“Persone altamente sensibili. Come stare in equilibrio quando il mondo ti travolge”

Riflettevo: il mondo sembra aver perso le caratteristiche più delicate dell’anima e del corpo, atteggiamenti, volgari, zotici, rudi, grezzi, connotati uniformi grossolani, sconci, standard di comportamento, di eloquio, di scrittura, di atteggiamento rivolti alla prepotenza, tracotanza, arroganza, il tutto condito da profonda ignoranza e/o pseudo falsa conoscenza e completa inutilità, tutto questo indipendentemente dal genere tradizionali.femminile, maschile, o.gender o fluido che sia.
Persino l’arte e chi così si definisce creativo o designer, modella in serie in processi automatizzati strutture che con hanno nulla in comune con l’arte ma, solo con il cattivo gusto, grossolano, triviale, grezzo, così originale da poter essere acquistato da Temù o AliExpress.
Editoria a pagamento, idem per mostre ed esposizioni tutto per apparire e sembrare migliori, più bravi emergere a qualsiasi costo anche a discapito del vero valore e del merito, della maestria e della inventiva, fantasia, estro, immaginazione, genialità e originalità. 
Se noi siamo e rappresentiamo fuori ciò che siamo e portiamo dentro, l’antico principio “ciò che è fuori è dentro” (e viceversa) ci suggerisce che la realtà esterna è uno specchio del nostro mondo interiore, e riflette pensieri, emozioni e convinzioni profonde, innate, naturali.
È un concetto che invita alla responsabilità personale, sottolineando che il reale avviene prima dentro di sé, il marcio viene sempre da dentro, per poi manifestarsi all’esterno.
Il riflesso interiore è quello che proiettiamo nel mondo circostante, e se le nostre esperienze sono sempre una proiezione di ciò che siamo dentro, posso solo immaginare e capire il perché il mondo sia andato in questa direzione, rapidamente verso il precipizio, esponenzialmente verso il baratro della preistoria e di una nuova barbarie. 
Il mio stupore va maggiormente verso chi resta indifferente a tutto questo, o a chi addirittura piace, nel deserto circostante ci si trova, o addirittura lo cerca, tutti meccanismi che andrebbero sicuramente studiati e approfonditi da eserciti di esperti della mente.
Come spiegare questo processo?
La ricerca del brutto, della negazione della bellezza solo perché non arrivabile, non raggiungibile a tutti e da tutti, una sorta di non accettazione di non presa di consapevolezza, soprattutto per invidia, gelosia, astio, rancore, livore, malevolenza e rabbia.
Da qui parto, con preoccupazione, con il mio approfondimento dedicato a chi si trova completamente all’opposto da tutto questo: alle Persone Altamente Sensibili (PAS) o iperefficienti mentali, cioè quelle che pensano troppo alle persone che pensano troppo poco.
La ricerca ha rilevato che gli iperefficienti mentali o PAS sono dotati di un cervello emotivo capace di grande empatia, l’ipersensibilità può essere definita come una modalità di risposta (fisica, mentale ed emotiva) molto acuta agli stimoli esterni (sociali, ambientali) o interni (intra-personali o fisici).
Le Persone PAS sono quelle che percepiscono gli stimoli interni ed esterni in modo più intenso e profondo, sono particolarmente empatiche e intuitive. 
Le Persone PAS, o Highly Sensitive People (HSP), sono individui che possiedono un tratto dell’Alta Sensibilità, genetico e quindi innato, caratterizzato da un sistema neurologico più suscettibile agli stimoli, questo avviene perché è determinato da un funzionamento diverso del sistema neurologico, più attivo e che comporta una maggiore reattività agli stimoli esterni ed interni. 
Le persone con alta sensibilità tendono a percepire in modo più acuto le sfumature sottili nell’ambiente circostante e possono sentirsi facilmente sopraffatte da stimoli sensoriali intensi o prolungati, come suoni o rumori forti, luci brillanti, ambienti affollati. o intense dinamiche emotive.
Le PAS o HSP possono essere facilmente ferite dalle parole o dalle azioni degli altri, essere e avere una maggiore sensibilità emotiva, essere una persona sensibile può comunque, essere un’ottima qualità, poiché ti permette di essere empatico, compassionevole e di apprezzare le piccole cose della vita. 
Tuttavia, la troppa sensibilità o ipersensibilità può avere effetti negativi sul benessere emotivo e psicologico dell’individuo, può anche comportare sfide e difficoltà nel gestire le emozioni intense e nel mantenere un qiisto equilibrio emotivo.
Infatti, la persona ipersensibile potrebbe essere facilmente scossa da situazioni apparentemente banali, come ad esempio, una critica anche costruttiva potrebbe farla sentire come se fosse stata attaccata, portando a un ciclo di pensieri negativi, rimuginio, e influenzare negativamente l’autostima. 
Tutto questo, ovviamente, può causare maggiore stress, problemi di ansia, depressione e bassa autostima, rendendo più difficoltoso affrontare situazioni.reali sempre più frequenti.
Inoltre, le persone altamente sensibili possono essere più suscettibili a percepire le emozioni degli altri in modo più intenso, il che può portare a un senso di sovraccarico emotivo, finendo per sentirsi sopraffatte dalle emozioni degli altri, o del dolore degli altri, fino ad arrivare alla sensazione di essere emotivamente esausti.
Questa eccessiva empatia può rendere difficile stabilire confini sani nelle relazioni e mantenere un equilibrio tra le proprie esigenze emotive e quelle degli altri.
Le PAS sono coloro che esibiscono una profondità di elaborazione (sensibilità) sensoriale più accentuata rispetto alla media.
Essere una persona ipersensibile, non significa avere una condizione patologica, ma, una maggiore reattività agli stimoli esterni e interni, dovuta ad una maggiore sensibilità dell’elaborazione sensoriale (SPS Sensory Processing sensitivity), che può essere definita un tratto della personalità.
Questo concetto è stato approfondito a partire dagli anni ’90 dalla ricercatrice, psicoterapeuta e docente Elaine N. Aron, nel suo libro “The Highly Sensitive Person”,”Persone altamente sensibili. Come stare in equilibrio quando il mondo ti travolge”, pubblicato nel 1996, questa opera ha contribuito a diffondere e a formalizzare l’idea delle PAS, attraverso la sua lettura possiamo ripercorrere la storia delle varie teorie sulla Sensibilità di Elaborazione Sensoriale (SPS).
Elaine N. Aron ha descritto le caratteristiche di questa sensibilità e ha stabilito un fondamento teorico attraverso ricerche che hanno identificato, il tratto come una caratteristica ereditaria, che influisce su come le persone elaborano le informazioni sensoriali.
Un primo studio sulle scimmie aventi un tratto chiamato “up tight“, cioè ansioso, ha dimostrato che queste soffrivano di un deficit serotoninergico congenito che aumentava la loro suscettibilità all’ansia e alla depressione in situazioni stressanti, e la presenza di individui con questo tratto nei gruppi sociali di scimmie conferiva vantaggi in termini di valutazione del pericolo e di opportunità alimentari, contribuendo all’adattamento del gruppo. 
L’attenta strategia di elaborazione delle informazioni ambientali legata alla SPS può essere, in base alle circostanze, favorevole o sfavorevole per la gestione della vita, ma in ogni caso, porta ad un sovraccarico emotivo e ad un maggiore dispendio energetico.
Da questi ed altri studi, la dottoressa Aron ha evidenziato che le persone altamente sensibili condividono una predisposizione genetica, e ha rilevato che circa il 20% della popolazione mondiale manifesta un tratto PAS.
Gli studi più recenti (2018) indicano che questa percentuale sale arrivando quasi al 30% della popolazione mondiale di persone dotate delle caratteristiche basiche per essere definito “altamente sensibile”, con variazioni che possono dipendere da fattori culturali e ambientali. 
Questa diffusione è stata osservata in diverse popolazioni mondiali, suggerendo che si tratta di un tratto trans-culturale che si manifesta indipendentemente dalla geografia. 
Questa consapevolezza globale ha portato alla formazione di comunità e gruppi di supporto per le persone altamente sensibili in molte nazioni, che si adoperano per fornire risorse, supporto e comprensione per chi vive questa realtà.
Secondo le ricerche di Elaine N. Aron (psicoterapeuta) e del marito Arthur Aron (neurologo), le Highly Sensitive People (HSP) si contraddistinguono per 4 caratteristiche principali riassumibili e concettualizzare nell’acronimo Modello D.O.E.S:
D – DEPTH OF PROCESSING = Elaborazione sensoriale profonda: processimano più profondamente le informazioni.
Tendenza a riflettere profondamente su ogni informazione e a notare sottili connessioni che altri potrebbero ignorare, le persone PAS osservano e riflettono prima di agire, elaborano ogni elemento dell’esperienza in modo più approfondito rispetto agli altri.
Le PAS tendono ad analizzare, riflettere e approfondire gli stimoli interni ed esterni in modo più intenso e prolungato rispetto alla media, le persone altamente sensibili tendono a processare le informazioni in modo più approfondito e dettagliato. 
Questo non riguarda solo le percezioni sensoriali come suoni o luci, ma anche pensieri e emozioni. Per esempio, una PAS potrebbe riflettere profondamente su una conversazione avuta durante la giornata, analizzando ogni dettaglio e tono usato, molto più a lungo dopo che l’evento è accaduto.
Questo significa che possono impiegare più tempo per riflettere su decisioni e esperienze, valutando attentamente ogni aspetto prima di trarre conclusioni. 
La loro elaborazione profonda li rende particolarmente attenti agli effetti che le loro azioni possono avere sugli altri e sull’ambiente e quindi più predisposti all’analisi prospettica e retrospettiva
O – OVER-STIMULATION o OVERAROUSABILITY = Sovra-stimolazione: sono più facilmente soggetti a sovrastimolazione e sovraccarico.
Il sistema nervoso si stanca più velocemente a causa dell’eccesso di input (luci forti, rumori, folla), portando a una sensazione di affaticamento o ansia, le persone PAS prestano maggiore attenzione ai dettagli e possono stancarsi più facilmente a causa della sovrastimolazione proveniente da stimoli interni ed esterni.
A causa della loro tendenza a elaborare gli stimoli in modo profondo, le PAS possono risultare particolarmente sensibili e influenzabili dall’ambiente circostante. Le PAS sono facilmente sentirsi sopraffatte in ambienti caotici, rumorosi o affollati possono essere particolarmente stressanti.Un semplice esempio può essere la difficoltà di concentrarsi in un ufficio rumoroso o il sentirsi esauriti dopo una giornata trascorsa in un centro commerciale affollato. 
Più in generale possono essere facilmente influenzate da cambiamenti, sia positivi che negativi, nell’ambiente fisico o sociale. 
Questa sovrastimolazione può portare a stanchezza, irritabilità o la necessità di ritirarsi in spazi tranquilli per recuperare, mentre un ambiente calmo e organizzato può avere un effetto calmante e rinvigorente.
E -EMOTIONAL responsiveness/empathy = Alta Empatia e Reattività Emotiva intensa: entrano in connessione emotiva più facilmente.
Le PAS spesso provano emozioni in modo intenso e una forte risposta emotiva sia verso le proprie esperienze che quelle percepite negli altri e i neuroni a specchio risultano particolarmente attivi.Le persone PAS mostrano una maggiore attività neuronale a specchio, manifestando una maggiore reattività emotiva e empatia verso gli altri.
Le PAS vivono le emozioni in modo più profondo. Questo può manifestarsi in una grande gioia per le piccole bellezze della vita, ma anche in una forte reazione a eventi tristi o stressanti. 
Le emozioni possono essere così intense che la PAS potrebbe aver bisogno di più tempo per recuperare da esperienze emotivamente cariche. 
Ad esempio, una PAS potrebbe sentirsi profondamente commossa da un film o da un libro, portando con sé quelle emozioni per giorni. 
Le PAS sono estremamente sensibili anche ai bisogni e alle emozioni altrui e spesso colgono segnali che altri potrebbero non notare. Questa capacità di percepire sottili segnali emotivi consente loro di connettersi profondamente con gli altri, ma può anche essere fonte di stress, perché spesso si sentono sopraffatti dalle emozioni altrui. 
Un esempio potrebbe essere il sentirsi angosciati assistendo a un litigio, pur non essendo direttamente coinvolti.
Le PAS spesso provano emozioni in modo intenso, sia le proprie che quelle percepite negli altri. Questa sensibilità emotiva è accompagnata da un’alta empatia, che le rende particolarmente in grado di comprendere e condividere i sentimenti altrui. Questa caratteristica può essere sia un dono che una sfida, poiché rende vulnerabili all’emozionalità altrui e a volte può risultare opprimente.
S- SUBTETLIES o SENSITIVE TO SUBTLE STIMULI = Sensibilità ai dettagli o Sensibilità sottile.
Il quarto e ultimo criterio è la sensibilità sottile, ovvero l’attenzione ai dettagli più sottili dell’ambiente e delle relazioni sociali che altri non percepiscono;.
Le persone PAS percepiscono dettagli sottili dell’ambiente e delle relazioni sociali che altri non percepiscono, posseggono la capacità di percepire dettagli minimi nell’ambiente, come un leggero profumo, un cambiamento nel tono di voce, le incongruenze tra linguaggio verbale e non verbale, o piccoli elementi visivi come ad esempio, l’atmosfera emotiva di un luogo o una situazione, le sfumature e i dettagli dell’ambiente.
Le persone PAS riescono a percepire piccoli particolari che sfuggono agli altri, sia nell’ambiente esterno che interno, facilitando risposte più intelligenti e adattive
Essere una PAS comporta un’esperienza del mondo “più vivida”, che può essere vissuta come un dono o come un peso a seconda del contesto:Vediamo le principali Sfide e punti di forza.
Sfide:- È più facile sentirsi sopraffatti dallo stress.- Tendenza a “assorbire” le emozioni negative altrui.- Bisogno frequente di solitudine per ricaricarsi.- Difficoltà a gestire critiche o ambienti caotici.
Punti di forza:- Grande creatività e intuito.- Capacità di ascolto e profonda empatia.- Forte apprezzamento per l’arte e la natura.- Precisione e attenzione ai minimi dettagli.
Non si tratta di una patologia o di un disturbo, ma di una variante naturale della personalità. La SPS deve essere comunque, valutata nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, soprattutto nei casi di eventi traumatici, come esclusione sociale, esposizione ad ambienti sfavorevoli, poiché nel tempo può divenire un fattore di rischio per lo sviluppo di psicopatologie.
Ricerca di significato e consapevolezza: le persone altamente sensibili sono spesso motivate da una ricerca di profondità e significato nelle loro vite.  La loro consapevolezza può portarle a riflettere intensamente sul proprio ruolo nella vita e sulla moralità delle loro azioni.
Possono essere attratte da attività che promuovono la crescita personale, l’auto-riflessione e una comprensione più profonda del mondo e delle persone che lo abitano
Coscienziosità e senso di responsabilità: questa caratteristica spinge le persone altamente sensibili a essere particolarmente coscienziose e attente ai dettagli. 
Spesso si assumono responsabilità elevate, sia nel lavoro che nelle relazionipersonali, e si aspettano di adempiere ai propri doveri con grande diligenza e integrità.
Le Persone Altamente Sensibili (PAS) possono avere una correlazione con alcune sintomatologie emotive e psicosomatiche.
La ricerca suggerisce che la sensibilità elevata può essere associata a una maggiore vulnerabilità a stress e ansia, dovuta alla profonda elaborazione degli stimoli e alla tendenza a essere facilmente sopraffatti da ambienti intensi.
Inoltre, alcune evidenze indicano che le PAS possono avere un rischio maggiore di sviluppare disturbi dell’umore, come la depressione, a causa della loro emotività intensa e dell’empatia elevata che possono portare a un sovraccarico emotivo.
Ciò nonostante, come sono più vulnerabili in condizioni disfunzionali e non supportive e/o traumatiche, altrettanto sono più ricettive ad ambienti e risorse di supporto. 
Negli studi fatti ad esempio su progetti di prevenzione della depressione e del bullismo nelle scuole si è visto che gli studenti PAS mostravano i più alti livelli di miglioramento in termini di riduzione del malessere, aumento di capacità sociali e resilienza. 
Si potrebbe quindi dire che oltre ai fattori di rischio (in ambienti carenti e disfunzionali) l’alta sensibilità predisponga anche a fattori di maggiore crescita e sviluppo (in ambienti e occasioni di risorse e supporto). Questo è il concetto che i ricercatori (F. Lionetti e M. Pluess) definiscono “modello di suscettibilità differenziale”. 
In conclusione, è importante notare che essere PAS non è di per sé una condizione patologica, ma piuttosto un tratto di personalità che influisce su come le persone interagiscono con il loro ambiente e elaborano le informazioni, in positivo o in negativo.
In Italia, la consapevolezza sulle Persone Altamente Sensibili è in crescita, grazie a varie iniziative che mirano a educare il pubblico su questo tratto di personalità, non patologico, che comporta una sensibilità superiore alla media. Nonostante ciò, ancora persistono stereotipi e pregiudizi che etichettano le PAS come eccessivamente emotive o fragili. 
Il riconoscimento di questo tratto e il supporto adeguato sono fondamentali. Servizi specializzati possono aiutare le PAS a gestire la loro sensibilità, promuovendo benessere e adattamento efficace senza classificarlo come disturbo.
Queste strategie non solo aiutano a gestire la sensibilità elevata, ma possono anche migliorare la qualità della vita complessiva, promuovendo un approccio equilibrato al vivere quotidiano.
Imparare a riconoscere i propri limiti e a pianificare il tempo per includere pause regolari può aiutare a gestire lo stress quotidiano.Integrare nella propria quotidianità pratiche come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda possono aiutare a calmare la mente e ridurre la tensione accumulata.
Minimizzare gli stimoli negativi, ridurre l’esposizione a rumori forti, luci intense e caos generale può diminuire la sovrastimolazione.Creare uno spazio personale che rifletta i propri bisogni sensoriali, usando colori calmanti, illuminazione soffusa, e elementi naturali.
Essere trasparenti riguardo la propria sensibilità può aiutare gli altri a comprendere meglio le esigenze e le reazioni.Circondarsi di persone che rispettano e valorizzano la sensibilità può costruire un ambiente emotivamente nutritivo.
Far parte di questo gruppo non è uno svantaggio, né etichetta le persone come diverse. 
È probabile che durante la nostra esperienza di vita abbiamo percepito questa distanza emotiva e avete avuto la consapevolezza di essere nati con un paio di “occhiali invisibili” che fanno vedere il mondo in un altro modo, con un cuore più aperto, ma anche più fragile.
Da un punto di vista scientifico, i processi cerebrali dei PAS mostrano una sovreccitazione nelle aree neuronali collegate con le emozioni e con l’interazione verso terzi: questi soggetti sono in grado di decifrare ed intuire i sentimenti di coloro che li circondano, ma, allo stesso tempo, devono affrontare un problema molto chiaro… il resto del mondo è privo di tale empatia; pertanto, vi è un evidente squilibrio tra la loro sensibilità e quella delle persone attorno a loro, compresi gli ipocriti e i falsi buonisti.
È per questo che gli iperefficienti mentali vedono se stessi come “diversi”!
Però non si può si cambiare un cuore anche perché tutto avviene in maniera innata e naturale.
Le PAS conoscono il dolore ad un livello più profondo rispetto agli altri, e sentiranno sempre un po’ più di dolore, percepiranno sempre questa oscurità che gli altri mai conosceranno. 
Però, insieme a tutte queste intense emozioni che fanno sentire tanto pesante, percepiscono le cose buone e le apprezzano più di chiunque altro.
Nonostante le sfide che possono accompagnare l’essere una persona altamente sensibile, è importante riconoscere e apprezzare le qualità positive che questo tratto di personalità può portare a rallentare la corsa generale verso il brutto che ci circonda.

Dott. Roberto Kudlicka

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