sicuramente, per soddisfare tutti, ci sarà ancora tanto lavoro per i ragazzi per confezionare altre scatole dell’iconica “Tombola de Tritte”. Il gioco permetterà ai nonni di rivivere il loro passato, riconoscendo parole, oggetti e tradizioni che hanno segnato la loro infanzia, e ai giovani di conoscere le proprie origini, scoprendo un patrimonio spesso dimenticato.

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