Michele Jamil Marzella: Il Suono dell’Anima tra Oriente e Mediterraneo

Bari – C’è un sottile filo d’ottone che collega le coste della Puglia alle vette del Tibet, e quel filo vibra attraverso il fiato di Michele Jamil Marzella. Trombonista di formazione classica, diplomatosi al Conservatorio di Bari, Marzella non è solo un musicista, ma un esploratore sonoro capace di unire mondi apparentemente inconciliabili.

L’unico europeo a suonare il Radong

La sua carriera, iniziata giovanissimo, lo ha visto solcare i palchi del pop con artisti del calibro di Renato Zero, ma è stata la ricerca spirituale a definire la sua cifra stilistica. Affascinato dalle sonorità mistiche, Marzella ha viaggiato in Tibet per apprendere l’arte del radong, la lunghissima tuba tibetana. Oggi è l’unico esecutore europeo di questo strumento, che utilizza per tessere trame sonore che lui stesso definisce “psicomusicosofiche”.

Tra Jazz, Teatro e Impegno Sociale

La sua poliedricità lo ha portato a spaziare dal jazz mediterraneo della sua “Improbabilband” alle collaborazioni internazionali con giganti come Keith Tippet e Louis Moholo. Non solo concerti: Marzella è anche un “musicoattore”, avendo firmato ed eseguito dal vivo le musiche per lo spettacolo teatrale Anfitrione della compagnia Teatri di Bari, dove il trombone sostituisce la parola.

Oltre al palco, la sua missione si estende all’educazione e all’inclusione. Laureato in filosofia con una tesi sul pensiero mistico delle civiltà orientali, Marzella ha sviluppato un metodo sul “respiro consapevole” dedicato ai bambini con disabilità, portando la musica oltre l’intrattenimento, verso una dimensione taumaturgica e sociale.

Riconoscimenti e Collaborazioni

Il suo talento è stato celebrato dalla critica e da premi prestigiosi, come la Targa Tenco 2019 vinta per la collaborazione nell’album di Enzo Gragnaniello, con cui ha firmato brani intensi come La Voce della Terra. Dalle performance elettroniche del Farm Festival alle pièce soliste nella Basilica di San Nicola per l’accoglienza della marionetta gigante Amal, Marzella continua a dimostrare che il suono è il linguaggio universale dell’accoglienza.

“Michele Jamil Marzella non suona semplicemente uno strumento: abita il silenzio con vibrazioni che trasformano il respiro in preghiera e la musica in un ponte tra i popoli.”

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